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Quesito

Salve padre,
le scrivo per un quesito che mi sta assillando da un po’ di tempo.
Nella Bibbia troviamo scritto che non bisogna stare in compagnia di immorali, fornicatori, adulteri eccetera…questo vuol dire che devo rinunciare a tutte le amicizie che non mantengono un profilo morale cristianamente alto? Posso essere amica di persone fornicatrici, scherzando assieme a loro ma mantenendo puro il mio cuore e salde le mie convinzioni, senza farmi influenzare e magari influenzando invece loro? 
Negli anni scorsi, prima di diventare cristiana, sono stata in compagnia di persone che si facevano di droghe, anche pesanti, ma non mi sono mai lasciata influenzare, anzi l’esperienza mi ha insegnato a diventare più forte nei confronti delle tentazioni. 
Poi nella prima lettera ai Corinzi 7,12-16, troviamo che Paolo consiglia ai pagani convertiti che hanno marito o moglie che resta pagana di restare con loro, se tutti sono d’accordo: infatti il coniuge pagano e la discendenza vengono resi santi dal coniuge credente. 
Come devo dunque comportarmi nei riguardi dei non-credenti?
Io spero di non dover lasciare i miei amici, ma se così fosse, dovrei accettare la volontà di Dio…alla fine Lui è il nostro unico Dio, i miei amici non sono dei e Dio è al primo posto…poi il Padre nostro dice chiaramente “sia fatta la tua volontà”…
La ringrazio per la risposta, Dio la benedica.
Cordiali saluti 


Risposta del sacerdote

Carissima,
il consiglio che ti do è duplice.

1. Il primo consiste nel consolidare sempre di più la tua vita cristiana.
Ciò significa che devi rafforzare l’amicizia più importante e più preziosa che possiedi: quella con Gesù Cristo.
E dal momento che gli amici desiderano stare insieme e comunicare fra di loro, anche tu stai volentieri con Nostro Signore nella preghiera e conversa con Lui attraverso la Sacra Scrittura.
Ogni giorno dedica una porzione di tempo per questo.

2. Se ti consolidi sempre di più, le amicizie che potrebbero essere rovinose per la tua anima non ti danneggeranno. Perché assomiglierai a quella casa di cui ha parlato Nostro Signore nel Vangelo quando ha detto: “Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia” (Mt 7,24-25).

3. Ti consiglio inoltre di pregare ogni giorno anche con il Santo Rosario facendo intervenire la Madonna nelle relazioni con i tuoi amici.
San Tommaso d’Aquino ha fatto notare che Nostro Signore quando ha iniziato l’opera della redenzione ha voluto partire dalla Madonna.
E quando ha iniziato il suo ministero pubblico, ha manifestato la sua gloria divina con il miracolo delle nozze di Cana attraverso l’intervento della Madonna.
Affidare i tuoi amici al Signore attraverso la recita del Santo Rosario quotidiano è come accendere un sole accanto alla loro vita. Non può che illuminarli e riscaldarli, anche se inizialmente ne sono del tutto alieni.

4. Ben consolidata nella tua amicizia con Nostro Signore, starai con i tuoi amici come un’inviata, come un messaggero del Signore accanto a loro.
San Tommaso dice ancora che il segno più bello del nostro amore per Lui è il nostro desiderio ardente e costruttivo di rendere gli uomini amici suoi.
Questo è il bene più grande che puoi volere ai tuoi amici.
Non si tratta soltanto di portare in mezzo loro la tua gradevole presenza, ma di generare Dio nei loro cuori attraverso le vie segrete e invisibili della grazia Dio.

5. San Giovanni Crisostomo, che è uno dei quattro grandi dottori della chiesa orientale e tenuto nella massima considerazione da San Tommaso, dice che “non vi è cosa più grata a Dio che la salute delle anime, perché Egli vuole che tuttisiano salvi e giungano alla conoscenza della verità. E ancora: Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva” (In 5 Omelia).

6. Anche San Gregorio magno, Papa, è del medesimo avviso e dice che “nessuna opera ci rende più deiformi e divini quanto l’apostolato, il portare le anime a Gesù Cristo. In realtà questa è l’opera che più è costata a Nostro Signore, il quale ha creato il mondo con una parola, ma per la salute delle anime vi ha messo sangue, dolore, spasimo, morte tormentosa.
Nessun sacrificio è così caro a Dio onnipotente quanto lo zelo delle anime” (22 Omil. in Ezech.).

7. San Tommaso ne parla come di una carità o elemosina spirituale, e dice che in senso assoluto (“simpliciter loquendo”) è più pregevole l’elemosina spirituale di quella corporale a motivo del bene che si offre, sebbene in qualche caso particolare sia più urgente quella corporale, come quando si soccorre chi sta per morire di fame (cfr. Somma teologica, II-II, 32, 3).

8. Ecco dunque il mio parere.
La tua presenza in mezzo a quei ragazzi potrebbe essere addirittura per alcuni di loro l’ultimo tentativo che il Signore fa per trarli a Sé e strapparli da ciò che potrebbe loro accadere nella vita futura.
La condizione però perché tu li tragga al Signore è che in nulla ti lasci contaminare dal male: né nel linguaggio, né nei sentimenti e tantomeno nel comportamento.

Ti accompagno volentieri con la mia preghiera, ti auguro ogni bene e ti benedico. 
Padre Angelo