Quali i passi della scrittura dove è scritto che solo i sacerdoti possono consacrare?

////Quali i passi della scrittura dove è scritto che solo i sacerdoti possono consacrare?

Quali i passi della scrittura dove è scritto che solo i sacerdoti possono consacrare?

Quesito

Caro Padre Angelo,
potete indicarmi i passi della scrittura dove e’ scritto che solo i sacerdoti possono consacrare? Ho avuto una discussione con un evangelico che afferma che nella scrittura c’è scritto che qualunque cristiano può spezzare il pane…
grazie e chiedo preghiere


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. va detto anzitutto che la divina rivelazione non consiste solo nelle Sacre Scritture, ma anche nella Divina Tradizione.
È dalla Tradizione che abbiamo le Scritture. In nessun passo delle Scritture c’è il catalogo dei libri che si devono ritenere ispirati.
Anche i protestanti hanno ricevuto le Scritture dalla Tradizione, che si esprime nei tre criteri espressi dai santi Padri: ciò che da sempre, ciò che da tutti, ciò che dovunque è stato creduto (quod a semper, quod ab omnibus, quod ubique creditum est).

2. Ora è solo agli Apostoli che Gesù Cristo ha detto: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22,19).
La Chiesa ne è sempre stata talmente convinta che vede in queste parole l’istituzione dell’Ordine sacro, sacramento evidentemente negato dai protestanti.
Mentre la Chiesa ortodossa è testimone di questa interpretazione delle Scritture data da sempre, da tutti e dovunque.
Non a caso San Paolo chiama gli Apostoli “Ministri di Cristo e dispensatori dei misteri di Dio” (1 Cor 4,1).
Secondo la lettera agli Ebrei non tutti sono sacerdoti nel ministero, ma solo chi è chiamato da Dio a questo compito (Ebr 5,1-3; 8,1-3).

3. Questo convincimento è testimoniato dai santi Padri che sono gli antichi autori cristiani, da tutti ritenuti esimii per santità e dottrina.
La Didaché, che è uno scritto della seconda metà del I secolo, contemporaneo e antecedente a diversi libri del Nuovo Testamento, subito dopo aver parlato della celebrazione dell’Eucarestia, dà il seguente avvertimento: “Eleggetevi dunque vescovi e diaconi degni dei Signore” (15,1).
Questa testimonianza della Didaché è infinitamente superiore a tutte le argomentazioni dei protestanti. È l’attestazione della coscienza della prima comunità cristiana su chi presiedeva l’eucaristia.
C’è da domandarsi: possibile che si siano sbagliati subito, fin dall’inizio e dappertutto e che bisognasse attendere Lutero 1500 anni dopo?
Cristo che ha detto “Ecco io sono con voi tutti i giorni fino alla fine mondo” avrebbe abbandonato subito la sua Chiesa?

4. Se si fosse trattato fin dall’inizio di un così grave errore gli apostoli che erano ancora vivi, soprattutto San Giovanni che è morto all’inizio del secondo secolo e che nell’Apocalisse rimprovera per diversi errori, non avrebbero reagito energicamente?
In realtà sappiamo che san Giovanni stesso, anzianissimo, veniva portato dai discepoli a presiedere l’Eucaristia.

5. Altra testimonianza è la Lettera di S. Clemente papa, terzo successore di San Pietro, della fine del primo secolo e morto prima di San Giovanni.
Egli paragona i vescovi e i diaconi ai sacerdoti e ai leviti dell’Antico Testamento. Riconosce che hanno funzioni ufficiali proprie (“leiturghiai”) e prescrive di esercitarle con ordine e nei tempi stabiliti (Lettera ai Corinzi 41-42).
Sant’Ignazio, che muore nel 107 e pertanto è coevo di san Giovanni, è chiarissimo: “Sia ritenuta valida quell’Eucarestia che si celebra dal vescovo o da chi ne ha ricevuto autorità da lui… senza il vescovo non è lecito né battezzare, né celebrare l’agape”  (Lettera agli Smirnesi, 8,1-2).
Solo il sacerdote ha ricevuto quest’autorità dal vescovo perché il diacono è soltanto il distributore (Lettere alla comunità di Tralli, 2,3 e di Filadelfia 4).
Secondo San Giustino (della prima metà del secondo secolo) il “capo dei fratelli” consacra e i “diaconi” distribuiscono il cibo divino (Apologetico, I, 65).
San Cipriano, che è del 3° secolo non farà che riprendere questa dottrina: “Se Gesù Cristo, che è il sommo sacerdote del Padre … ha ordinato che si facesse quello in sua memoria, è certo che ogni sacerdote tiene propriamente il luogo di Cristo, perchè ripete ciò che Gesù Cristo ha fatto” (Epistola 63,14). I diaconi invece devono far circolare il calice (De lapsis 25).
Altre testimonianze, come quelle di Origene, di San Girolamo e del Crisostomo (che tralascio per brevità) sono chiare e senza ombra.

6. Il Concilio di Trento riaffermò la dottrina della Chiesa contro i protestanti con il seguente dogma: “Se qualcuno dirà che con quelle parole: "Fate questo in memoria di me", Gesù Cristo non costituì sacerdoti gli Apostoli; o non ordinò che essi e gli altri sacerdoti offrissero il suo corpo e il sito sangue, sia scomunicato” (sessione 22, can. 2, DS 1752 e 1740).

7. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda che “il Signore … sapendo che era giunta la sua Ora di passare da questo mondo al Padre, mentre cenavano, lavò loro i piedi e diede loro il comandamento dell’amore. Per lasciare loro un pegno di questo amore, per non allontanarsi mai dai suoi e renderli partecipi della sua Pasqua, istituì l’Eucaristia come memoriale della sua morte e della sua risurrezione, e comandò ai suoi apostoli di celebrarla fino al suo ritorno, costituendoli «in quel momento sacerdoti della Nuova Alleanza» (DS 1740)” (CCC 1337).

Hai dunque buoni argomenti per andare a Messa sicuro che quello è il modo di fare voluto da Cristo.
Ti ringrazio del quesito, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo