Quesito

Padre sono una ragazza di 22 anni…qualche giorno fa ho avuto un rapporto con il mio fidanzato e al termine ci siamo accorti della rottura del preservativo…presa dalla paura ho preso una pillola detta dei 5 giorni dopo, ellaone. Non posso sapere se il concepimento c’è stato anche se secondo il mio ciclo e la mia ovulazione quel giorno non sarei stata fertile. Ma ora come ora sto malissimo all’idea di aver anche ipoteticamente ucciso qualcosa… tornassi indietro non lo rifarei. Da quando è successo non riesco a riprendermi, sono a letto da giorni a piangere e sento di aver tradito Dio, sento che non sarò mai più la stessa e mi manca la voglia di vivere… cosa darei per sapere se quel concepimento è avvenuto o meno. Sto molto male padre mi sento indegna di fare qualsiasi cosa perchè mi sento un mostro… un peccato così grande si può scontare? la mia vita è segnata per sempre? le scrivo con il proposito di confessarmi questo fine settimana ma sento che nessuna parola e nessuna rassicurazione potrà tirarmi via da questo stato. Provo anche un senso forte di rabbia nei confronti del mio ragazzo anche se mi rendo conto che non è colpa sua… ma l’ho esortato più volte a fare un periodo di castità almeno per cominciare ma purtroppo non è stato capace e chiaramente neanche io perchè le cose si fanno in due però diciamo che la spinta maggiore è sempre venuta da parte sua…grazie per la sua attenzione e buona serata….


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. indipendentemente dal momento fertile o non fertile, la tua volontà in quel momento è stata chiara: espellere l’eventuale essere umano da te concepito.
Insomma: un movente di morte.

2. Questo fatto non può non pesare.
Pesa la consapevolezza di aver agito così nei confronti di un essere umano indifeso e innocente.

3. La rottura del preservativo.
Si può parlare di sesso sicuro fin che si vuole. Ma quegli atti rimangono atti di donazione totale e pertanto sono potenzialmente procreativi.

4. L’alterazione del disegno divino sulla sessualità, sull’amore umano e sulla persona è palesemente alterato. Aveva ragione Paolo VI a dire nell’Humanae vitae che nella contraccezione coniugale l’atto cessa di essere un atto di autentico amore.
Tanto più fuori del contesto coniugale. Giovanni Paolo II senza mezzi termini aveva parlato di “menzogna”.
Nell’atto della donazione totale i coniugi si fondono l’uno con l’altro: sono una carne sola.
La contraccezione fa violenza a questa volontà di essere fusi in una sola carne.

5. Di recente un visitatore mi descriveva la frustrazione provata in molti anni di matrimonio perché la moglie ha sempre voluto che lui facesse contraccezione, ad eccezione di due sole volte in cui lei aveva deciso di aver un bambino.
Per il resto quest’uomo non si è mai fuso con la moglie nell’intimità coniugale, pur sentendone profonda nostalgia e desiderio.
Avrebbe voluto ricorrere ai tempi di fertilità e di infertilità della moglie. Ma lei non ha voluto, ha deciso così e basta.

6. Oggi molti vogliono agire così nel matrimonio e prima del matrimonio.
Ma si negano un’esperienza tipicamente umana: la donazione totale, la fusione dell’anima e del corpo.
È la vittoria dell’egoismo.

7. Anche quanto è successo nella tua vita è stata una vittoria dell’egoismo. A questa vittoria vi stavate già educando (se così si può dire) da un pezzo, e cioè da quando avete deciso di alterare il disegno di Dio sulla sessualità, sull’amore umano e sulla persona.
I fidanzati che hanno rapporti sessuali e impurità si educano a questo, e cioè a tutto il contrario di ciò che è donazione totale in ogni ambito della propria vita.
Non ci si può stupire poi dei fallimenti matrimoniali, vale a dire delle infelicità e talvolta degli inferni vissuti insieme.

8. Adesso che sei arrivata fino in fondo, almeno nelle intenzioni, hai visto che cosa ti ha fatto diventare quello che chiamavi amore umano.
No. L’amore umano, se è autentico, non fa diventare così da vergognarsi di se stessi, da dover dire: potrò vivere senza ricordare quanto ho fatto?

9. Sono passati diversi mesi da quando mi hai scritto. Certamente ti sarai confessata. Era questo il tuo primo proposito.
Mi auguro che da quella confessione sia iniziato qualche cosa di nuovo nella tua vita.
Soprattutto mi auguro questo: che abbiate iniziato ad amare il Signore, a fidarvi di Lui, delle sue leggi e delle sue indicazioni.
Sono così chiare e piene di amore: “Camminate in tutto e per tutto per la via che il Signore, vostro Dio, vi ha prescritto, perché viviate e siate felici e rimaniate a lungo nella terra di cui avrete il possesso” (Dt 5,33).

10. Come hai letto: questa legge sulla purezza, Dio l’ha prescritta perché si possa tenere vivo l’amore, perché si possa essere felici e rimanere a lungo nella terra di cui il Signore vi dà il possesso (il matrimonio, la vita di grazia, la vita eterna).

11. L’amore per il Signore si manifesta nella fiducia nei suoi confronti, nella fiducia nelle sue leggi.
Solo il demonio può ispirare all’uomo che Dio gli sia rivale e che peccando l’uomo perda la propria felicità.
Solo il demonio può far pensare che le leggi di Dio siano superate e anacronistiche.

12. A confusione di coloro che volutamente derogano dalle leggi divine, rimangono sempre vere e per tutta l’eternità le parole che Cristo ha detto: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Mt 24,35).

13. Adesso cerca di fare in modo che dove è abbondato il peccato, sovrabbondi la grazia (Rm 5,20).
Dipende, certo, anche dal tuo ragazzo. Ma dipende essenzialmente anche da te.
Il tuo ragazzo ti potrà tentare in tutte le maniere, ma se tu non vuoi per amore del Signore, se tu non cedi perché non vuoi che il vostro amore si corrompa nell’impurità e perché vuoi che il vostro amore cresca sempre più secondo Dio, non potrà riuscirvi.

13. Dipende da te, certo.
Ma devi anche sapere che da sola non ce la puoi fare, come aveva ben inteso Salomone: “Ho poi saputo che nessuno può essere casto se Dio non glielo concede” (Sap 8,21).
Allora rimani quotidianamente in atteggiamento di accoglienza di questo dono da parte di Dio.
Il Signore te lo dona soprattutto in un momento: quando reciti il Rosario di Maria.
Durante questa preghiera, Gesù Cristo e la sua santa Madre, che è pure la nostra Madre, entrano dentro la nostra vita e senza che noi ce ne accorgiamo tengono lontani da noi e anche dal rapporto di coppia tanti nemici visibili e invisibili.
E soprattutto portano nel cuore di ciascuno di noi serenità, pace e dominio di sé.

Ti assicuro la mia preghiera perché questo avvenga. E il meglio che ti possa desidera.
Ti benedico.
Padre Angelo