Quesito

Caro Padre Angelo,
Sono una ragazza di ventuno anni, sono fidanzata da circa due, il mio problema è molto comune di questi tempi: è da un po’ che ho rapporti sessuali con il mio fidanzato, entrambi siamo cattolici ma cadiamo sempre in questa colpa (certo tutti i peccati sono gravi ma questo mi ossessiona particolarmente e ai miei occhi appare più profondo degli altri).
So che la sua risposta probabilmente sarebbe di astenersi ma è complicato, anche perché ormai fa parte del nostro rapporto di coppia. Più volte ho proposto a lui di astenerci ma non essendo molto forti nel portare avanti questa decisione, ci siamo puntualmente ricaduti.
So che a questo punto dovrei essere io a dare l’esempio al mio fidanzato ma da sola non ci riesco.
Tempo fa per il medesimo problema ho lasciato un ragazzo e pensavo di aver risolto il problema (stando sola queste cose non capitano) ma mi ritrovo dopo anni al punto di partenza. Io ci tengo molto al mio fidanzato e non ho intenzione di chiudere i rapporti. Vorrei solo che collaborasse e che prendessimo questa decisione insieme facendo un cammino di coppia.
Inoltre questa cosa mi ha allontanato dall’eucarestia perché mi sento perennemente impura, certo per questo esiste la confessione, ma se non riesco a staccarmi definitivamente da questa cosa, che senso ha chiedere perdono? Non so se dico il vero ma confessarsi e non risolvere il problema non sarebbe un vero pentimento benché io sia realmente dispiaciuta dinanzi a Dio. Di conseguenza ho la sensazione di aver fatto una scelta contraria al volere di Dio e questo mi fa star male.
Durante le mie giornate mi affido a Gesù, anche per le cose più veniali (è il mio modo di sentirlo parte della mia vita, come se fossi in continua preghiera), non voglio stare lontano da lui perché ne ho bisogno, d’altronde chi più di lui mi potrebbe amare? Non riesco a staccarmi dalla cosa enunciata prima e non ho intenzione di lasciare il mio fidanzato! So che la preghiera può risolvere tutto ma il signore nella sua bontà non fa le scelte al posto mio (anche se, a volte preferirei, essere un “burattino” di Dio per non deluderlo ma poi mi ricordo che lui mi ama così come sono).
Inoltre ogni volta che faccio un’adorazione eucaristica o che partecipo alla messa mi commuove vedere Gesù lì sull’altare e provo un po’ d’invidia nei confronti di chi non si ritiene indegno come me e con devozione si accosta a lui!
– È giusta questa invidia (anche se benevola)?
– Sono in situazione di peccato mortale?
– Dato che Dio è amore, sono giusti tutti questi sensi di colpa che mi creo?
– Che cosa devo fare Padre? 

“Ah una curiosità: cosa pensa precisamente la chiesa degli alieni? Lo chiedo perché un mio amico va in giro a predicare che gli arcangeli sono alieni e cose simili, io non credo a questa versione ma non so come rispondere e dato che in molti sono interessati alle sue parole mi sembra importante chiarire il discorso.“
Grazie in anticipo!
Un abbraccio
D.

 


Risposta del sacerdote

Carissima D.,
1. La privazione dell’eucaristia, la privazione di Dio…
È questo il bene che ti vuole il tuo ragazzo?
Quando ti toglie l’eucaristia, ti vuole veramente bene? 
Lo stesso discorso vale anche per te nei suoi confronti.

2. “Tutto è stato creato per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1,16). Anche il matrimonio rientra in questo disegno di santificazione e di ricerca di Dio.
Come vedi, tu e il tuo ragazzo siete certamente bravi giovani, ma non state vivendo il vostro fidanzamento orientato a Dio né lo state vivendo secondo Dio.

3. La Sacra Scrittura dice: “Chi pecca contro di me, danneggia se stesso” (Pr 8,36).
Privarvi della santificazione, non è come il fare a meno di un accessorio.
Ne va di mezzo della purezza del vostro amore, che se continua ad esprimersi così, è votato allo spegnimento.

