Quesito

Ciao carissimo Padre Angelo, 
da ormai una settimana sono entrato a far parte del vostro gruppo di traduttori per la lingua tedesca. Per me è un grande onore e un grande piacere poter contribuire a diffondere le tue illuminanti risposte in Germania, dove la teologia da qualche decennio ha grossi problemi purtroppo. 
Come ti raccontai un po’ di tempo fa, sto facendo il corso di teologia per diventare diacono permanente. 
Una teologa ci ha detto che in caso di emergenza, se non c’è acqua a disposizione, si può battezzare con altro liquido, come ad esempio la coca cola. Io non penso, dal momento che la materia valida per il sacramento è l’acqua e un liquido come la coca cola, anche se è a base di acqua, è talmente alterata da altre sostanze, che non può più essere considerata acqua. Vorrei sapere per favore, se è corretto ciò che penso. 
Grazie tante. Che Dio ti sostenga sempre. 
Giuseppe 


Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe, 
1. innanzitutto mi compiaccio che sei entrato nel gruppo dei traduttori per la lingua tedesca.
Sì, è un grande onore quello di poter servire il Signore anche in questo modo.
Potrai un giorno presentarti fiducioso davanti a Cristo dicendogli che hai trafficato i talenti che ti ha dato per la sua causa.
Confido che anche per questo il Signore ti dirà: “Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone” (Mt 25,41.
2. Ma adesso passiamo all’asserzione di quella teologa.
Va ricordato innanzitutto che la teologia ha come proprio fondamento la Divina Rivelazione presentata in maniera autentica dal Magistero della Chiesa.
Pertanto è necessario partire da Gesù Cristo.

3. Orbene, Gesù parlando con Nicodemo ha detto: “Se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5).
La Chiesa è partita di qui per dire che il battesimo va fatto con l’acqua.
Nel concilio di Trento ha fissato in termini dogmatici questa affermazione: “Se qualcuno afferma che l‘acqua vera e naturale non è necessaria per il battesimo e darà, quindi, un significato metaforico alle parole del Signore nostro Gesù Cristo: “Chi non nasce da acqua e da Spirito Santo (Gv 3,5) sia anatema” (DS 1615) e cioè scomunicato”.
Questa dichiarazione è stata fatta contro Calvino, seguace di Lutero, il quale dava un significato metaforico alle parole del Signore.

4. San Tommaso dice che l’acqua per il battesimo è di istituzione divina e pertanto non può essere mutata dalla Chiesa.
Ecco quanto scrive: “Per istituzione divina l’acqua è la materia propria del battesimo. E ciò opportunamente.
Primo, per la funzione stessa che il battesimo esercita, consistente nella rigenerazione alla vita soprannaturale: compito quanto mai consono all’acqua. Infatti i semi dai quali si sviluppano tutti i viventi, cioè le piante e gli animali, sono umidi e composti d’acqua. Per questo alcuni filosofi considerarono l’acqua come il principio di tutte le cose.
Secondo, per gli effetti del battesimo, ai quali ben si adattano le proprietà dell’acqua. Essa infatti lava con la sua umidità: indicando e causando così l’abluzione dei peccati.
Per la sua freschezza poi mitiga l’eccesso di calore: indicando così la mitigazione del fomite della concupiscenza.
Per la sua trasparenza inoltre è permeabile alla luce: e ben si adatta al battesimo in quanto questo “è il sacramento della fede“.
Terzo, perché serve a esprimere i misteri di Cristo con i quali siamo stati giustificati. Di qui, a commento di quel testo evangelico, “Se uno non nasce…”: le parole del Crisostomo: “Sommergendo noi la testa nell’acqua, quasi fosse un sepolcro, viene sepolto e nascosto l’uomo vecchio per far riemergere il nuovo” (Omelie su Giovanni, 25).
Quarto, perché a causa della sua universalità e abbondanza, è materia adatta alla necessità di questo sacramento, essendo facilmente reperibile ovunque” (Somma teologica, III, 66, 3).

5. Inoltre va ricordato che i sacramenti sono essenzialmente dei segni e proprio per questo l’uso di una determinata materia deve rimandare alla realtà significata.
Ciò significa che sebbene molte sostanze siano composte al 99% di acqua, tuttavia non sono acqua e nell’uso comune non ci si serve di esse per purificarsi.

6. Ecco che cosa dice in merito San Tommaso: “Il vino e l’olio non si usano a scopo di abluzione così comunemente come l’acqua.
E nemmeno lavano con la stessa perfezione, perché lasciano sul corpo delle tracce, almeno per l’odore, il che non avviene con l’acqua.
E neppure si trovano con la medesima universalità e abbondanza dell’acqua” (Ib., ad 2).

7. Per l’amministrazione del battesimo è valida qualsiasi acqua: del mare, della fontana, del pozzo, del canale…
La condizione è: purché secondo l’uso comune sia acqua.
Nel caso riportato dalla teologa non si parla di acqua ma di altra realtà.
Sicché il battesimo amministrato con una realtà diversa dall’acqua è invalido.
Con l’augurio di ogni bene anche per lo studio di teologia che hai intrapreso in vista del diaconato, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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