Quesito

Caro Padre Angelo,
Le scrivo confidandole alcune mie cose come se mi trovassi davanti ad un diario segreto.
Sono infelice. Ho 16 anni; vado male a scuola, non ho amici e prego sempre utilizzando il breviario (e quindi ogni giorno Ufficio, Lodi, Ora media, Vespri, Compieta).
Sono vittima di una grande tentazione, quella dell’impurità. Vivo di peccato e di preghiera.
Ora, nella mia situazione non bella, a chi devo incolpare la mia negatività scolastica e sociale? Non posso che attribuire la causa di tutto a Dio, a quel Dio che prego con fede notte e giorno. Di qui vien meno la mia fede sull’esistenza di Dio, dato che non ascolta la mia preghiera e dato che vedo i miei coetanei, che vivono lontani dal Signore, che vanno bene a scuola, che hanno tanti amici, ecc… Non so che fare, a chi devo seguire, come fare per riprendermi, per raggiungere la sufficienza, per avere amici della mia età con cui uscire, con cui divertirmi, ecc.. Mi sembra tanto dire con il salmista "io sono colmo di sventure, mi hai gettato nella fossa profonda, nelle tenebre e nell’ombra di morte. Hai allontanato da me i miei compagni , mi hai reso per loro un orrore. Sono infelice, sfinito, oppresso dai tuoi terrori. Hai allontanato da me amici e conoscenti, mi sono compagne solo le tenebre". Preferisco che non venga pubblicata questa conversazione.
Nell’attesa di una esauriente risposta, La saluto pregando per lei e invocando dal Signore il Suo Spirito.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. Vedo che sei un bravo ragazzo e ti esorto a perseverare nella preghiera.
Ma nella tua vita c’è l’impurità e questa è causa di tanti mali, perché ti priva della grazia di Dio.
Non è Dio la causa dei tuoi mali, ma lo sono le tue impurità.

2. Guarda cosa ci dice la Sacra Scrittura.
Giuseppe l’ebreo, il patriarca, conservò la purezza anche di fronte a tentazioni violentissime, e proprio per questo tutto gli andò bene.
Ecco cosa si legge nel testo sacro: “Il Signore fu con Giuseppe: a lui tutto riusciva bene e rimase nella casa dell’Egiziano, suo padrone. Il suo padrone si accorse che il Signore era con lui e che il Signore faceva riuscire per mano sua quanto egli intraprendeva. Così Giuseppe trovò grazia agli occhi di lui e divenne suo servitore personale; anzi, quello lo nominò suo maggiordomo e gli diede in mano tutti i suoi averi. Da quando egli lo aveva fatto suo maggiordomo e incaricato di tutti i suoi averi, il Signore benedisse la casa dell’Egiziano grazie a Giuseppe e la benedizione del Signore fu su quanto aveva, sia in casa sia nella campagna” (Gn 39,2-5).

3. Giuseppe poi finisce in prigione perché accusato ingiustamente. “Ma il Signore fu con Giuseppe, gli accordò benevolenza e gli fece trovare grazia agli occhi del comandante della prigione. Così il comandante della prigione affidò a Giuseppe tutti i carcerati che erano nella prigione, e quanto c’era da fare là dentro lo faceva lui. Il comandante della prigione non si prendeva più cura di nulla di quanto era affidato a Giuseppe, perché il Signore era con lui e il Signore dava successo a tutto quanto egli faceva” (Gn 39, 21-23).

4. Come vedi, quando c’è la purezza, ci sono anche molti altri beni.
Per questo molti autori spirituali hanno letto in riferimento alla purezza quanto si legge in Sap 7,11: “Insieme a lei mi sono venuti tutti i beni; nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile”.

5. Le impurità, al contrario, ci privano di tutti questi beni.
Non solo, ma ci lasciano senza difese per cui ci si mette in qualche modo sotto il potere del comune avversario al quale il Signore permette che possa fare qualcosa nei nostri confronti perché ci risolviamo a convertirci, a cambiare vita, a camminare integri davanti a Lui e colmi di ogni benedizione.
Il Catechismo Romano del Concilio di Trento ricorda che nella sacra Scrittura si legge che per il peccato di uno è venuta meno la benedizione non solo su di lui ma anche su quelli della sua casa (Gn 34,25).

6. Mi piace ricordarti quanto dice San Tommaso d’Aquino: “Così chi supera le tentazioni merita di essere servito dagli angeli”
Dunque, guarda alle tentazioni che ti si presentano davanti come a delle occasioni che il Signore ti dà per essere servito dagli angeli.
Non cedere in nessuna maniera, fai quanto devi fare per lo studio, vivi in grazia e la mano del Signore ti accompagnerà.
Se fai il contrario, danneggi te stesso e diventi la causa della tua infelicità.

Ti assicuro la mia preghiera perché possa essere forte e come il Signore ti vuole.
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo