Quesito

Caro Padre,
(… considerazioni personali del visitatore)
… andiamo per gradi: chi ha scritto l’antico e nuovo testamento?
Marco


Risposta del sacerdote

Caro Marco,
1. la tua domanda mi ha un pò sorpreso, perché a tutta prima ho avuto l’impressione che tu pensassi l’autore della Bibbia sia una persona sola.
E mi sono detto: certo, sarebbe grave se il nostro visitatore fosse un giovane che va a scuola e fruisce o ha fruito per anni dell’ora di religione…
Ma vediamo di ricuperare quello che a scuola non si è fatto o non si è detto.

2. Intanto devi sapere che Bibbia deriva dal greco biblos che significa libro, o anche dalla sua forma neutra biblìon, che al plurale fa biblìa. Di qui Bibbia.
Come vedi la Bibbia indica un insieme di libri (46 dell’Antico Testamento e 27 del Nuovo Testamento) che sono stati scritti nell’arco di un millennio circa.
Evidentemente non ha un unico autore. Per lo meno non ha un unico autore umano.

3. I credenti ritengono che la Bibbia sia quel complesso di libri ispirati che hanno per autore principale Dio.
Per tale motivo quando vai in Chiesa e senti proclamare letture dell’Antico o del Nuovo Testamento (ad eccezione dei Vangeli) senti che il lettore alla fine dice: “Parola di Dio” (e non parola di Isaia o di Ezechiele o di Salomone o di Paolo o Pietro).
Nell’inciso ho scritto “ad eccezione dei Vangeli” perché per questi si dice: “Parola del Signore”, sottinteso: del Signore Gesù”.

4. Gli autori umani della Bibbia sono molti, proprio perché i libri dell’Antico Testamento sono stati scritti nell’arco di un millennio.
Questi autori umani, rispetto a Dio che è l’Autore principale, si relazionano come la causa strumentale alla causa principale.
Sono pertanto degli strumenti.
Tuttavia non sono strumenti inerti, ma persone, dotate di libertà, ognuna con una propria personalità. Hanno dunque agito con molta autonomia sia nella ricerca sia nella fase estensiva.
E tuttavia, proprio perché ispirati, hanno scritto tutto quello e solo quello che l’Autore principale voleva che venisse scritto.
Infatti le parole che hanno scritto hanno tutte un significato salvifico, che va bel al di là della narrazione dei fatti.
Attraverso quelle Parole uno sente che Dio gli parla e gli comunica vita eterna.

5. Venendo adesso al problema degli estensori, bisogna dire che di alcuni libri non si sa con certezza chi sia.
Per i primi cinque libri dell’Antico Testamento, detti anche libri del pentateuco perché venivano contenuti in cinque astucci, per tanto tempo si è pensato che li avesse scritti Mosè. Anche perché vengono chiamati i libri di Mosè.
Gesù stesso quando racconta la parabola del ricco epulone, mette nella bocca di Abramo queste parole: “Hanno Mosè e i profeti”.
Per Mosè s’intendevano appunto i primi cinque libri.
E tuttavia si sapeva che “venivano attribuiti” a Mosè, perché in questi libri viene detto che Mosè quando morì aveva 120 anni e viene indicato anche il luogo dove è stato sepolto.
Gli esegeti (interpreti) dicono che questi libri, attribuiti a Mosè, hanno coagulato diverse tradizioni, alcune delle quali affondano la loro origine all’inizio dei tempi.

6. Altri libri vengono attribuiti a Salomone (alcuni dei cosiddetti libri “sapienziali”).
I Salmi invece sono attribuiti a Davide. Ma si sa che solo alcuni dei salmi sono di Davide. Altri sono stati scritti molto posteriormente, anche dopo la distruzione di Gerusalemme e la deportazione di Israele in Babilonia (587 avanti Cristo)

7. Altri libri sarebbero stati scritti nel primo secolo avanti Cristo.

8. Per il nuovo Testamento le cose sono più semplici.
I vangeli, che portano il nome di quattro autori diversi, sono stati scritti da 4 autori diversi.
(Su questo mi permetto di rimandarti ad una risposta pubblicata sul nostro sito alla domanda: ?Amici Domenicani – Chi sono gli autori dei quattro Vangeli www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2652 10 ago 2013…
Ugualmente per le 13 lettere di san Paolo, le due di Pietro, le tre di Giovanni, l’unica di Giacomo e di Giuda.
Gli Atti degli Apostoli sono stati scritti da San Luca, la lettera agli ebrei da un discepolo di san Paolo o da san Paolo stesso, l’Apocalisse a San Giovanni.

9. Proprio per questa grande quantità di autori umani e per la varietà del tempo e delle circostanze storiche in cui sono stati scritti, la loro comprensione richiede una conoscenza esatta del tempo della loro composizione, dei destinatari, delle intenzioni dei loro autori, dello stile letterario.
È questo il compito degli “esegeti”, e cioè dei ricercatori e degli studiosi della Bibbia.
Una lettura materiale dei testi (sopratutto dei primi libri dell’Antico Testamento), astraendo dall’interpretazione che ne ha sempre dato la Chiesa e dal lavoro degli esegeti, porta al cosiddetto “fondamentalismo”, che della Bibbia è una lettura riduttiva e fuorviante.

Penso che per ora basti così.
Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo