Quesito

Carissimo padre Angelo,
sono sempre Emanuele, quel giovane che le ha parlato della propria vocazione.
Oggi non le scrivo in merito a essa, che continua a crescere, ma in merito a un argomento che mi scoraggia alcune volte.
Infatti capita di vedere su internet e sui social (youtube, tik tok e instagram) persone che negano assolutamente l’esistenza di Dio.
Io so che Cristo stesso lo annunciò ai suoi apostoli e quindi queste sono occasioni per irrobustire la mia fede.
Volevo chiederle però come rispondere a queste persone. E specialmente alle tesi di … il quale attacca la fede e la Chiesa con i suoi santi.
E inoltre le chiedo, è normale a causa di ciò avere dei dubbi?
In attesa di risposta la saluto cordialmente 😊
Emanuele


Risposta del sacerdote

Caro Emanuele,
1. Gesù Cristo non è venuto per dirci che Dio esiste. L’ha dato per scontato.
È venuto piuttosto per dirci per quale motivo Dio ci ha creati, per mostrarci l’altezza della nostra vocazione di creature e di figli di Dio e per portarci a vivere in intimità con Sé.

2. L’uomo, con le sue sole risorse razionali, può e deve giungere alla conclusione dell’esistenza di Dio.
Lo ricorda San Paolo nella lettera ai Romani quando dice: “Poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha manifestato a loro. Infatti le sue perfezioni invisibili, ossia la sua eterna potenza e divinità, vengono contemplate e comprese dalla creazione del mondo attraverso le opere da lui compiute. Essi dunque non hanno alcun motivo di scusa” (Rm 1,19-20).

3. Dio ci ha dato due strumenti per riconoscerlo.
Il primo è costituito dalla nostra intelligenza, la quale dagli effetti risale alla causa. Il secondo è costituito dai segni che Egli ci ha dato per riconoscerlo.
È il pensiero di San Tommaso espresso nel commento a questo passo della lettera ai Romani.
Ecco che cosa dice: “A questo proposito bisogna considerare che un uomo manifesta le proprie idee ad un altro attraverso dei segni esteriori, ad esempio le parole o gli scritti; Dio, invece, manifesta qualcosa all’uomo in duplice modo.
In un primo modo infondendo il lume interiore attraverso il quale l’uomo conosce, come si dice in Sal 42,3: “Manda la tua luce e la tua verità”.
In un secondo modo, ponendogli davanti segni esteriori della sua sapienza, cioè le creature sensibili, come si dice in Sir 1,7: “Ha diffuso la sua sapienza su tutte le sue opere”.
Perciò Dio si è loro manifestato sia interiormente infondendo il lume, sia esteriormente presentando loro le creature visibili nelle quali si potesse leggere la conoscenza di Dio come in un libro”.

4. Un esempio? Quando al mattino ci si alza e all’orizzonte si vede l’aurora, come si fa a non stupirsi della potenza e della sapienza di Dio?
Quando si prende in mano un frutto, come si fa non stupirsi della sapienza con cui è spuntato dalla terra, delle sapientissime leggi con cui è strutturato, della sua dolcezza e della sua bontà che sono un’eco lontana della dolcezza e della bontà di Dio?
Tutto parla dell’infinita sapienza e bontà di Dio.
Giustamente nella liturgia della Chiesa si canta: “I cieli e la terra sono pieni della tua gloria”.
San Tommaso sempre nel medesimo commento dice: “Come l’arte si manifesta attraverso l’opera dell’artigiano, così anche la sapienza di Dio si manifesta attraverso le creature: “dalla grandezza della bellezza della creatura può essere conosciuto il creatore” (Sap 13,5)”.

5. Si badi bene: con questo ragionamento non si riesce ancora a sapere che cosa Dio sia. Ma di certo si giunge alla conclusione che Dio esiste ed è la causa di tutto ciò che esiste.
Di nuovo il pensiero di San Tommaso: “Occorre sapere che, riguardo a Dio, c’è qualcosa che è interamente sconosciuto nella vita presente, cioè che cosa Dio sia (…).
E questo accade perché la conoscenza dell’uomo ha inizio dalle cose che gli sono connaturali, ossia dalle creature sensibili che non sono adeguate a rappresentare la divina essenza” che non solo è spirituale, ma è soprannaturale, vale a dire inaccessibile da parte delle sole risorse dell’uomo.
Possiamo dire qualche cosa di ciò che Dio è nella sua essenza partendo dalla sua rivelazione.

6. San Paolo dice anche che con la sola ragione si può riconoscere la sua eterna potenza e divinità dalle opere da lui fatte.
Ecco il commento di San Tommaso: “Ciò che ancora di Dio si conosce è la sua potenza, da cui procedono le creature come dal loro principio. (…). E i filosofi compresero che questa potenza è perpetua, per questo motivo si dice: la sua eterna potenza.
Viene conosciuto anche ciò che dice con divinità: significa che conobbero Dio quale fine ultimo a cui tendono tutte le cose”.

7. Infine lo Spirito Santo per bocca di Paolo dice che quelli che non hanno riconosciuto Dio dalle sue opere sono senza scusa.
Ed ecco il commento di San Tommaso: “Va considerato che l’ignoranza scusa la colpa quando precede e causa la colpa, ma non quando è causata dalla colpa. Ad esempio quando qualcuno, applicata la dovuta attenzione, percuote il padre mentre pensa di percuotere il nemico.
Se invece l’ignoranza è causata dalla colpa, l’ignoranza non può scusare la colpa che segue. Perciò se qualcuno commette un omicidio a causa dell’ubriachezza, non viene scusato dalla colpa perché ubriacandosi ha peccato; anzi per questo peccato Aristotele dice che merita una duplice punzione”.
Non è pertanto un optional riconoscere l’esistenza di Dio. È un dovere.
Chi non lo riconosce, è senza scusa.

8. Ma perché non sono riusciti a riconoscerlo?
A motivo dell’impudicizia.
San Paolo prosegue dicendo “perciò Dio li ha consegnati all’impudicizia”, e cioè ha permesso che cadessero nell’impudicizia.
San Tommaso sempre nel medesimo commento dice che l’impudicizia riguarda i peccati carnali, secondo quanto si legge in Ef 5,5 nessun fornicatore o impudico.
L’uomo, infatti, mediante tali peccati si volge e si trascina verso ciò che gli è inferiore. Ogni cosa infatti viene detta impura o immonda per la mescolanza ad elementi più vili, come l’argento per la mescolanza al piombo.
Perciò spiegando aggiunge hanno disonorato, con atti turpi e immondi, cioè contaminano tra di loro i propri corpi, non come forzati da altri, come per esempio dai barbari, ma da se stessi agiscono così volontariamente”.
L’impurità, quando diventa consuetudine di vita, stende un velo sull’intelligenza così da impedirle di percepire ciò che è puro, ma soprattutto le realtà spirituali e soprannaturali.

9. Cosa rispondere a persone che negano l’esistenza di Dio?
Bisognerebbe dire loro di togliersi il velo e allora tutto diventerebbe limpido e chiaro.
Ma questo non intendono farlo.
È necessario con i ragionamenti portarli alla realtà e soprattutto c’è da pregare perché con la grazia di Dio poco per volta quel velo si corroda. E allora quando saranno puri, potranno contemplare la purezza. Innanzitutto quella di Dio.

10. Quelli che sui social attaccano la Chiesa e i suoi Santi con parvenza di motivazioni cogenti sicuramente suscitano dubbi. Lo fanno apposta.
Ma se il dubbio si converte in ricerca, non corrode la fede ma la irrobustisce perché smaschera gli inganni e le faziosità.
Con l’augurio che tu fin d’ora riesca in questa impresa così benemerita, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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