Caro P. Angelo Bellon,
Mi chiamo Alessio. Volevo chiarire qualche dubbio riguardante lo scapolare, prima che cominci a portarlo addosso per evitare di non commettere atti che possano omettere alla promessa dello scapolare fatta dalla Madonna del Carmelo: 
Che cosa è il piccolo ufficio della Madonna? Ho saputo che si può commutare (chiedendo a un sacerdote) il piccolo ufficio della Madonna con un santo rosario al giorno, è possibile? Poi volevo chiederla riguardante l’uso dello scapolare, se mi viene tolto lo scapolare nel punto di morte contro la mia volontà da qualche persona che me lo voglia togliere e io posso non adempiere alle condizioni della Madonna del Carmelo per colpa di quella persona, e quindi, morendo senza lo scapolare sul collo potrei finire all’inferno anche se mi viene tolto contro la mia volontà durante la mia morte? Desidererei una piccola rassicurazione su questo da lei.
E lo stesso se io indossassi la medaglia dello scapolare anziché quello di stoffa? Nella promessa dello scapolare richiede che si deve mantenere lo stato di castità, io le volevo chiedere sul fatto che se dovessi portare lo scapolare sul collo anche se mi capitasse di peccare d’impurità perché potrebbe capitarmi ogni tanto per la mia debolezza e poi mi vado subito a confessare perdo lo stesso la grazia di adempiere alla promessa fatta o no? Ultima domanda che le faccio e questa. Se dimenticassi un giorno o per impedimento familiare, lavorativo, ecc… dimenticassi di fare il rosario o il piccolo ufficio della Madonna quotidianamente non adempio alla promessa della Madonna del Carmelo, anche se non ho trovato tempo per recitare il rosario o pregare il piccolo ufficio della Madonna quotidianamente?
Io la ringrazio e pregherò per lei affinché lo Spirito Santo le illumini e mi dia una sua risposta e pregherò anche per lei perché il Signore la benedica di cuore e la protegga sempre. 
Un Abbraccio con affetto
Alessio.


Risposta del sacerdote

Caro Alessio,
1. la Madonna ha promesso a chi porta con sé lo scapolare carmelitano di portarlo in Paradiso nel primo sabato successivo alla sua morte. È il cosiddetto privilegio sabatino.
Questa promessa è legata ad alcune condizioni che di fatto fanno capire quale sia lo scopo di questa bella devozione.
Non si tratta di un facile salvacondotto per entrare al più presto in Paradiso, ma di un aiuto concreto per attendere alla santificazione e alla purezza di vita, senza delle quali in Paradiso non si può entrare.
A bene vedere gli impegni sono quelli di condurre una vita cristiana intessuta di preghiera, castità e unione permanente col Signore.

2. Ecco le condizioni per poter fruire delle promesse, così come ho potuto ricavarle:
– portare abitualmente lo scapolare o la medaglia,
– vivere in castità secondo le condizioni del proprio stato,
– recitare il piccolo Ufficio della Madonna che può essere commutato col Rosario o altre preghiere o pratiche penitenziali;

3. Se non si osservano queste condizioni non si commette alcun peccato, ma non si può fruire della promessa fatta dalla Madonna.

4. La prima condizione consiste, dunque, nel portare con sé lo scapolare benedetto.
Si tratta di un segno e di un richiamo permanente alla devozione alla Madonna, che ci è stata donata da Cristo come Madre e come Patrona. La sua presenza è incompatibile con quella del comune avversario.
Togliere casualmente lo scapolare per effettive necessità non costituisce uno svincolarsi da questo segno perché nel proprio animo permane la volontà di portarlo sempre.
Non ci si deve preoccupare se al momento della morte – per motivi indipendenti dalla volontà personale – non si indossasse lo scapolare.
Sono certo che la Madonna guarda alla sostanza, e cioè alla disposizione del cuore, che è la cosa principale e insostituibile.

5. Desidero notare che vivere in castità non è un obbligo nuovo, ma è un’esigenza di vita per ogni cristiano.
Per castità s’intende vivere la propria sessualità e vita affettiva secondo il disegno di Dio e secondo le condizioni proprie di ogni stato di vita (vita individuale, vita consacrata, vita matrimoniale e prematrimoniale).

6. Secondo le interpretazioni più larghe, per fruire del privilegio sabatino, si deve conservare la castità abitualmente.
Pertanto si considera vita casta anche quella di chi qualche volta cade e poi subito si rialza con la confessione.
Secondo le interpretazioni più strette ci deve si attenere alla richiesta fatta dalla Madonna, nella quale l’abitualmente non c’è.
Credo sia giusto pensare che ci deve essere la tensione concreta ed effettiva verso la castità e verso la santità. Diversamente la castità rimane solo una vuota parola.
Per questo in un sito carmelitano ho letto che questa è una “condizione da osservarsi con tutte le proprie forze per l’acquisto del privilegio sabatino”.

7. Lo stesso discorso vale per la preghiera.
Inizialmente l’impegno prevedeva la recita del piccolo Ufficio della Madonna, che è una formula leggermente più breve del Breviario o Liturgia delle Ore. È costitutivo dalle varie ore canoniche: mattutino (così veniva chiamato), lodi, prima, terza, sesta, nona, vespri e compieta.
È tutto dedicato alla Madonna. Lascia in chi lo recita un grande senso di serenità e di pace.
La recita del piccolo Ufficio comporta lo stare in preghiera per un certo spazio di tempo e questo è già purificante e santificante di per se stesso.
Di solito il piccolo Ufficio della Madonna viene sostituito con la recita del Rosario o con altre preghiere stabilite dal sacerdote all’atto della consegna dello scapolare.
La commutazione deve essere fatta nell’orizzonte del mantenersi uniti a Dio nel compimento dei propri doveri e tenendo nel debito conto le condizioni di vita dei singoli soggetti.
Mi piace ricordare che inizialmente chi non poteva recitare il piccolo Ufficio della Madonna perché era analfabeta o si trovava nell’impossibilità di recitarlo, era tenuto all’astinenza dalle carni il mercoledì, venerdì e sabato.

9. Come vedi, portare lo scapolare carmelitano è una cosa molto bella e la promessa è attraente.
Ma non si tratta di una strada comoda che sostituisce le esigenze evangeliche della conversione e dell’unione permanente con ìl Signore mediante la vita di grazia.
Anzi è uno stimolo ad essere più ferventi ed è uno stimolo accompagnato da particolari grazie.

Ti ringrazio molto della preghiera che mi hai promesso. Lo faccio di cuore altrettanto per te e ti benedico.
Padre Angelo