Quesito

Caro Padre Angelo,
mio figlio mi ha confidato che vorrebbe entrare in seminario. Non ha idea, caro padre, della profonda gioia ed emozione che la notizia mi ha dato. Poi però mi è venuto un timore che non riesco a scrollarmi di dosso: e se lo avessi influenzato in qualche modo nella sua scelta? Vede, padre, il fatto è che da quando i miei figli sono nati prego quotidianamente Dio perché susciti in loro la vocazione, anche se è una cosa che ho sempre tenuto fra me e Lui. E ora sembra che il Signore mi abbia preso in parola.. ma è così o sono stata io ad aver fatto trapelare in qualche modo questo mio desiderio? In questi anni posso essermi comportata in modo da forzare la piena libertà di scelta di mio figlio? … mi perdoni, forse è una domanda sciocca, ma questo timore mi sta un po’ angustiando. E ancora: c’è qualcosa che posso fare per aiutare mio figlio in questo momento così importante?
F.


Risposta del sacerdote

Carissima F.,
1. il Signore ti ha fatto una grande grazia volgendo lo sguardo verso la tua famiglia per chiamare uno dei tuoi figli e rivestirlo a favore del suo popolo dei suoi poteri divini.
Hai fatto bene a pregare quotidianamente per la vocazione dei tuoi figli.

2. Ti dico subito che anche se avessi espresso esternamente questo tuo desiderio non devi pensare di averlo condizionato o di aver diminuito la sua libertà.
Quante mamme dicono apertamente ai loro figli che sarebbero contentissime se diventassero sacerdoti… Ma la quasi totalità dice di no.
Il che sta a significare che la libertà nella risposta rimane integra sia per i tantissimi che dicono di no, sia ancor più per quelli che dicono di sì.
Perché questi ultimi si pongono bene il problema: ma dirò forse di sì perché condizionato dai miei o perché motivato da qualcosa d’altro?
Sii certa: tuo figlio si è posto senza dubbio questa domanda.
E avrà concluso: “Il Signore ha favorito in me l’ascolto della chiamata attraverso un buon clima famigliare e parrocchiale.
Ma la chiamata l’ho sentita io in quel particolare momento della mia vita.
Ed era una chiamata che veniva chiaramente da Dio, che mi lasciava perfettamente libero.
Ma io ho voluto mettere in gioco tutto me stesso e consegnarmi a Lui per i suoi disegni”.

3. Che cosa puoi fare adesso per tuo figlio?
Il Signore ti chiama a diventare ancor più esemplare in tutto.
In particolare devi pregare perché questo germe di vocazione, esposto nel mondo di oggi a mille insidie, non venga corrotto o indebolito.
Ti consiglio di recitare quotidianamente il santo Rosario (cosa che forse già farai), ma con l’intenzione anzitutto di ringraziare Dio per la chiamata.
E poi lo reciterai anche perché tuo figlio sappia intravedere bene quale sia la forma concreta di questo sacerdozio.
Il Padre Marie-Jospegh Lagrange (il fondatore della famosa scuola biblica di Gerusalemme) disse che in un primo tempo sentì la chiamata di Dio al sacerdozio in forma generica. Solo successivamente sentì che Dio lo chiamava ad essere sacerdote nell’ordine domenicano.
Può darsi che per tuo figlio il pensare al sacerdozio e il pensarvi già in una forma concreata sia stata la stessa cosa.
Nel qual caso rimane da pregare ugualmente per la perseveranza e per il suo progresso nella santità.

4. Mi permetto di darti anche un altro consiglio: perché non decidere di partecipare alla Santa Messa quotidianamente (anche qui nel caso che già non lo facessi) e se le necessità della famiglia te lo consentono?
Che cosa c’è di più bello e di più utile che andare a Messa tutti i giorni e fare la Santa Comunione perché il figlio che il Signore chiama al sacerdozio diventi un sacerdote santo, perfettamente secondo il suo cuore e secondo le aspettative della gente?

5. Mi auguro che la grazia che il Signore ti ha dato sia completata dunque da quest’altra grazia, che sarà di grande giovamento sia per il figlio chiamato al sacerdozio sia per gli altri figli e per tutta la tua famiglia.
Terrò presente anch’io nelle mie preghiere e molto volentieri questa grandissima causa.
Ti ringrazio di avermene reso partecipe e ti sarò grato se poi mi terrai informato sui suoi vari sviluppi.

Benedico di cuore te, tuo figlio e tutta la tua famiglia.
Padre Angelo