Quesito

Caro padre Angelo,
non riesco a comprendere questa scrittura: quando verrà il giorno del giudizio molti mi diranno: Signore, Signore, tu sai che abbiamo parlato a tuo nome, e invocando il tuo nome abbiamo cacciato demoni, e abbiamo fatto molti miracoli.
Ma il Signore risponderà: andate via da me, gente malvagia, non vi ho mai conosciuto.
A questo punto sorge in me questa domanda: come hanno fatto a cacciare demoni e a fare miracoli se non erano in grazia di Dio?
La saluto e la ringrazio per la risposta che mi darà. 


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. nel Vangelo di Matteo si legge il passo al quale ti riferisci.
 Ecco il testo: “In quel giorno molti mi diranno: «Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E nel tuo nome non abbiamo forse scacciato demòni? E nel tuo nome non abbiamo forse compiuto molti prodigi?». Ma allora io dichiarerò loro: «Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità!»” (Mt 7,22-23).

2. La profezia e i miracoli sono annoverati tra i carismi. Ora i carismi sono grazie date gratuitamente ad una determinata persona indipendentemente dal suo stato di grazia e dai suoi meriti. Vengono concessi per il bene comune.
Per questo viene detto che i carismi non sono soggetto di merito, vale a dire che il loro compimento non comporta di per sé un aumento di santità in chi li compie.

3. Anzi, addirittura potrebbero essere esercitati da persone pagane, come nel caso di Balaam, il quale non voleva profetare a beneficio di Israele, ma lo spirito del Signore su di lui. Si legge infatti: “Balaam vide che al Signore piaceva benedire Israele e non andò come le altre volte alla ricerca di sortilegi, ma rivolse la sua faccia verso il deserto. 
Balaam alzò gli occhi e vide Israele accampato, tribù per tribù. Allora lo spirito di Dio fu sopra di lui.
 Egli pronunciò il suo poema e disse: «Oracolo di Balaam, figlio di Beor, e oracolo dell’uomo dall’occhio penetrante” (Nm 24,1-3).

4. Addirittura profetò l’asina di Balaam: “Allora il Signore aprì la bocca dell’asina ed essa disse a Balaam: «Che cosa ti ho fatto perché tu mi percuota già per la terza volta?». 
Balaam rispose all’asina: «Perché ti sei beffata di me! Ah, se avessi una spada in mano, ti ucciderei all’istante!». L’asina disse a Balaam: «Non sono io la tua asina, sulla quale hai cavalcato da quando hai iniziato fino ad oggi? Sono forse abituata ad agire così?». Ed egli rispose: «No»” (Nm 22,28-30). A questo episodio fa riferimento anche a San Pietro nella sua seconda lettera: cfr. 2 Pt 2,16.

5. Nel testo che hai riportato si legge che alcuni diranno di aver cacciato i demoni nel nome del signore.
Sì, può succedere, ma non in virtù di chi fa l’esorcismo, ma per la virtù che esce dal nome del Signore.

6. Il testo lascia anche intravedere la possibilità che quelli che un tempo hanno cacciato demoni potrebbero in seguito essersi pervertiti. È il caso di Giuda, il quale fece molti segni insieme agli altri apostoli, ma poi si pervertì.
Anche nei decenni passati un noto esorcista, addirittura vescovo, che era sulla bocca di molti, ha lasciato tutto e si è sposato.

7. La stessa cosa vale anche per i miracoli. Gesù ha detto: “Sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto” (Mt 24,24-25).
Ugualmente San Paolo dice: “La venuta dell’empio avverrà nella potenza di Satana, con ogni specie di miracoli e segni e prodigi menzogneri e con tutte le seduzioni dell’iniquità, a danno di quelli che vanno in rovina perché non accolsero l’amore della verità per essere salvati” (2 Ts 2,9-10).

8. Per questo San Paolo, dopo aver parlato dei carismi, che sono pur preziosi per la vita della Chiesa, chiede di aspirare a doni più grandi: “Desiderate invece intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime” (1 Cor 12,31).
In questo versetto carismi sta a significare doni, in generale. 
Tra questi, il più grande di tutti, è la carità, della quale viene detto che “non avrà mai fine” (1 Cor 13,8) e che è la realtà più grande di tutte (1 Cor 13,13).

Con l’augurio che tu riceva questo dono in maniera sempre più grande, e conseguentemente anche la tua gloria in cielo diventi sempre più grande, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo