Quesito

Rev. padre Angelo,
le pongo una domanda breve e diretta: perché è importate pregare?
La ringrazio e la saluto,
Maria


Risposta del sacerdote

Cara Maria,
1. è importante pregare per lo stesso motivo per cui è importante per la nostra vita respirare e nutrirsi.
La preghiera serve ad orientare la nostra vita verso il suo giusto obiettivo, che è quello della santità.

2. Il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno di ossigeno.
La respirazione, introducendo ossigeno nel nostro organismo, nello stesso tempo elimina le sostanze tossiche che produciamo.
Analogamente la preghiera porta Dio dentro la nostra vita, aiuta a orientare tutto verso di Lui, raddrizza pensieri e sentimenti, e nello stesso tempo aiuta ad eliminare falsi obiettivi e falsi affetti.

3. È stato san Benedetto a dire che “come per noi è sempre necessario il respiro per la vita del corpo, così è del tutto necessaria la continua preghiera per la salute dell’anima” (Regola, PL 66, 329).
Ho notato che le persone colpite di tumore ai polmoni dicono che precedentemente sentivano una certa pesantezza e una certa debolezza alle gambe. In poche parole, cominciavano a far fatica a stare in piedi.
La stessa cosa succede anche per la vita spirituale. Quando si prega poco o male si comincia a cedere, a scambiare le creature col Creatore,  a costituire come assoluto nella nostra vita le cose che passano. È una vera stoltezza!

4. Sant’Agostino, invece, ha presentato la preghiera come il nutrimento della nostra vita spirituale. Egli afferma che “come il corpo si nutre di alimenti, così l’anima si nutre di preghiere” (De sal. Doc., 28).
E “come il corpo non può vivere senza anima, così l’anima senza la preghiera è morta e manda un grande cattivo odore” (De oratione Dominica 1,1).
Come il corpo senz’anima è un cadavere che va in decomposizione e contamina tutto col suo puzzo, così la vita spirituale di una persona che non prega.

5. L’importanza della preghiera si desume dai fini che la comandano.
Questi fini sono quattro: l’adorazione, la lode e il ringraziamento, la richiesta di perdono e la richiesta di grazie (impetrazione).
L’adorazione ricorda all’uomo che solo Dio è l’unico nostro bene, che ci vuole sempre il massimo dei beni e che pertanto conviene che ci fidiamo più della sua volontà che di quanto noi possiamo pensare.
La lode  e il ringraziamento mantengono nel nostro cuore un clima di stupore per tutti i suoi benefici, che sono immensi e continui.
La richiesta di perdono ravviva la consapevolezza che abbiamo usato dei suoi doni contro il suo amore e contro il nostro vero bene, che siamo stati la causa della sua crocifissione e di tanti mali che affliggono la Chiesa e il nostro prossimo.
La richiesta di grazie ci ricorda che siamo insufficienti a noi stessi e che non possiamo fare e ottenere nulla senza il suo aiuto.

6. Se prendiamo in considerazione la preghiera del Padre nostro ci accorgiamo subito di quanta luce questa preghiera irradi nella nostra vita e quanto sia utile per raddrizzare i pensieri e i sentimenti perché siano secondo Dio.
Dicendo “sia santificato il tuo nome” ricordiamo che l’obiettivo di tutte le nostre azioni deve essere la ricerca della santità.
“Venga il tuo Regno”, che alcuni traducono anche: “Venga il tuo Spirito” ricorda che il bene più grande di cui abbiamo bisogno è la presenza e il possesso di Dio dentro di noi.
“Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra”: esprime la nostra adorazione e il nostro amore per il Signore e l’impegno a non anteporre nulla alla sua volontà.
“Dacci oggi il nostro pane quotidiano”: ricorda che ogni giorno  siamo chiamati a nutrirci di Lui “pane vivo disceso dal cielo” e che questo avviene sia partecipando – se è possibile – tutti i giorni alla Messa e sia nutrendoci tutti i giorni della sua Parola.
Ci nutriamo della sua parola leggendola nelle Sacre Scritture ma anche portandola a noi attraverso quel compendio del Vangelo che è il Santo Rosario.
Nello stesso tempo Gli chiediamo anche tutti i beni di ordine temporale (salute, lavoro, affetti, buona riuscita in tutto…) perché è Lui la sorgente e il dispensatore di ogni bene.
Domandare a Dio è importante non per far conoscere a Dio le nostre necessità, ma per renderci aperti e disponibili a ricevere tutte le grazie che ha già decretato di darci.
“Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”: la condizione essenziale per poter ricevere tutte le grazie che chiediamo è quella di aver un cuore sgombro da ogni risentimento. Diversamente, pur pregando, non riceviamo niente.
“E non ci indurre in tentazione”: è una grande manifestazione di umiltà. Se Dio non ci tira via le occasioni per commettere peccato, caschiamo sempre.
“Ma liberaci dal male”: che tenga lontano da noi il maligno, che gira per il mondo solo per farci del male.

7. È interessante notare che quando preghiamo, mentre raddrizziamo i pensieri e i sentimenti perché siano secondo Dio, nello stesso momento la nostra anima viene riempita di Lui e si dispone a ricevere tutto ciò che domanda ed è secondo la sua volontà.

Ti auguro di stare sempre unita al Signore e per questo ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo