Quesito

salve.
sono un ragazzo di 18 anni, mi chiamo … e volevo farvi una domanda.
La mia ragazza, anche lei di 18 anni, è molto religiosa e ha cercato di spiegarmi perchè non dovremmo fare sesso prima del matrimonio.
Io non sono credente, ciò nonostante vorrei tentare di capire il suo punto di vista, tuttavia le sue spiegazioni mi hanno lasciato insoddisfatto.
Quindi volevo chiedervi: perchè non si può fare sesso fuori dal matrimonio a scopo ricreativo?
Attendo risposta.
Cordiali saluti
N.


Risposta del sacerdote

Caro …,
1. proverò io a dirti perché non si può fare sesso fuori dal matrimonio a scopo ricreativo.
Premetto tuttavia che non si può fare sesso a scopo ricreativo neanche dentro il matrimonio.
Ti parlo con franchezza, lontano da ogni voglia di rimprovero o di disistima.
Ti dico subito, ma lo dico sopratutto per i visitatori, che dubito di poterti convincere non perché le motivazioni non ci siano e validissime, ma perché per capire certe cose bisogna avere il cuore libero, sgombro da schiavitù.
È un discorso analogo a quello dell’esistenza di Dio.
Tu mi dici che non sei credente. Non mi meraviglio. Anzi mi meraviglierei se tu, pensando alla sessualità nel modo che mi descrivi, potessi nello stesso tempo essere credente.

2. Sant’Agostino, che da ragazzo era più o meno sulle tue posizioni, non era credente.
Lo divenne in seguito, quando cominciò non solo a riflettere in maniera più matura, ma anche ad essere più puro.
Una volta convertitosi, commentando la sesta beatitudine del Vangelo: “Beati i puri di cuore perché vedranno Dio” (Mt 5,8) disse che non si può vedere con cuore impuro Ciò che può essere visto solo col cuore puro.
Il primo grande problema della tua vita è quello della purezza. Della purezza con te stesso, nei confronti del tuo corpo, con i tuoi pensieri, con le tue fantasie…
Il tuo corpo non è uno strumento di libidine (mi hai capito? Spero di sì).
Ti è stato dato per qualcosa d’altro.
Mi chiederai: per che cosa?
Ti rispondo: per amare, per donarti, per renderti utile, per rendere felici gli altri.

3. Fu chiesto a un grande Maestro: dove possiamo trovare Dio?
Il Maestro rispose: nel fondo dell’anima.
Noi andiamo nel fondo dell’anima quando riflettiamo in atteggiamento di calma e di sincera ricerca.
Quando le acque di un lago sono mosse e fangose non si riesce a vedere nel fondo.
Quando invece sono quiete e limpide si vede tutto ed è una meraviglia. Si chiamano anche gli altri per godere lo spettacolo.
Così, caro N., per conoscere Dio è necessario essere miti e puri di cuore. Allora si vede tutto, si gode, se ne prende possesso. Questa è l’esperienza dei veri credenti.

4. Vengo adesso più direttamente alla tua domanda: perché non dovremmo fare sesso prima del matrimonio.
Già l’espressione è brutta: perché non dovremmo fare sesso. Sembra che la vita sessuale sia come fare la …
Ma già nel porre la domanda è inclusa una certa visione della sessualità, la quale non va ridotta a genitalità.
Sessualità non è la stessa cosa che sesso.
Per sesso ci si riferisce alla realtà e all’attività genitale.
Per sessualità s’intende qualcosa di ben più grande.
Ad esempio, la Chiesa per sessualità intende “una ricchezza di tutta la persona – corpo, sentimento, anima – e manifesta il suo intimo significato nel portare la persona al dono di sé nell’amore”.
Il sesso lo si trova negli organi genitali.
La sessualità è scritta invece non solo in tutto il corpo, ma anche in tutta l’anima, in tutta la persona.

5. Come vedi, il significato della sessualità non consiste nel giocare, nel divertirsi, ma nel portare “la persona al dono di sé nell’amore”.
Questo dono di sé è così grande che coinvolge tutto il proprio essere: non si dona solo la genitalità, ma il proprio corpo, la propria vita interiore, la propria persona.
Ora, se le parole hanno un senso, quando si dona la propria persona, non ci si appartiene più. In qualche modo ci si espropria e si diventa proprietà della persona alla quale ci si dona.
Per questo l’esercizio della genitalità ha significato solo all’interno di un quadro in cui i gesti corrispondono alla realtà. E questo quadro si chiama matrimonio. Fuori del matrimonio, non ci si appartiene definitivamente, per sempre. E per questo l’esercizio della genitalità diventa una bugia.

6. Quello che tu intendi fare con la tua ragazza è solo il giocare con lei.
Mentre per lei, anche se magari non riesce ad esprimertelo con parole adeguate, quel gesto è carico di significato, di sponsalità, di impegno perenne.
Sente che il suo corpo non può essere preso, usato e gettato.
Lei sente che in quel gesto viene coinvolto l’intimo nucleo di se stessa.
Sente che c’è qualcosa che va al di là della superficie. Ed è l’impegno definitivo con una determinata persona.
Giustamente la tua ragazza si rifiuta di far sesso con te a scopo ricreativo perché vede con chiarezza che vorresti usare del suo corpo e della sua persona per motivi di libidine.
E avverte che l’esito di questo non potrebbe essere diverso che dal sentirsi profanata, diminuita, avvilita, deturpata.

7. Lei sente che in quel gesto è racchiuso, inoltre, qualcosa di ancora più grande, perché quel gesto di suo è procreativo.
È vero che in genere nei rapporti prematrimoniali si cerca la sicurezza mediante la contraccezione. Ma il rischio c’è sempre. Ed è un rischio insopportabile perché non si può concepire a 18 anni, prima di essersi formati intellettualmente, moralmente e professionalmente.
La tua ragazza capisce che non ci si può divertire con realtà che mettono a rischio altre persone.
Né pensa che sia ipotizzabile di risolvere un’eventuale gravidanza con l’aborto.

8. Forse la tua ragazza avverte anche che la contraccezione, che in se stessa è qualcosa di artificioso, manifesta un amore non sincero, ma fittizio: perché col gesto sessuale si vorrebbe dire all’altro che ci si dona in totalità, e con la contraccezione si esclude di donarsi in totalità (si esclude di donarsi la propria capacità di diventare padre e madre). Sicché il dono non è totale, ma solo fittizio.

9. Per ora, caro …, mi fermo qua perché altrimenti diventerei troppo lungo.
Sarei contento di continuare con te questa conversazione.
Penso che possa interessare molti.
Mi piacerebbe sentire anche il parere della tua ragazza.
Ma il soggetto su cui ci terrei a parlarti di più è Dio.
Infatti solo dall’ordinato rapporto con Dio segue un ordinato rapporto con noi stessi e con gli altri.
Intanto colgo l’occasione per dirti che prego per te, che ti ricordo al Signore soprattutto durante la Messa.
Il Santo Curato d’Ars diceva che quando durante la consacrazione preghiamo per una determinata persona, in quel momento lo Spirito Santo manda dei raggi a toccare il cuore e la mente della persona per cui preghiamo.
Mi auguro che tu possa sentire questa dolce irradiazione e possa scoprire la realtà più bella della vita, quella per la quale vale la pena di spenderla.
Intanto ti benedico e ti ringrazio per il quesito, che manifesta una mentalità comune.
Padre Angelo