Quesito

Caro Padre Angelo,
vorrei porLe un quesito. Vorrei sapere se una coppia eterosessuale (che si amano, che sono tutti e 2 credenti, che vanno a messa e fanno la comunione) che convive o che fa il matrimonio civile possono ricevere il sacramento della comunione in chiesa.
Se no, per quale motivo non lo possono fare? è forse peccato?
Volevo anche sapere come vengono visti dalla chiesa / dai preti  le coppie che convivono o che si sposano civilmente.
La ringrazio per il Suo aiuto
Natalia


Risposta del sacerdote

Cara Natalia,
1. La Chiesa riconosce come valido tra battezzati solo il matrimonio sacramento.
Con il battesimo una persona accetta di essere innestata in Cristo.
Ciò significa che si impegna ad attingere linfa vitale per i propri pensieri, sentimenti e azioni dai pensieri, dai sentimenti e dalle azioni di Cristo.
Ora Cristo ha voluto che il matrimonio non sia soltanto ordinato al reciproco perfezionamento e alla generazione ed educazione della prole, ma anche ad un cammino fatto insieme per giungere alla santificazione.
La reciproca perfezione viene raggiunta nella santità di vita, nell’unione con Cristo, nell’amarsi l’un l’altro come Dio ama l’uomo e Cristo ama la Chiesa. E la generazione ed educazione dei figli deve essere ordinata a fare crescere come figli di Dio nella vita di grazia e nell’orizzonte della santità.

2. Evidentemente tutto questo non può essere attuato senza attingere incessantemente da Cristo e dalla grazia sacramentale la linfa vitale e le energie nuove per il nuovo compito.
Orbene: chi va a convivere o si sposa solo civilmente di fatto non pensa alla grazia, talvolta la rifiuta o disprezza. Di fatto esclude di innestare il proprio amore nell’amore di Dio per l’uomo e di Cristo per la Chiesa. Di fatto non inserisce il matrimonio nel piano della redenzione.
Per questo si accinge a vivere un’esperienza che è in contraddizione con le esigenze del matrimonio cristiano.
In ragione di questo il Codice di diritto canonico dice: “tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale che non sia per ciò stesso sacramento” (can 1055,2).
Pertanto coloro che si sposano solo civilmente per la Chiesa non sono sposati.

3. Come poi saprai, dal momento che le relazioni sessuali – a motivo dei loro profondi e gravi significati – sono lecite sono all’interno del quadro matrimoniali, ne segue che chi va a convivere o si sposa solo civilmente si mette  oggettivamente in uno stato di peccato grave e non può ricevere i sacramenti.

5. Tu mi parli di coppie conviventi e sposate solo civilmente che vanno a Messa e fanno la Comunione.
Ebbene: quello di andare a Messa è una grazia che viene loro data. La Messa è il sacrificio di Cristo perpetuato sui nostri altari per la vita e la salvezza del mondo.
Fanno bene ad andarci ed è anche loro dovere.
Quanto invece al fare la S. Comunione devono ricordare le parole di san Paolo: “Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti” (1 Cor 11, 27-30).
Il che significa che non possono farla se non compiendo un sacrilegio.

6. Mi chiedi infine “come vengono visti dalla chiesa / dai preti  le coppie che convivono o che si sposano civilmente”.
Da quanto ti ho detto sopra le cosa dovrebbero essere chiare.
Non si tratta pertanto di un modo di pensare dei preti, ma del modo di pensare di Dio. I preti, in forza del loro ministero, devono fedelmente trasmettere alla gente l’insegnamento di Dio.

7. Va detto infine che la Chiesa non mette sullo steso piano le coppie che convivono e le copie di quelli che si sposano solo civilmente. Il matrimonio civile mostra se non altro un impegno di stabilità e di assunzione di determinati doveri che non c’è nelle comuni e libere convivenze.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo