Perché nel Pater all’inizio si dice che Dio è nei cieli (plurale) e più avanti si chiede che la sua volontà sia fatta come in cielo (singolare)

////Perché nel Pater all’inizio si dice che Dio è nei cieli (plurale) e più avanti si chiede che la sua volontà sia fatta come in cielo (singolare)

Perché nel Pater all’inizio si dice che Dio è nei cieli (plurale) e più avanti si chiede che la sua volontà sia fatta come in cielo (singolare)

Caro Padre Angelo,
Le faccio una domanda relativa alla preghiera del Padre Nostro. Perché all’inizio si dice che Dio è nei cieli (plurale) e più avanti si chiede che qui in terra si faccia la sua volontà come in cielo (singolare)? Si potrebbe dedurre che esistano molti cieli in cui non è fatta la sua volontà come avviene quasi stabilmente sulla terra?
Grazie, La saluto caramente.
Nereo.


Caro Nereo,
1. l’espressione “che sei nei cieli” e “in cielo” sono abbastanza simili nel loro significato.
Tuttavia si può cogliere qualche diversità.
“Che sei nei cieli” significa dappertutto.

2. Quando si dice “sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra” l’espressione “in cielo” vuol dire che la volontà di Dio si compia sulla terra perfettamente come perfettamente e con gioia viene compiuta dagli Angeli in cielo.

3. Per Sant’Agostino: “Si dice che è nei cieli, cioè nei santi e nei giusti: infatti Dio non è contenuto in uno spazio locale”.
Se così fosse, dice ancora Sant’Agostino, sarebbero più avvantaggiati gli uccelli che gli uomini.
“Giustamente dunque si dice: che sei nei cieli.
Infatti fra i giusti e i peccatori c’è spiritualmente tanta distanza quanta ve ne è fisicamente fra il cielo e la terra” (De Sermone Domini 2,5).

4. Altri dicono che aggiungendo a Padre nostro “che sei nei cieli” si vuole indicare che abbiamo un Padre celeste.
Oppure, come dice il Cassiano, che “dobbiamo affrettarci con grandissimo desiderio verso quella regione nella quale diciamo che dimora nostro Padre” (Collactiones 9,18).

5. “Come in cielo, così in terra”.
Ecco il commento di sant’Agostino: “Oppure come in cielo così in terra, cioè, come nei giusti, così nei peccatori; come se dicesse: come fanno la tua volontà i giusti, così anche i peccatori, in modo da convertirsi a te; oppure così che a ciascuno venga dato il suo, il che avverrà nell’ultimo giudizio.
(…).
Oppure, come in cielo così in terra, cioè: come nello stesso Gesù Cristo, così anche nella Chiesa; come nell’uomo, che ha compiuto la volontà del padre, così anche nella donna, che lo ha sposato. Infatti il cielo e la terra convenientemente vengono intesi come l’uomo e la donna, poiché la terra è fruttifera quando il cielo la feconda” (De Sermone Domini 2,6).

6. Interessante anche l’interpretazione di san Cipriano: “Non chiediamo dunque che Dio faccia ciò che vuole, ma che noi possiamo fare ciò che Dio vuole; e perché ciò si faccia in noi, c’è bisogno della volontà di Dio, cioè della sua opera e protezione, poiché nessuno e forte per le sue capacità, ma solo per la misericordia di Dio” (De oratione dominica 14).

Ecco dunque le varie interpretazioni, tutte legittime e talvolta un po’ curiose, come l’ultima di sant’Agostino.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo