Quesito
Salve p. Angelo,
prima di porle il mio dubbio voglio mostrare la mia gratitudine a voi che avete ideato questo portale nel quale è possibile trovare preziose e provvidenti risposte alle tante domande e dubbi che inevitabilmente si presentano nella vita di ciascuno di noi.
Il mio dubbio riguarda l’ambito del sesto comandamento, nello specifico la visione di video immorali di carattere sessuale e del peccato dell’atto impuro solitario e come confessare tutto questo.
Mi è capitato di commettere tali peccati durante un periodo di soggiorno come ospite laico presso una comunità religiosa. Delle circostanze mi hanno portato a dover passare alcune settimane presso questa comunità religiosa, la quale, per tutto questo periodo, mi ha offerto una stanza. Ora, in quei momenti in cui trovandomi in stanza da solo ho sentito nascere dentro di me la tentazione della carne e sorgere desideri impuri, alla fine ho ceduto e ho finito col guardare video di carattere sessuale e ho commesso atti impuri solitari.
Alla fine di questo periodo, tornato a casa, appena mi è stato possibile mi sono andato a confessare, ben sapendo di essere in peccato mortale.
Il punto è che per quanto abbia commesso tali peccati completamente all’insaputa di tutti e nel segreto della mia stanza, mi sento ancora più colpevole per il contesto religioso in cui sono caduto, mi sembra di aver offeso ancora di più il Signore e di aver mancato di rispetto della sacralità del luogo in cui mi trovavo e di aver tradito la fiducia dei buoni religiosi che mi ospitavano.
Quando ho confessato questi peccati in confessione non ho specificato che mi trovavo fuori casa come ospite laico presso questa comunità religiosa. Mi chiedo se il luogo in cui si commette questa tipologia di peccati, rimanendo comunque nell’ambito privato in solitaria, può aggravare o meno la responsabilità morale dell’atto stesso.
Le chiedo se dovevo specificare in confessione questo dettaglio? (…).
Nonostante questo dubbio, ho comunque fatto la comunione sino ad oggi. Ho fatto male?
Sto combattendo ormai con questo brutto vizio e sono arrivato al punto di non fidarmi più di me stesso. (…). Ho capito che in questo ambito bisogna tagliare e fuggire sul nascere le tentazioni e i desideri illeciti.
La ringrazio per la risposta che vorrà darmi e il tempo che vorrà dedicarmi.
Le assicuro la mia preghiera.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. per sacro si intende ciò che è sottratto all’uso profano e destinato esclusivamente al culto di Dio.
Tale ad esempio è una chiesa, nella quale non è lecito svolgere attività profane come quelle comuni del mangiare, del dormire e del cucinare…
In questi luoghi non è mai lecito compiere attività profane se non per motivi superiori di carità, come possono essere quelli per cui ad esempio, la chiesa è rimasta l’unico luogo per un riparo dopo un terremoto o un bombardamento.
2. Qualora si compissero peccati in un luogo sacro, come ad esempio un furto, tali peccati si caricherebbero di un’ulteriore gravità, per cui si parla di furto sacrilego.
3. Una casa religiosa, invece, per quanto molto attinente ad una chiesa, non è ancora un luogo sacro. Infatti vi si svolgono tutte le attività che si compiono in una normale famiglia.
4. Il peccato che hai commesso – per quanto disdicevole in se stesso e ulteriormente perché compiuto in una casa religiosa – non si è aggravato della specie del sacrilegio.
5. Pertanto nella confessione che hai fatto non era strettamente necessario rivelare quella circostanza.
Hai fatto bene a continuare a fare la Santa Comunione.
E hai fatto molto bene a provvedere subito a liberarti di quei peccati che ti hanno lasciato interiormente sporco e inquinato.
Tanto più che avresti potuto cogliere l’occasione per avvicinarti maggiormente a Dio. Ne saresti uscito arricchito. Chissà quando ti capiterà un’altra occasione del genere?
6. Colgo l’occasione per ricordare anche un’altra cosa perché proprio ieri, prima domenica di Quaresima, abbiamo contemplato Gesù tentato dal diavolo.
Doveva proprio andare nel deserto per essere tentato dal diavolo?
Scrive San Tommaso: “Cristo si offrì da sé per essere tentato dal diavolo, come da sé si offrì ai di lui satelliti per essere ucciso: altrimenti il diavolo non avrebbe osato accostarglisi. Il diavolo affronta di preferenza chi è solo, perché, come dice la Scrittura, “se uno aggredisce, in due li possono resistere” (Qo 4,12). Ecco perché Cristo uscì nel deserto, come in un campo di battaglia, per esservi tentato dal diavolo. Di qui le parole di Sant’Ambrogio: “Cristo fu condotto nel deserto, proprio per provocare il demonio. Perché, se questi, cioè il diavolo, non l’avesse aggredito, quegli, cioè Cristo, non avrebbe vinto” (Somma teologica, III, 41, 2).
7. Questo deve servire per altre circostanze analoghe, anche se non sarai in una casa religiosa.
Sebbene materialmente soli, si deve stare in compagnia di Gesù, come ricorda la Sacra Scrittura in un passo mai sufficientemente ricordato: “Anche noi dunque, circondati da tale moltitudine di testimoni, avendo deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, colui che dà origine alla fede e la porta a compimento” (Eb 12,1-2).
Gesù risorto ci è sempre accanto. Possiamo sempre stare in conversazione con lui e godere della sua presenza.
Si gode della sua presenza anche leggendo la vita di un santo, pregando con il Rosario, stando in comunione spirituale con tutti.
Pertanto, quando ti capiteranno situazioni analoghe, sii preparato a non stare da solo con il cellulare. Programma ciò che farai soprattutto nei momenti in cui sarai solo.
Devono essere i momenti più belli, di maggiore intimità con il Signore e con tutti. E proprio per questo anche i momenti più riposanti, oltre che i più benedetti.
Ti ringrazio per la preghiera che mi hai assicurato. La contraccambio volentieri.
Ti auguro un proficuo cammino quaresimale e ti benedico.
Padre Angelo
