Quesito

Padre, potrebbe spiegarmi meglio come è avvenuto il passaggio di Maria da questa vita all’altra?
È la cosiddetta Dormitio Virginis.
So naturalmente che è stata assunta in anima e corpo, in anticipo rispetto a tutti i giusti il cui corpo risorgerà nell’ultimo giorno del mondo.
Grazie.
Renato


Risposta del sacerdote

Caro Renato,
1. a vantaggio dei nostri visitatori si parla della dormizione di Maria in riferimento alla sua morte, al suo transito da questo mondo al paradiso.
La Sacra Scrittura non ne parla, ma la Chiesa ha sempre creduto che questo transito sia avvenuto dolcemente, proprio come un lieto addormentarsi

2. Il Santo Papa Giovanni Paolo II nelle sue catechesi ne ha parlato in questi termini: “Il Nuovo Testamento non fornisce alcuna notizia sulle circostanze della morte di Maria. Questo silenzio induce a supporre che essa sia avvenuta normalmente, senza alcun particolare degno di menzione. Se così non fosse stato, come avrebbe potuto la notizia restare nascosta ai contemporanei e non giungere, in qualche modo, fino a noi?
Quanto alle cause della morte di Maria, non sembrano fondate le opinioni che vorrebbero escludere per Lei cause naturali. Più importante è la ricerca dell’atteggiamento spirituale della Vergine al momento della sua dipartita da questo mondo.
A tale proposito, san Francesco di Sales ritiene che la morte di Maria sia avvenuta come effetto di un trasporto d’amore. Egli parla di un morire “nell’amore, a causa dell’amore e per amore”, giungendo perciò ad affermare che la Madre di Dio morì d’amore per suo figlio Gesù (San Francesco di Sales, Traité de l’Amour de Dieu, Lib. 7, c. XIII-XIV).
Qualunque sia stato il fatto organico e biologico che causò, sotto l’aspetto fisico, la cessazione della vita del corpo, si può dire che il passaggio da questa all’altra vita fu per Maria una maturazione della grazia nella gloria, così che mai come in quel caso la morte poté essere concepita come una “dormizione”” (catechesi del 25 giugno 1997). 

3. Giovanni Paolo II dice ancora: “In alcuni Padri della Chiesa troviamo la descrizione di Gesù stesso che viene a prendere sua madre nel momento della morte, per introdurla nella gloria celeste. Essi presentano, così, la morte di Maria come un evento d’amore che l’ha condotta a raggiungere il suo divin Figlio per condividerne la vita immortale. Alla fine della sua esistenza terrena, Ella avrà sperimentato, come Paolo e più di lui, il desiderio di essere sciolta dal corpo per essere con Cristo per sempre (cfr Fil 1, 23)” (Ib.).

4. Giustamente Giovanni Paolo II si ferma qui e non fa alcun riferimento ai vangeli apocrifi.
Il beato Jacopo da Varazze, domenicano e arcivescovo di Genova nel secolo 13º, nella sua Legenda aurea narra l’assunzione di Maria tratta da uno scritto apocrifo attribuito a Giovanni Evangelista.
Aldilà delle immagini, esprime il medesimo concetto di Giovanni Paolo II e di San Francesco di Sales: Maria morì per un atto di amore particolarmente intenso.

5. Ma ecco la cornice dell’apocrifo: “Infine un giorno il cuore della Vergine si accese di sì violento desiderio di rivedere il Figlio da non poter trattenere le lacrime: ed ecco che un angelo splendente le apparve e riverentemente la salutò come madre del Signore: “Ave, disse, o benedetta! Ecco io ti porto un ramo di palma dal paradiso perché tu lo faccia collocare dinanzi alla tua bara quando fra tre giorni lascerai il corpo. Sappi che il Figlio aspetta la sua reverenda madre!”.
Rispose Maria: “Se ho trovato grazia dinanzi ai tuoi occhi ti prego di rivelarmi il tuo nome e di concedermi di rivedere ancora una volta con questi occhi corporali tutti gli apostoli riuniti. Io vorrei chiudere la terrestre vita in mezzo a loro ed essere da loro sepolta.
Infine ti chiedo che l’anima mia, uscendo dal corpo, non veda alcun spirito maligno e non si imbatta nelle potenze infernali!”.
E l’angelo: “Perché vuoi sapere il mio nome che è grande e meraviglioso? Ecco oggi stesso tutti gli apostoli si riuniranno intorno a te e ti daranno degna sepoltura. Poiché Colui che una volta ha trasportato il profeta dalla Giudea in Babilonia ha bisogno di un solo istante per condurti qui gli apostoli. Quanto allo spirito maligno, che cosa puoi mai temere dal momento che gli hai tolto ogni potere e gli hai schiacciato la testa?”.
Così detto l’angelo disparve nel cielo con molta luce: ma rimase la palma tutta fulgente, verde ramo con foglie splendenti quasi stelle mattutine. Ed ecco che mentre Giovanni predicava ad Efeso, il cielo improvvisamente tuonò e una bianca nube lo prese a volo deponendolo dinanzi alla porta della casa di Maria. Giovanni bussò alla porta ed entrò in casa salutando la Madonna con grande riverenza. La Vergine molto si rallegrò e per la gioia non poté trattenere le lacrime; poi disse: “Giovanni, figlio mio, ricordati delle parole del Maestro che ci raccomandò l’un l’altro come madre a figlio e figlio a madre. Ecco, io sono stata chiamata dal Signore e sto per lasciare questo corpo che affido alle tue cure poiché ho saputo che i giudei vogliono rapirlo e bruciarlo. Questa palma poi, che qui vedi, deve essere collocata dinanzi alla bara quando sarò portata alla sepoltura”. Disse Giovanni: “Oh! Se ci fossero qui tutti gli altri apostoli onde poter renderti nelle esequie un degno onore!”.
Mentre così parlava tutti gli apostoli furono rapiti a volo da bianche nubi e deposti dinanzi alla porta della casa di Maria: vedendosi riuniti se ne meravigliarono molto e dissero: “Per qual motivo il Signore ci ha qui riuniti?”.
Allora Giovanni andò loro incontro annunciando il prossimo trapasso della Vergine e aggiunse: “Fratelli, quando Maria sarà morta guardatevi dal piangere perché il popolo vedendo ciò non dica: “Ecco costoro predicano la risurrezione della carne, ma temono la morte”. (…).
Quando la Madonna vide tutti gli apostoli attorno a sé benedisse il Signore e si sedette in mezzo a loro circondata di lampade e lucerne accese.
Ed ecco che verso l’ora terza venne Gesù con le angeliche schiere, con le legioni dei patriarchi, dei martiri, dei confessori e con i cori delle vergini: tutta la santa schiera attorniò la Vergine e si mise a cantare i cantici di lode. Dopodiché Cristo disse: “Viene diletta, io ti pongo sul mio trono perché ho desiderato la tua presenza”. E la Vergine: “Signore, il mio cuore è pronto!”.
Allora la santa schiera di nuovo intonò le lodi di Maria. Poi Maria stessa cantò: “Tutte le generazioni mi diranno beata, poiché l’Onnipotente ha in me operato cose mirabili!”
Infine con dolci note così pregò un celeste cantore: “Vieni sposa del Libano, vieni per essere incoronata!”.
E Maria rispose: “Ecco, io vengo perché di me è stato scritto che debba fare la tua volontà, o Signore, e il mio spirito esulta in te!”.
Così l’anima di Maria uscì dal corpo e fu accolta dalle braccia di Cristo, immune dal dolore come era stata immune dal peccato.
Disse poi il Signore agli apostoli: “Portate il corpo della madre mia nella valle di Giosafat e chiudetelo in un sepolcro nuovo che lì troverete: poi aspettate tre giorni il mio ritorno. (…).
Intanto l’anima di Maria ascendeva al cielo da cui volgevano i loro occhi i santi che erano rimasti in paradiso; si meravigliavano vedendo che lo stesso Signore portare un’anima sulle sue braccia e dicevano: “Chi è colei che giunge dal deserto del mondo alle celesti delizie, trasportata dal suo diletto?”.
Risposero i santi che l’accompagnavano: “È la più bella tra le figlie di Gerusalemme, ricolma di carità e di amore”.
Dopodiché la Vergine fu collocata sul trono della gloria alla destra di Gesù Cristo.
Gli apostoli videro che l’anima di Maria era di un tal candore che nessuna lingua umana riuscirebbe a descriverlo”.

6. Ti ringrazio di avermi dato l’opportunità di portare a conoscenza di molti visitatori quello che si è sempre narrato a proposito della Dormizione della Madonna.
Non è escluso che le cose sostanzialmente siano andate così, anche se la Chiesa non lo afferma e non lo può affermare.
In ogni caso la presenza degli apostoli che la Madonna avrebbe voluto accanto a sé sta ricordare che è stata assunta in cielo non semplicemente per se stessa, ma per tutti noi per essere avvocata nostra, segno di speranza per le nostre necessità e per la nostra condizione finale.
Augurandoti ogni bene per l’intercessione della Beata Vergine Maria, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo