Quesito

Salve padre Angelo,
pare che l’incesto sia uno dei tabù più condivisi tra le varie culture della storia dell’uomo. Ma quali sono gli argomenti forti contro tale pratica condannata dalla chiesa?
Su internet non si trova quasi niente, e nemmeno nel vostro nel sito sono riuscito a trovare qualcosa.
Quindi ho pensato che sarebbe molto utile una sua risposta, se può, completa e documentata, che demolisca le argomentazioni di chi, anche oggi, è a favore dell’incesto.
Dio la benedica.

Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. mi chiedi quali siano gli argomenti per cui la Chiesa condanna l’incesto.
Sono quelli per cui questa pratica, come tu stesso rilevi, è una pratica unanimemente condannata.
Per comprendere la sua immoralità è interessante notare questo fatto: si tratta di una pratica che non solleva problemi presso gli animali, dove l’incesto è ampiamente praticato. Solo le persone ne provano ripugnanza.
Lo sottolinea anche Cesare Musatti, il primo e più noto psicanalista italiano: “la ripugnanza per l’incesto è un fenomeno del tutto e soltanto umano, che non agisce affatto nella maggior parte delle specie animali, dove l’incesto rientra nelle comuni forme della vita sessuale” (Trattato di psicanalisi, vol. II, p. 164).
Ciò significa qualcosa di importante: c’è nella sessualità umana qualcosa che va al di là del puro rapporto sessuale, ordinato alla procreazione.

2. Ma procediamo per gradi.
Per incesto s’intende il rapporto sessuale fra persone strettamente imparentate per motivi di sangue o di affinità.
Le motivazioni per cui l’incesto viene giudicato immorale sono essenzialmente due.
La prima: l’amore tende per natura a dilatarsi. L’amore è farsi dono, anzi un dono mediante il quale ci si espropria di se stessi e si dice all’altro: “Sono tuo per sempre”.
L’amore vero trascende la volontà dei due che si donano per realizzare un certo legame anche tra le loro famiglie.
È un aprirsi vicendevole che comporta altre aperture e lega maggiormente la società.
L’incesto è tutto il contrario di questo. È un chiudersi all’interno del nucleo familiare. È una sorta di narcisismo e di egoismo.
Anziché legare ulteriormente la società, l’incesto la divide, perché favorisce il rafforzamento di nuclei familiari o di sangue.
Il comando divino: “Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne” (Gn 2,24) non aggiunge nulla dall’esterno all’amore umano, ma lo esplicita e nello stesso tempo connota l’essenziale differenza tra la sessualità umana e quella animalesca.
In quest’ultima è assente l’esproprio e il donarsi vicendevole. La sessualità è pura riproduzione.
Per questo il catechismo della Chiesa cattolica dice che “l’incesto corrompe le relazioni familiari e segna un regresso verso l’animalità” (CCC 2388).

3. La seconda motivazione è legata all’eccessiva presenza di tare in bambini nati da consanguinei.
Studi su bambini nati da incesto evidenziano il decuplicarsi di handicap come il grave ritardo mentale, il nanismo, anomalie del cuore e del cervello, sordità, mutismo, allargamento del colon e anomalie del tratto urinario.
Per questo d’istinto le persone evitano l’incesto e per questo che le varie legislazioni lo vietano: è lesivo della salute e dell’integrità fisica del nascituro.

4. È vero però che se vengono vietati i matrimoni incestuosi, tuttavia di fatto non mancano neanche nel nostro tempo relazioni incestuose.
Tali sono ad esempio le violenze carnali che non pochi bambini e ragazzi subiscono all’interno della propria famiglia o parentela da parte dei genitori, dei fratelli e delle sorelle e di altri congiunti.

5. “Si possono collegare all’incesto gli abusi sessuali commessi da adulti su fanciulli o adolescenti affidati alla loro custodia. In tal caso la colpa è, al tempo stesso, uno scandaloso attentato all’integrità fisica e morale dei giovanetti, i quali ne resteranno segnati per tutta la loro vita, ed è altresì una violazione della responsabilità educativa” (CCC 2389).

6. L’incesto è condannato dal Lv 18,6-16.
Qui vi si legge una lunga sequenza di possibili incesti tra consanguinei o affini (suocera, nuora, cognata…).
Anche San Paolo stigmatizza questa colpa particolarmente grave: “Si sente da per tutto parlare d’immoralità tra voi… al punto che uno convive con la moglie di suo padre!… Nel nome del Signore nostro Gesù… questo individuo sia dato in balia di Satana per la rovina della sua carne” (1 Cor 5,1; 1 Cor 5,4-5).

7. S. Agostino osserva che, se all’inizio del genere umano l’unione tra fratelli e sorelle fu una condizione necessaria per la propagazione del genere umano, col cessare di questa necessità, tale unione fu condannata dalla religione1 .

8. Il diritto canonico esclude le seguenti relazioni fra persone collegate da sangue o da affinità: il matrimonio fra tutti gli ascendenti e i discendenti in linea diretta; nella linea collaterale tra fratelli e sorelle e fra primi cugini (CJC 1091); tra gli affini in tutti i gradi nella linea diretta, e cioè fra un uomo e una suocera o nuora e fra una donna e il suocero o genero (CJC 1092).
La Chiesa, sebbene a malincuore, dispensa nei matrimoni fra primi cugini e anche nell’affinità in linea diretta.

9. In passato si parlava anche di “incesto spirituale” e si verificava nel caso di parentela spirituale (tra battezzato e battezzante o padrino).
Il nuovo CJC non ne parla più.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

1 s. agostino, De civitate Dei, l. XV, cap. 16, PL 41, 457-58.