Per un giovane è doveroso giungere vergine al matrimonio; è la volontà del Signore

Per un giovane è doveroso giungere vergine al matrimonio; è la volontà del Signore

Quesito

Salve padre!!
Mi rivolgo a lei perchè è da un pò che avevo alcuni dubbi su una questione. Premetto che in questi anni ho sentito rinvigorire la mia fede più che mai, ma anche quand’ero più piccolina amavo molto pregare, leggere libri o romanzi di carattere spirituale (tra cui I promessi sposi).
Avevo circa 13 anni quando lessi per la prima volta I promessi sposi: rimasi colpita proprio dalla spiritualità di quel libro, in particolare da una parte precisa, ovvero la parte relativa al voto di verginità di Lucia: lo lessi più e più volte data l’enfasi con cui Manzoni scrisse quel passo.
Negli anni dell’adolescenza ho dato un valore molto importante a quell’aspetto, tant’è che ho intenzione di rimanere vergine fino al matrimonio.
Però ecco, mi chiedo se l’abbia pronunciato anch’io quel voto: ero piccola, conoscevo il significato di quel valore, ma non benissimo: mi era stato spiegato in generale e avevo attribuito un significato di carattere generale, ovvero lo intendevo un sinonimo di purezza generale, un significato che racchiudeva la forza per essere lontani dalle perdizioni, un modo in cui la protagonista chiedesse alla Santissima Vergine di essere protetta da tutto ciò che potesse portarla sulla strada sbagliata. Avevo letto quel passo con gran coinvolgimento, un pò come se mi immedesimassi: ancora oggi dò grande importanza a quel valore e, qualora un giorno non mi dovessi sposare, vorrei che quel valore fosse rispettato. Ma se invece dovessi sposarmi, è come se infrangessi quel voto?
La mia intenzione è di rispettare quel valore anche in prospettiva del matrimonio, ma come le ho già detto ho questo dubbio.
Dal momento che ho 20 anni e sto cercando la giusta strada della e per la mia vita, vorrei che questa rispecchiasse perfettamente la volontà del Signore.
La ringrazio per la sua disponibilità nella lettura della domanda. Pace e bene!!


Risposta del sacerdote

Carissima,
1. hai ragione nel dire che I promessi sposi sono un libro che trasuda una grande spiritualità. Si può dire con certezza che il Manzoni abbia voluto esprimere in quelle pagine tutta la sua fede e tutti i suoi convincimenti di uomo convertito.
Capita anche a me di tanto in tanto di riprendere in mano quel libro e ti dico che con difficoltà riesco a metterlo da parte.
Ogni volta che lo leggo mi pare che mi dica cose nuove.

2. Ma adesso vengo al tuo problema.
Che secondo me è duplice.
Il primo riguarda l’orientamento generale della tua vita.
Il secondo la preparazione all’eventuale matrimonio.

3. Circa il primo punto, sebbene tu abbia letto la parte relativa al voto di Lucia con intimo coinvolgimento, non posso dire che da parte tua ci sia stato un impegno o, più ancora, un voto di verginità.
Quest’ultima ipotesi la scarto, anche perché non c’è stata nessuna deliberazione.
Certamente ne sei rimasta affascinata. E il Signore, per le sue chiamate, può servirsi del Manzoni come di qualsiasi altro espediente.
Questo fascino è già una buona cosa perché sta ad indicare una certa simbiosi tra quello che si sente e determinati ideali.
Posso dire, dalle parole che hai usato nella tua email, che non è esclusa una chiamata alla verginità consacrata.
Ma non si può dire con certezza, per il solo fatto che ne hai sentito il fascino, che questa chiamata ci sia. Bisogna verificarla anche da molti altri fattori.
In ogni caso, e questo lo posso dire con certezza, non si può parlare di voto.

3. Per il secondo punto mi scrivi: “Negli anni dell’adolescenza ho dato un valore molto importante a quell’aspetto, tant’è che ho intenzione di rimanere vergine fino al matrimonio”.
Capisco quello che vuoi dire e cioè che vuoi rimanere vergine fino al matrimonio.
Ma l’espressione usata sembra far intendere che il rimanere vergine fino al matrimonio sia lasciato alla libera discrezione dei singoli.
Mentre per un giovane è doveroso giungere vergine al matrimonio.
È la volontà del Signore.
L’ha espressa con il divieto “non commettere atti impuri”, usando il linguaggio semitico, tipico degli antichi orientali, i quali per comandare di fare una cosa, proibivano il contrario.
Il Signore in altri termini vuole che tutti i giovani imparino e si allenino ad amarsi con amore puro.

4. Gli atti impuri di fatto inquinano la propria capacità di amare, perché accendono senza che uno se ne accorga il desiderio di libidine, che è il piacere sganciato da ciò che necessariamente deve accompagnare gli atti di amore: il donarsi totalmente, senza riserve, mettendosi in gioco,
E questo può avvenire in maniera autentica solo nel matrimonio aperto alla vita.

Mi compiaccio ancora per quello che mi hai scritto.
Ti assicuro il mio ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo