La mia domanda Le sembrerà, forse, provocatoria ma leggo sempre il Vangelo
E non ho a chi esporre i miei dubbi. Che sono tanti, ma oggi mi permetto do sottoporgliene uno: le tentazioni di Gesù che senso hanno? Poteva Gesù cedere al Demonio; e così Maria: poteva (il libero arbitrio!) rispondere negativamente all’annuncio dell’Angelo?
Grazie per l’aiuto che vorrà fornirmi,
Antonio


Caro Antonio,
1. in nessun modo Gesù poteva cedere al demonio essendosi incarnato proprio per venire a sconfiggere il demonio.
Inoltre va ricordato anche che come uomo Gesù era confermato in grazia. Ciò significa che c’era in Lui un’impossibilità a cedere alle lusinghe del maligno.
In Cristo quest’impossibilità a peccare era intrinseca, a motivo della pienezza di grazia e del perfetto accordo della sua volontà umana con quella divina.
In tutti gli altri confermati in grazia l’impossibilità a peccare è estrinseca. È dovuta cioè all’abbondanza di grazia ricevuta e ad una particolare assistenza divina.
Cristo anche come uomo non aveva bisogno di assistenza divina perché era Dio.

2. I motivi per cui Cristo ha accettato di essere tentato dal diavolo sono presentati in maniera mirabile da san Tommaso, il quale premette che le tentazioni a Cristo potevano derivargli solo dall’esterno, mentre in noi provengono dall’esterno e dall’interno.
E fu tentato perché volle essere tentato, perché di per sé il demonio non poteva che essere terrorizzato alla sua presenza e fuggire.

3. Ecco i motivi per cui volle essere tentato:
“Cristo volle essere tentato, primo, per aiutare noi contro le tentazioni.
Ecco perché S. Gregorio dice: “Non era indegno del nostro Redentore sottoporsi alla tentazione, dal momento che era venuto per lasciarsi uccidere; vincendo così le nostre tentazioni mediante le sue, come con la sua morte vinse la nostra morte” (In Evang. hom. 16)”.
Ciò significa che mediante il suo digiuno e le tentazioni volle darci forza per aprire il nostro cuore ad accogliere il Vangelo e a vincere ogni tentazione.

4. “Secondo, per nostro ammonimento: perché nessuno, per quanto santo, si creda sicuro e immune dalla tentazione.
Per questo motivo volle essere tentato proprio dopo il battesimo; perché, come dice S. Ilario, “il demonio sferra i suoi attacchi più che mai sui santi, in quanto una vittoria riportata su di loro è più agognata” (in Mt 3). Per cui si legge: “Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione” (Sir 2,1)”.
È interessante quest’annotazione di san Tommaso soprattutto per i sacerdoti. Se un sacerdote cade, più facilmente cadono anche coloro che gli sono stati affidati.

5. Terzo, per darci l’esempio: cioè per insegnarci a vincere le tentazioni del demonio. Per cui S. Agostino afferma, che Cristo “si prestò ad essere tentato dal diavolo per essere nostro mediatore nel vincere le tentazioni, non soltanto con l’aiuto, ma anche con l’esempio” (De Trin. 4,13)”.
In tutte le risposte alle varie seduzione del diavolo Gesù risponde con una citazione della Scrittura. Ciò significa che dobbiamo portare sempre con la parola del Signore per portarla come lievito all’interno delle nostre azioni.

6. Quarto, per stimolarci ad avere fiducia nella sua misericordia.
Perciò si legge nell’Epistola agli Ebrei: “Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia prendere parte alle nostre debolezze: egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato” (Eb 4,15)”.
Sicché nessuno può dire: Gesù non sapeva che cosa significhi essere tentato!
E proprio perché Cristo sa che cosa significhi essere soggetti alle varie tentazioni ci viene incontro con la sua misericordia.

7. Inoltre secondo San Tommaso per un particolare motivo Gesù non volle essere tentato nella carne.
Ecco quale: “La tentazione che proviene dal nemico può essere senza peccato, perché di suo consiste in una pura suggestione esteriore.
Invece la tentazione della carne non può essere senza peccato, perché essa deriva dal piacere e dalla concupiscenza; e a detta di S. Agostino, “c’è sempre qualcosa di peccaminoso quando la carne ha voglie contrarie a quelle dello spirito” (De civ. Dei, 19,4).
Ecco perché Cristo volle essere tentato dal nemico, ma non dalla carne”.

8. Per la Madonna ho già avuto di ricordare in una precedente risposta (20 settembre 2010) quanto ha scritto il p. Reginado Garrigou-Lagrange:
“In Maria c’è stata un’assistenza speciale della Provvidenza, la quale meglio ancora che nello stato d’innocenza preservava tutte le sue facoltà da deviazioni e, anche nelle circostanze più dolorose, manteneva la sua anima nella più perfetta generosità.
Questa assistenza preservatrice era un effetto della predestinazione di Maria, come la confermazione in grazia è un effetto della predestinazione dei santi.
Questa preservazione dal peccato, lungi dal diminuire la libertà o il libero arbitrio di Maria, faceva sì che essa avesse la piena libertà nell’ordine del bene senza alcuna deviazione verso il male, come la sua intelligenza non deviava mai verso l’errore.
Così la sua libertà, ad esempio di quella della santa anima di Gesù, era un’immagine purissima della libertà di Dio, che è insieme sovrana e impeccabile” (La Mère du Sauveur, pp. 58-59).
Sottolineo la bella espressione di padre Garrigou: la libertà di Maria “era un’immagine purissima della libertà di Dio”, di quella libertà che è allo stesso tempo sovrana e nello stesso tempo impeccabile.
Pertanto la Madonna in forza del suo altissimo grado di amore e di umiltà è stata preservata da Dio non solo dalla possibilità di peccare ma anche da qualsiasi imperfezione dei suoi atti.
In tal modo è stata preparata ad essere degna Madre del Salvatore.

Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo