Quesito

Caro Padre Angelo, sia lodato Gesù Cristo!
Le scrivo in merito ad un problema non mio ma di un mio amico. Io sono molto legato a questo ragazzo, gli voglio bene quasi fosse un fratello, è un po’ più piccolo di me, io ho 23 anni e lui 18. Purtroppo questo ragazzo ha il vizio di bestemmiare e credo che la cosa peggiore sia il fatto di non rendersi conto di quanto sia grave questa cosa che fa. Io ci sono rimasto molto male quando l’ho sentito la prima volta, credo sia un modo per lui di far vedere che è forte che non gli importa di niente e così via. E’ un ragazzo che ogni tanto viene anche a Messa, credo senza una reale convinzione.
Tempo fa ho deciso di aiutarlo e così siccome ho visto che parlando non ottenevo granché ho detto al Signore che liberamente sceglievo di aiutare ad espiare le sue colpe specialmente per la bestemmia quando andrò in purgatorio ( se ne sarò degno ). Tempo dopo, dopo una sua ennesima bestemmia ho detto al Signore che ero disponibile ad aiutarlo ad espiare il suo peccato già in questa vita. Non so se ho fatto bene o male, forse sono superbo nel fare questo? E una richiesta così dal Signore secondo lei può essere accolta?
Preciso che anch’io come tutti sono un peccatore ed ho già i miei problemi, non so se ho fatto bene o male a fare ciò…in ogni caso preghi per me e mi benedica!
F.


Risposta del sacerdote

Carissimo F.,
1. sono grato al Signore insieme con te per averti ispirato un gesto di carità così bello come quello che hai espresso a favore del tuo amico che bestemmia.
Lo Spirito Santo ci assicura attraverso San Paolo che è Lui che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore (Fil 2,13).
In te ha suscitato un doppio movimento di amore.
Primo, di espiare i suoi peccati di bestemmia di là, in purgatorio.
Secondo, di espiarli già di qua.

2. È un buon pensiero quello di espiare al posto del nostro prossimo.
In questo diventiamo somigliantissimi al Signore che per primo è venuto ad espiare al posto nostro.
La sua espiazione è perfetta, ma perché diventi operante a nostro favore è necessaria la nostra partecipazione.
E tu vuoi prendevi parte anche al posto del tuo amico.

3. È possibile espiare i peccati degli altri.
Anzitutto perché Gesù ce ne ha dato l’esempio
E poi perché lo Spirito Santo, ancora per bocca di San Paolo, dice: “Portate i pesi gli uni degli altri: così adempirete la legge di Cristo” (Gal 6,2).
Gesù dice: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” (Gv 15,13).

4. Che cosa comporta per te questo atto di amore?
Che devi prendere le contrarietà e le sofferenze che ti capitano come un’occasione che il Signore di dà per cooperare alla salvezza temporale ed eterna di questo tuo fratello.
Accoglile dunque in spirito di fede, stando alla presenza del Signore, senza mormorare, sentendo che sono la risposta concreta che il Signore ti dà per esaudire in maniera concreta il tuo atto di amore.

5. È bello anche pensare che, quanto noi compiamo in grazia di Dio, viene messo dallo Spirito Santo in circolazione non solo per il bene della persona per cui lo compiamo, ma anche per tutta la Chiesa, per tutto il mondo.
Come vedi, il Signore attraverso questa ispirazione ti vuole portare ad un grado molto alto di amore, di santità, e nello stesso tempo ne approfitta per portare a salvezza non solo questo tuo fratello, ma molti altri insieme con lui.

6. Ti consiglio di ravvivare continuamente questa offerta.
Anzi fallo tutti i giorni. Perché diversamente è facile compiere un svolazzo d’amore seguito da niente.
Rinnovandola tutti i giorni, ti ricorderai di dire in confessione che, qualora vi fosse qualche mancanza, di non essere stato fedele alle promesse fatte al Signore.
Non è necessario che tu dica al confessore di quali promesse si tratta. Qualora te lo chiedesse, potresti dirgli che sono promesse tra te e Lui solo.

Quest’oggi dedicherò tutte le mie preghiere per te, perché il Signore ti sostenga e ti renda fermo nel santo proposito che ti ha ispirato.
Di gran cuore di benedico.
Padre Angelo