Caro Padre Angelo,
vorrei farle un domanda sulla gerarchia degli angeli.
E’ vero che i serafini sono più in alto degli arcangeli?! Secondo Dante e secondo alcuni passi della bibbia sembrerebbe di si!
A me sorge un dubbio visto che l’arcangelo Gabriele è stato colui che ha portato il lieto annunzio a Maria…
Le ho fatto questo domanda perché porto il nome Gabriele e perché domani ricorre la solennità della Santissima Madre di Dio.
La ringrazio anticipatamente e le auguro buon anno!
Gabriele


Risposta del sacerdote

Caro Gabriele,
1. la Sacra Scrittura ci presenta angeli con nomi e compiti diversi.
San Paolo nella lettera agli Efesini ricorda che Gesù è “al di sopra di al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza e Dominazione” (Ef 1,21).
Nella lettera ai Colossesi si legge che in Cristo “furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze” (Col 1,16).
Nell’Antico testamento si parla di Cherubini, di Serafini, di angeli.
San Paolo, riprendendo una nozione comune a quei tempi, parla anche di arcangeli (1 Ts 4,16).

2. Dionigi, un autore tenuto in grandissima considerazione dai teologi medievali perché lo ritenevano discepolo di San Paolo (mentre con tutta probabilità è del v° secolo) distingue nove cori di angeli.
San Tommaso lo segue e nella Somma teologica afferma: “Dionigi insegna che nella prima gerarchia si succedono nell’ordine i Serafini, i Cherubini e i Troni; nella gerarchia intermedia le Dominazioni, le Virtù e le Potestà; nell’ultima, i Principati, gli Arcangeli e finalmente gli Angeli” (Somma teologica, I, 108, 6, sed contra).
Come vedi all’ultimo posto si trovano gli angeli e al penultimo gli arcangeli.
Dante certamente risentiva di quanto era insegnato in teologia.

3. Per comprendere questa gerarchia va tenuto presente il pensiero di Dionigi e anche di San Tommaso: nel suo operare Dio si serve delle sostanze superiori per illuminare quelle inferiori.
Allora venendo subito al dunque: la categoria di angeli che illumina le menti degli uomini è costituita da quegli angeli, che noi chiamiamo custodi, perché illuminano noi che siamo subito dopo di loro nella gerarchia degli esseri e ci custodiscono.

4. I nove cori degli Angeli sono distinti in tre gerarchie.
Alla prima spetta la conoscenza di Dio, alla seconda il governo insieme con Dio, alla terza l’esecuzione delle opere di Dio.

5. Nella prima schiera troviamo i Serafini, i Cherubini, i Troni:
“I Serafini eccellono in quello che costituisce la suprema perfezione, nell’essere cioè a contatto con Dio stesso.
I Cherubini, a loro volta, godono d’una conoscenza sovraeminente dei segreti divini.
I Troni sono elevati a tanta dignità da accogliere familiarmente Dio in se stessi, in quanto possono conoscere immediatamente in lui le ragioni delle cose. E questa è una prerogativa comune a tutta la prima gerarchia” (Somma teologica, I, 108, 6).

6. La seconda gerarchia ha il compito di governare insieme con Dio:
“Quanto al governo poi, esso per sua natura ha tre compiti.
Primo, determinare le cose da fare: e questo spetta alle Dominazioni.
Secondo, concedere il potere di farle: e questo spetta alle Virtù.
Terzo, indicare i modi come le cose comandate o determinate possano essere fatte da chi deve eseguirle: e questo spetta alle Potestà” (Ib.).

7. “L’esecuzione poi dei ministeri angelici consiste nell’annunziare le cose di Dio.
Ora, nell’esecuzione di qualsiasi opera, vi sono alcuni che danno l’inizio all’opera e fanno da guida agli altri, come i maestri nel canto, e i comandanti in guerra: e questo ufficio appartiene ai Principati.
Vi sono altri invece che agiscono quali semplici esecutori: è il compito degli Angeli.
Altri poi si trovano in una situazione intermedia: e tali sono gli Arcangeli. (…)
Gli Arcangeli e gli Angeli annunziano agli uomini, o le grandi verità che superano la ragione, o le verità minori che rientrano nelle loro capacità naturali” (Ib.).

8. Ecco dunque il posto preciso degli arcangeli e la loro funzione: “Annunziare agli uomini le grandi verità che superano la ragione. Per questo sono stati mandati a Tobia (Raffale), a Zaccaria e alla Madonna (Gabriele).

9. Se il Santo di cui portiamo il nome svolge per noi un ruolo di intercessione e di protezione, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 2156), puoi ben confidare nei buoni uffizi di Gabriele, che ha avuto il compito di portare i più grandi annunzi nella Storia della salvezza.

Ti affido alla protezione di Gabriele, ti ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo