Qualora fosse possibile, vorrei chiederLe alcune cose sul terz’ordine domenicano, così in questo modo possiamo parlare anche di vocazione

////Qualora fosse possibile, vorrei chiederLe alcune cose sul terz’ordine domenicano, così in questo modo possiamo parlare anche di vocazione

Qualora fosse possibile, vorrei chiederLe alcune cose sul terz’ordine domenicano, così in questo modo possiamo parlare anche di vocazione

Quesito

Caro P. Angelo,
ringraziandoLa per il ministero che porta avanti, Le porgo i più cari auguri per una buona Settimana Santa e naturalmente una Buona Pasqua in Cristo Gesù risorto.
Qualora fosse possibile e non fossi invadente, vorrei chiederLe alcune cose sul c.d. terz’ordine domenicano (naturalmente ho già letto le risposte che ha dato sul sito), così in questo modo possiamo parlare anche di vocazione.
Di nuovo Buona Pasqua!
Andrea


Risposta del sacerdote

Caro Andrea,
non ho dimenticato la tua richiesta.
Tu mi hai inviato la tua mail per Pasqua.
Ed eccomi a te per il Natale successivo!
Lo sai bene, però, che non è per malavoglia.
Adesso rispondo volentieri alla tua richiesta.

1. I terziari (detti oggi anche laici domenicani) esistono fin dall’inizio dell’Ordine di san Domenico.
Essere terziari non equivale ad essere cristiani di serie a, ma essere persone che cercano nell’Ordine di san Domenico un aiuto ad essere dei buoni cristiani.
Appartenere al laicato domenicano o Terz’Ordine di san Domenico  è la stessa cosa che vivere quanto gli Atti degli Apostoli dicono dei primi cristiani, e cioè che “erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere” (At 2,42).

2. Quattro dunque sono le caratteristiche delle prime comunità cristiane:
1 – erano perseveranti nell’ascolto della Parola di Dio e pertanto nutrivano e irrobustivano la loro fede attraverso la lettura, la predicazione, l’istruzione.
Tale è anche la prima caratteristica dei terziari. Attraverso l’incontro mensile di fraternita e la formazione personale badano a rendere forte la loro fede.

2 – Vivevano, anzi, formavano una comunità.
Anche i terziari formano una comunità, pur abitando a casa loro.
Quelli che diventano terziari avvertono un senso di maggiore appartenenza alla Chiesa.
Non stanno ai bordi della comunità ecclesiale, ma nel mezzo.

3 – La terza caratteristica dei primi cristiani consisteva nella partecipazione all’eucaristia, che a quei tempi veniva indicata anche con la dicitura di “spezzare il pane”.
L’eucaristia è il mezzo principale che il Signore ci ha dato per nutrire la nostra vita cristiana.
Qui si incontra il Signore mediante la comunità,  si ascolta la sua parola, si perpetua il suo sacrificio per la vita e la redenzione del mondo, ci si nutre del Signore.
Qui si attua una singolare trasformazione: quella della nostra vita in Cristo.
Qui si compie l’azione più utile non solo per noi stessi, ma per la Chiesa tutta e per il mondo intero: l’offerta del sacrificio di Cristo e la Santa Comunione.
San Tommaso, commentando le parole di Gesù “il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo” (Gv 6,51), dice che l’Eucaristia è l’unico sacramento che non  giova solo a chi lo riceve, ma a tutto il mondo.
Attraverso la partecipazione quotidiana (se è possibile) all’Eucaristia il terziario si pone in medio Ecclesiae (in mezzo alla Chiesa) e lavora intensamente per essa.

4- La quarta caratteristica dei primi cristiani consisteva nel perseverare in preghiera.
Diventare terziari è la stessa cosa che diventare uomini e donne di preghiera.
Le preghiere indicate dalla Regola (il Santo Rosario quotidiano, la recita – se possibile – del parvum officium Beatae Virginis Mariae e altre devozioni) aiutano a permanere in un atteggiamento di preghiera, simile a quello di Mosè, che quando pregava faceva volgere al meglio la battaglia a favore degli israeliti.

3. Formando così i suoi membri laici, l’Ordine li presenta alla Chiesa come una singolare ricchezza.
“I Terziari domenicani – disse Pio XII in un Congresso del Terz’Ordine domenicano (29 Agosto 1958) – sono un gruppo scelto di laici dediti ai maggiori obiettivi dell’apostolato contemporaneo».

4. La Regola dei laici di San Domenico, nella Costituzione fondamentale, ricorda quali siano questi maggiori obiettivi:
I laici domenicani si distinguono in modo particolare
sia per quanto concerne la loro propria vita spirituale,
sia per il servizio di Dio e del prossimo nell’ambito della Chiesa.
In quanto membri dell’Ordine, partecipano alla sua missione apostolica mediante lo studio, la preghiera e la predicazione in conformità con la loro condizione di laici” (n. 4).

5. “Con ogni sollecitudine riflettono sugli scopi particolari delle forme di apostolato nella Chiesa contemporanea, spronati in particolar modo a manifestare una misericordia autentica nei confronti di ogni forma di umana inquietudine, a difendere la libertà, a promuovere la giustizia e la pace” (n. 6).

6. “Ispirati dal carisma dell’Ordine, sono consapevoli che l’attività apostolica promana dall’abbondanza della contemplazione. (…).
Il laico domenicano ha una funzione molto importante: sull’esempio di San Domenico egli è consacrato a “rendere testimonianza alla verità”, a donare “la verità che libera” e a indicare la via della salvezza.
Oggi, come in passato, queste fraternite sono presenti in ogni parte del mondo. Di esse fanno parte uomini e donne, giovani e anziani, operai e professionisti, professori, studenti, artisti… tutti uniti da una comune vocazione, la vocazione dell’Ordine di San Domenico: l’amore alla verità, verità da amare, verità da conoscere, da vivere nella fedeltà al vangelo; verità da annunciare con la vita e la parola” (n. 7).

Sono contento di essere tornato sul tema del Terz’Ordine di san Domenico e ti ringrazio d’avermene dato l’opportunità.
Ti ricordo al Signore e ti affido al santo Padre Domenico.
Ti benedico e ti auguro un Santo Natale.
Padre Angelo