4. Senti che cosa dice un documento del Magistero della Chiesa: “Nella stessa misura in cui nell’uomo si indebolisce la castità, il suo amore diventa progressivamente egoistico, cioè soddisfazione di un desiderio di piacere e non più dono di sé” (pontificio consiglio per la famiglia, Sessualità umana: verità e significato, 16).

5. E ancora: “Non si deve mai dimenticare che il disordine nell’uso del sesso tende a distruggere progressivamente la capacità di amare della persona, facendo del piacere – invece che del dono sincero di sé – il fine della sessualità e riducendo le altre persone a oggetto della propria gratificazione: così esso indebolisce sia il senso del vero amore tra l’uomo e la donna – sempre aperto alla vita – sia la stessa famiglia e induce successivamente al disprezzo della vita umana che potrebbe essere concepita, considerata allora come un male che minaccia in certe situazioni il piacere personale” (Ib., 105).

6. Capisco quello che puoi provare quando partecipi all’adorazione eucaristica o alla S. Messa: vedi altri fare la S. Comunione, nutrirsi del pane degli Angeli, avere Dio nel cuore e sentirlo a nostro servizio, e tu invece esclusa da tutto questo.
Lo senti da te stessa che vi è uno stato di impurità che non ti permette di accostarti a una realtà così santa, se non profanandola e compiendo un sacrilegio.

7. C’è la confessione. Ma, come tu stessa riconosci, è necessario avere un proponimento, altrimenti anche qui si accumulano ulteriori profanazioni.
Che fare dunque?

8. Vi esorto a mettervi davanti al Signore, fare il punto della situazione e dire: così non si può andare avanti. Anzi, così non si deve andare avanti.
È necessario pertanto che vi determiniate e che evitiate di mettervi nelle occasioni che vi portano a commettere dei peccati.

9. Persuasi che la purezza esige sforzo umano e aiuto divino (“Ho saputo che nessuno può essere casto se Dio non lo concede, Sap 8,21), è necessario determinarsi anche a vivere una vita di preghiera a livello di coppia.
Perché non recitare tutti i giorni il Santo Rosario e stare uniti in preghiera per ottenere da Maria, madre del bell’amore, la virtù della purezza?
Nei giorni in cui non vi vedete lo recitate ognuno per conto vostro, mettendovi in comunione di preghiera.
E nei giorni in cui vi trovate, sempre, sempre lo reciterete insieme.

10. Vedrete quante cose nasceranno da questa preghiera!
Il vostro amore diventerà puro, sarà benedetto e diventerà sempre più bello e attraente.
Nello stesso tempo imparerete a stimarvi di più, perché vi vedrete forti e porrete le basi di una sicura fedeltà nel matrimonio.
Infatti se vi concedete adesso che non vi appartenete, quando acquisirete la forza per non concedervi ad altri nel momento delle tentazioni?
E se non vivete la castità prematrimoniale, come potete pensare di vivere nel matrimonio secondo Dio, e cioè evitando la contraccezione?
Dovete evitare di porre le premesse per non accostarvi mai più all’Eucaristia. Sarebbe la fine della vostra vita cristiana.

11. Circa le domande finali che mi poni, devo dirti che in questa situazione vivete in peccato mortale, privi della grazia di Dio.
L’invidia che provate nei confronti di chi la S. Comunione è una santa invidia, non è affatto peccaminosa.
Per invidia infatti s’intende desiderare che gli altri non abbiano i beni di cui stanno godendo.
Ma desiderare per noi i beni di cui godono gli altri non è invidia.

12. Dio è amore. Ma proprio perché rifiuti l’amore che Dio ti vuole dare, stai male e vivi sensi di colpa.

13. In merito agli alieni ufo puoi leggere la risposta che ho dato il 14 ottobre 2008.

Assicuro un ricordo al Signore per te e per il tuo ragazzo perché possiate essere in tutto graditi al Signore e attirarvi da lui ogni benedizione.
Intanto vi benedico anch’io e vi saluto.
Padre Angelo