Quesito

Caro Padre Angelo,
le vorrei porre due domande: cosa ne pensa dell’affermazione di un mio amico vale a dire "la morte è un dono di Dio" e per seconda ed ultima questione le vorrei chiedere come mai si dica che per partecipare ad un esorcismo bisogna essere in grazia di Dio…..
La ringrazio per una sua eventuale risposta, prego per lei affinché Gesù la riempia di gioia, grazia, consolazione: per lei ed i suoi cari e le sue intenzioni.
Che Dio la benedica.
Emanuele


Risposta del sacerdote

Caro Emanuele,
1. non so che cosa intendesse quel tuo amico quando diceva che la morte è un dono di Dio.
A prima vista sembra di no, perché ci viene tolto il bene della vita.

2. Solo in una prospettiva di fede sappiamo che la morte, per chi vive in grazia, segna l’incontro con Dio, la comunione di vita eterna con Lui e con tutti gli abitanti del Paradiso.
Sotto questo aspetto san Francesco nel Cantico delle creature ne parla come di una sorella: “Laudato sì’, mi’ Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po’ skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke troverà ne le Tue santissime voluntati, ka la morte seconda no ‘l farrà male”.
La morte diventa allora anche il momento della ricompensa, quello in cui sentiremo le parole più consolanti della nostra esistenza: “Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25,21).

3. Per la seconda domanda la risposta è ovvia per l’esorcista: se l’esorcista fosse privo della grazia di Dio sarebbe in qualche modo imparentato col diavolo e se non è munito della grazia e non fosse forte nella fede potrebbe succedere che il diavolo entri addirittura in lui o gli possa nuocere.
Per poter cacciare i demoni ha bisogno della grazia dello Spirito Santo.
I demoni si cacciano solo col dito di Dio.
Gesù ha detto: “Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio” (Lc 11,20).
Nell’inno Veni Creator Spiritus diciamo dello Spirito Santo che è “digitus paternae dexterae”, dito della destra del Padre, e pertanto che porta con sé l’onnipotenza divina.

4. Ma è scontata anche per chi vi partecipa, ad esempio perché cerca di trattenere l’indemoniato quando si agita.
Gli atti degli Apostoli ricordano in maniera impressionante che cosa successe ad alcuni giudei ambulanti che cacciavano i demoni nel nome di Gesù.
Ecco il testo: “Dio operava prodigi davvero straordinari per le mani di Paolo, fino al punto che si applicavano sui malati fazzoletti o grembiuli che erano stati a contatto con lui, e le malattie si allontanavano da loro; e gli spiriti maligni fuggivano.
Ora anche alcuni esorcisti ambulanti giudei si provarono a invocare, su coloro che avevano spiriti maligni, il nome del Signore Gesù dicendo: “Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo va predicando”. Tra quelli che facevano così vi erano i sette figli di un certo Sceva, sommo sacerdote giudeo. Ma in risposta lo spirito malvagio disse loro: “Gesù lo conosco e Paolo so bene chi è; ma voi chi siete?”. E scagliandosi contro di essi, quell’uomo, in cui vi era lo spirito maligno, li sopraffece, e li malmenò talmente che, nudi e feriti, se ne dovettero fuggire da quella casa.
E ciò fu risaputo da tutti i giudei e i greci che abitavano a Efeso; essi furono presi da timore e il nome di Gesù veniva magnificato. Molti di quelli che avevano abbracciato la fede venivano riconoscendo e manifestando pubblicamente le loro pratiche malvagie. Non pochi di coloro che avevano esercitato le arti magiche ammucchiavano i loro libri e li bruciavano in presenza di tutti: l’ammontare del loro prezzo fu calcolato cinquantamila pezzi d’argento. Così la parola del Signore cresceva e si affermava potentemente” (At 19,11-20).
Questo può succedere anche a chi è presente.
Ora lo stato di grazia non solo ci ripara dai demoni, ma mette paura in loro secondo quanto si legge in Gc 4,7: “Obbedite a Dio, fuggite il demonio ed egli fuggirà da voi”.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo