Quesito

Carissimo Padre,
ho due domande da porgerle:
La prima domanda: Perchè Dio non ha distrutto il demonio, corrotto e corruttore e tutti i demoni e le anime che si dannano… non sarebbe un sollievo per noi uomini e in qualche modo anche per queste creature disgraziate?
Ho letto che la mia stessa domanda è stata fatta da un esorcista al demonio stesso durante un esorcismo e satana ha risposto che non è stato distrutto perchè dopotutto era stato creato da Dio quindi cosa buonissima in principio che poi si è corrotta, ma non so se è corretta questa risposta.
Secondo quesito: se Dio sa già il destino degli uomini perchè permette che alcuni nascano, magari purtroppo facciano del male alle altre persone e poi infine si dannino?
Sarebbe bene che questi non nascessero oppure sì?
Faccio un paragone per essere più chiaro: se fossi padre e sapessi che un mio figlio non ancora nato sarebbe fonte di guai e si procurerebbe infine  la dannazione, non mi permetterei di farlo nascere per il suo bene, decidendo di non concepirlo.
Mi scusi per la grammatica e per queste domande al limite dell’eresia.
La ringrazio per un’eventuale risposta.
Che il nostro Padre celeste la benedica lei e i suoi confratelli del suo ordine.
Pregherò per lei e il suo ordine.
La saluto caramente.
Suo fratello nella fede.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. le tue considerazioni non sono del tutto scorrette. Hanno bisogno però di precisazioni.
Gesù ha detto di Giuda che sarebbe stato meglio per lui se non fosse mai nato (Mt 26,24)!

2. Come mai allora è nato?
Chi l’ha messo al mondo?
È nato ed è stato messo al mondo per volontà dei suoi genitori.
I quali hanno pensato di donargli tante cose con l’esistenza.
Ma i suoi genitori non sono imputabili di avergli dato l’esistenza. Perché certamente avranno fatto il possibile per educarlo bene.
Giuda si è pervertito, andando dietro, di propria spontanea volontà, alle cattive inclinazioni e alle tentazioni del demonio.

3. Dio in questo che cosa ha fatto?
Quando i suoi genitori l’hanno concepito, ha creato la sua anima e l’ha infusa in quel corpo, come ha fatto e fa ogni qual volta gli uomini mettono insieme le disposizioni adatte a suscitare una vita.

4. Poteva Dio non creare l’anima di Giuda?
In teoria sì. Ma a che cosa avrebbe ridotto la nostra libertà, anche la libertà dei suoi genitori?
Creando gli uomini liberi, in qualche modo Dio si è obbligato nei loro confronti.
Non sarebbe più rispettoso della loro libertà se in un caso infondesse l’anima e in un altro caso non la infondesse. Dio allora sarebbe come un burattinaio che dietro le quinte manovra le scelte degli uomini.

5. Dio avrebbe potuto annientare gli angeli pervertiti.
In teoria lo dobbiamo ammettere. Ma anche qui: che significato avrebbe  creare un essere con una natura di suo destinata ad esistere per sempre e poi annientarla perché questi ha deciso di non amarlo?
In questo caso non diremmo forse che Dio sarebbe capriccioso?
Inoltre se non lo ha fatto, ha avuto i suoi motivi.
E probabilmente con questo ha voluto ammonirci e farci pensare alla responsabilità che abbiano nelle nostre singole azioni: siamo in grado di mettere in causa il nostro destino eterno, tanto nel bene quanto nel male.

6. Se Giuda l’avesse creato Dio già preparato così come si è manifestato alla fine, se l’avesse introdotto nel mondo senza la volontà dei suoi genitori e pertanto l’avesse creato malefico e irriducibilmente predestinato all’inferno, avresti ragione tu.
Ma le cose non sono andate così.
Giuda è stato voluto come essere umano buono dai suoi genitori. E la sua anima è stata creata da Dio luminosa.
Nel prosieguo della sua vita ha avuto delle tenerezze speciali da parte di Dio. Potrei dire che è stato addirittura oggetto di predilezione.
Ha avuto la fortuna di incontrare Gesù, di ascoltare la sua predicazione, di vedere i suoi miracoli, soprattutto di essere stato chiamato a formare la cerchia dei suoi più intimi, gli apostoli.
La perversione è stata solo opera sua.

7. Forse, scegliendo Giuda tra i prediletti, Gesù ha voluto mostrare a tutti quanta attenzione abbia per coloro che si dannano.

8. Inoltre l’azione di Dio nei confronti di chi si danna è continua: fa di tutto in ogni istante per premere sulla loro coscienza perché si ravvedano.
“Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1).
Dio non abbandona mai nessuno, neanche i peccatori più inveterati nel male.
Anche alla fine fa l’ultimo tentativo di salvezza, come ha fatto per i due ladroni crocifissi insieme con Cristo. Di questi però solo uno ha accolto l’azione della sua grazia. L’altro è rimasto ostinato.

Ti ringrazio molto per le preghiere che hai promesso per me e per i confratelli del mio Ordine.
Il Signore ti benedirà per un’opera così bella e meritoria.
Ti assicuro anch’io la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo