Quesito

Padre,
desidero alcune domande.
All’inferno chi ci va?
E’ vero che uno deve proprio volerci andare di sua spontanea volontà in quanto il Signore da la possibilità a tutti di convertirsi anche in punto di morte?
È possibile che una madre molto credente si salvi e che sua figlia vada all’ inferno?
Io non ci voglio andare all’inferno, e spero di farmi meno purgatorio possibile….
Ho rinunciato a satana …ma ogni tanto qualche peccatuccio ce lo metto dentro!!!
Ma l’amore di Gesù è veramente così forte come quello che mia madre e mio padre provano per me?
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissimo,

1. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica va all’inferno chi pecca gravemente contro Dio, contro il prossimo e contro se stesso (CCC 1033) e muore senza esserne pentito (ib.).
In genere nessuno decide di voler andare all’inferno. Sarebbe un pazzo.
Di fatto si va all’inferno perché si compiono azioni gravemente disordinate e si rifiuta esplicitamente o implicitamente la misericordia di Dio che spinge al pentimento.

2. È vero che Dio fa di tutto per salvare ognuno dei suoi figli e dobbiamo credere che fino all’ultimo dia i mezzi sufficienti per salvarsi. Ma il vangelo non ci garantisce su particolari momenti di lucidità per cui ognuno avrebbe ancora la possibilità di fare delle scelte.
Anzi ci mette in guardia dal pericolo di una chiamata improvvisa, là dove non c’è più tempo per ravvedersi. Gesù parla della morte come di un ladro che viene di notte, per cui è necessario vegliare per non lasciarsi scassinare la casa:
“Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà” (Mt 24,42-44).

3. Chiedi se sia possibile che una madre molto credente si salvi e che la figlia si perda.
Certo che è possibile.
A questo proposito va ricordato che Dio ama ciascuno di noi in maniera infinitamente più grande di quanto una madre possa amare sua figlia.
Gesù dunque ti ama immensamente più di quanto ti ami tuo padre e tua madre e di quanto tu lo possa immaginare o desiderare.
Ma non costringe nessuno ad amarlo, allo stesso modo che una madre non può costringere la figlia ad amarla. Non c’è niente di più libero che l’amore.
Si può far di tutto per toccare il cuore di chi si è allontanato. E certamente Cristo lo fa, e incessantemente. Ma non costringe nessuno ad amarlo. Non sarebbe amore e l’inferno rimarrebbe ancora dentro il cuore.

4. Non basta dire “Io non ci voglio andare all’inferno” per non andarci.
Se bastasse così poco, anche un delinquente non pentito direbbe la stessa cosa.
Del resto non basta neanche il desiderio di andare in Paradiso per entrarvi.
È necessario esaminare la condotta.
Il Signore nel Vangelo riferisce di molti che non si attendevano di finire male e di andare all’inferno ma ci sono andati ugualmente.
Anzi, riferisce di persone che busseranno alla porta del paradiso e desidereranno entrarvi, ma non vi entreranno. Ecco il passo esplicito:
“Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Rispose: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, aprici. Ma egli vi risponderà: Non vi conosco, non so di dove siete. Allora comincerete a dire: Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze. Ma egli dichiarerà: Vi dico che non so di dove siete. Allontanatevi da me voi tutti operatori d’iniquità! Là ci sarà pianto e stridore di denti quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio e voi cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, ci sono alcuni tra gli ultimi che saranno primi e alcuni tra i primi che saranno ultimi” (Lc 13,24-30).

5. Dici anche che speri di fare meno Purgatorio possibile.
Il desiderio è legittimo, ma questo desiderio – per non rimanere soltanto uno svolazzo – deve essere accompagnato dalla volontà di amare sempre di più Dio e il prossimo e di vincere il proprio egoismo.

6. Scrivi che “qualche peccatuccio lo fai…”. Mi auguro che si tratti solo di venialità e che questo non corrisponda al caso che mi è capitato di recente quando un tale mi disse: “Padre, vorrei confessare i miei peccatucci”. Durante la confessione gli ho fatto presente che quelli che confessava non erano solo peccatucci, ma autentici peccati gravi.

Con la speranza di vederci in Paradiso, ti prometto una preghiera e ti benedico.
Padre Angelo