Quesito

Caro Padre,
nel 2014 il sesto comandamento è ancora in vigore? Me lo domando.
L’altro giorno su facebook è comparsa una notizia: studente, vergine, valore… dove un 18enne in un intervista lodava il valore della castità e di non voler praticare il sesso…. e ho letto commenti contro di lui, di prese in giro, ecc… anche da persone che si dichiarano cattolici praticanti.
Ecco:
correggo la domanda iniziale:
perché i peccati contro il sesto comandamento non sono più considerati tali?
E perché è motivo di presa in giro la verginità?
Un amico vergine disse che con gli amici finge di fare sesso con la ragazza perché altrimenti lo prenderebbero in giro.
Penso che la vostra risposta sia utile a molti giovani…
Tra l’altro su Facebook alcuni padri taggano figli e nipoti in immagini di modelle seminude…
grazie e buona giornata


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. i comandamenti, compreso il sesto, hanno valore eterno. Sono scritti direttamente da Dio nel cuore dell’uomo.
Indicano la via della vita e della felicità.

2. Leggendo la tua domanda mi sono ricordato di un’esperienza del beato Bartolo Longo, prima della sua conversione.
In una seduta spiritica aveva chiesto al demonio se i dieci comandamenti fossero veri. Il demonio rispose: sì, sono tutti veri, eccetto uno.
Quale? Domandò Bartolo Longo.
E il demonio: il sesto.
Il sesto comandamento suona così: non commettere atti impuri.

3. C’è da domandarsi come mai il demonio abbia detto che solo il sesto comandamento non è vero.
Il motivo è facile da indovinare. Quando una persona si corrompe qui, si corrompe nell’intimo.
Si corrompe nella sua relazione con Dio, per cui perde il gusto delle cose di Dio, comincia sentirle lontane, le sembra che non le dicano più niente. Perde l’attrazione e il fervore.

4. Allora con questo ho già dato una risposta alla tua domanda: “nel 2014 il sesto comandamento è ancora in vigore? Me lo domando”.
Per molti non è in vigore perché hanno perso il senso di Dio e col senso di Dio hanno perso anche il senso della loro vita.
Rimosso l’obiettivo della santificazione e della vita eterna, non hanno altro obiettivo che quello del divertimento.
Si crea così un circolo vizioso: le impurità spengono il gusto delle cose di Dio. E l’oblio di Dio priva di luce la creatura stessa (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, 36).

5. Questo determina un offuscamento degli ideali e talvolta anche una tale perversione per cui si esalta ciò che è peccato e si denigra e si prende in giro ciò che è virtuoso.
San Tommaso, ponendosi la domanda di chi sia proprio il pudore, afferma categoricamente che negli uomini inveterati nel peccato e viziosi non c’è più il pudore perché sono così schiavi dei loro vizi che si gloriano perfino di ciò di cui dovrebbero arrossire(Somma teologica, II-II, 144, 4).
Già S. Paolo aveva osservato che alcuni, avendo scelto per dio il loro ventre, si gloriano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi (Fil 3,19).
Anche S. Agostino, nelle Confessioni, dice che si vantava di peccati che non aveva fatto per non apparire meno in gamba dei depravati.

6. Ecco quanto scrive nelle Confessioni: “Ma io cadevo precipitosamente con tanta cecità che, tra i miei coetanei mi vergognavo d’essere meno canaglia, quando li sentivo vantarsi delle basse imprese con tanta maggiore vanteria quanto più essi erano svergognati; desideravo di fare anch’io così, non solo per il piacere del male, ma anche per il piacere delle lodi. Che vi è di più detestabile del vizio? Ed io per non essere detestabile mi facevo più vizioso e quando non esisteva un’azione da uguagliarmi a quei depravati fingevo di aver fatto quello che non avevo fatto, per non sembrare tanto più abbietto quanto più ero innocente ed essere creduto tanto più vile, quanto più ero casto” (s. agostino, Confessioni, II, 3).
Anche nei Discorsi o Sermoni torna su questo punto: “A Sodoma era così grande la consuetudine della nefanda turpitudine che ormai la nequizia era considerata giustizia, e veniva ripreso non colui che faceva il male ma chi lo rimproverava” (Sermones, 98,5). Proprio come sta avvenendo oggi.

7. Mi chiedi perché oggi alcuni prendono in giro la verginità.
Va detto anzitutto che la verginità viene derisa solo in circoli di persone degradate.
Chi è pulito, non la deride, ma la apprezza.
Ma perché la si prende in giro?
Ebbene, non si può dimenticare che la lussuria provoca quelle realtà che san Tommaso chiama “cecità della mente” (cecitudo mentis) e “ottusità dei sensi” (hebetudo sensus) (Somma teologica, II-II, 15, 3).
Come chi è cieco non vede e come ciò che è ottuso non riesce a penetrare, così chi si abbandona alle impurità diventa come cieco nei confronti dei valori più alti, soprattutto di quelli soprannaturali ed è incapace di penetrarvi.

8. Che dire allora? Che il mondo andrà sempre peggio?
No, perché noi credenti sappiamo che se nel mondo è presente e operante il mistero del peccato, è presente ed è anche più forte l’azione della grazia.
Dio non abbandona l’umanità per quanto si degradi nel peccato.
Cristo risorto è il Vivente per antonomasia. E attraverso la potenza della sua risurrezione continua ad attirare in alto, ad attirare a sé.
Per questo non ci stupiamo se molti giovani anche oggi conservano il fascino della purezza e che non pochi, dopo averlo perso, lo ricuperano. Tanti quesiti pubblicati nel nostro sito lo attestano!

9. A questo proposito mi piace riportare un’altra bella testimonianza di Sant’Agostino, si cui ho detto che prima della sua conversione – per non apparire da meno davanti ai suoi amici – si vantava di peccati che non aveva fatto:
“Mi trattenevano miserie di miserie e vanità di vanità, mie antiche amicizie, che mi scuotevano la veste di carne e mormoravano piano: ‘E ci lasci? E da questo momento non saremo con te più mai? E da questo momento non ti sarà lecito questo e quello più mai?’. E quali cose mi suggerivano in quell’espressione: ‘questo e quello’, quali cose suggerivano, Dio mio! (…).
Ma da quella parte, dove tenevo rivolta la faccia e trepidavo di fare il passo, mi si mostrava la casta bellezza della continenza, serena e pudicamente lieta, invitandomi con tratto onesto ad andare senza dubbi, stendendo per accogliermi ed abbracciarmi le pie mani tra una folla di buoni esempi; fanciulli e fanciulle, giovani molti e gente d’ogni età, vedove austere e vergini anziane; ed era in tutti la stessa purezza non sterile, ma feconda madre di figli della gioia a Te sposo, o Signore.
E mi faceva un sorriso d’incoraggiamento come per dirmi: ‘E tu non riuscirai a fare quello che hanno fatto questi e queste? Forse che questi e queste ne hanno la forza in se stessi e non piuttosto nel Signore loro Dio?’ (…).
Tale era il combattimento che si svolgeva nel mio cuore: me contro me (…).
Quand’ecco sento venire dalla casa vicina un canto, come di un bimbo o di bimba, che diceva e spesso poi ripeteva: ‘Prendi, leggi; prendi, leggi’. Subito mutai faccia… Frenato l’impeto delle lacrime, mi rialzai sicuro di interpretare quello come un comando divino di aprire il libro e di leggere il primo passo che vi avessi trovato.(…).
Pertanto in fretta tornai al luogo dove avevo deposto il libro dell’Apostolo. Lo afferrai, l’apersi, e, in silenzio, lessi il versetto che per primo mi cadde sott’occhio: ‘Non nelle gozzoviglie e nelle ubriachezze, non nelle morbidezze e nelle impudicizie, non nella discordia e nell’invidia; ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non prendetevi cura della carne nella concupiscenza’ (Rm 13,13).
Non volli leggere oltre: non ce n’era bisogno. Alla fine di questo passo subito, come se fosse infusa nel mio cuore una luce di certezza, tutte le tenebre del dubbio si dileguarono” (s. agostino, Confessioni, VIII, 11-12).

10. La stessa storia il Signore continua a ripeterla ogni giorni nella vita di molti, a dispetto della precedente corruzione nel peccato.
Perché “la casta bellezza della continenza, serena e pudicamente lieta” sia sempre tua benefica compagna di viaggio, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo