Quesito

Padre,
ho rapporti con la mia ragazza, Lei dirà, problema comune….si ma ho dentro un senso di frustrazione che non riesco a domare. Prego giorno e notte che Dio mi aiuti perché una certa situazione non dipendente da me si sblocchi a che io possa sposarmi. Quello è il mio patrimonio e lo vorrei tanto: una famiglia. Amo la mia ragazza e lei mi ama, vogliamo una famiglia ma spesso cadiamo in peccato. Vorrei ma non sempre riesco a evitarlo. Ora, chiedo a Dio ma non so, per quanto mi faccio schifo, se merito il Suo aiuto e perdono. Insomma ho paura che sbaglio tutto e che non sia degno di pregare per un Suo aiuto. Insomma se pecco perché dovrebbe aiutarmi?
Ho paura e non sempre tanta forza. Se Dio non mi amasse più non mi importerebbe neanche di avere una famiglia.
Mi ama? Sono triste e frustrato. Preghi per me.
Grazie


Risposta del sacerdote

Carissimo,
mi dispiace di averti fatto attendere tanto. Ma alcune necessità me lo hanno impedito.

1. Il Signore ti ama sempre infinitamente e perdutamente.
Ma siamo noi che non ci lasciamo amare da Lui.
Il sole riscalda e illumina sempre. Non viene mai meno a questo compito, Ma noi possiamo ritirarci dalla sua presenza e privarci dei suoi benefici.
Così succede anche nei nostri rapporti con Dio.
Il peccato ci allontana da Lui, ci fa perdere la sua presenza, la sua grazia e tutti i benefici che ne derivano.
Nello stesso tempo ci mettiamo in balia dei demoni, i quali non aspettano altro.

2. Tu e la tua ragazza aiutatevi insieme ed esplicitamente a custodire in voi la presenza personale del Signore mediante la grazia, che è il massimo dei beni.
Non lasciatevi tentare dalla concupiscenza della carne.
Sapete bene che non è necessario compiere quei gesti per dirvi che vi volete bene.
Tanto più che quei gesti non esprimono un bene autentico: siete consapevoli di non appartenervi, di non possedervi ancora l’un l’altro in maniera definitiva e che non vi donate in totalità.
È come se in attesa di firmare il contratto d’acquisto di una casa, voi già vi entraste e vi comportaste come se fosse già vostra, facendo tutti i cambiamenti che volete.

3. Ripeto ancora: tenete per certo che la grazia di Dio è il bene in assoluto più grande tra voi.
La grazia di Dio porta nel vostro cuore la presenza di Dio, la presenza di Gesù: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui” (Gv 14,23).
Questa presenza è legata all’amore per Lui. Non però ad un amore fatto di vuote parole, ma che si concretizza nell’osservare la sua parola, i suoi comandamenti: “Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama” (Gv 14,21).

4. Quando si è in grazia si avverte questa presenza.
Questa dolcissima compagnia è la realtà più preziosa che possediamo, proprio come aveva già detto Davide nel salmo 63: “Poiché la tua grazia vale più della vita”.
Qualora si perdesse questo bene, si avverte il vuoto, l’amarezza.
Vale proprio la pena perderlo? E per così poco?
Qualora lo si perdesse, lo si deve ricuperare al più presto, attraverso un sincero pentimento, in attesa della confessione sacramentale.

5. Abituatevi fin d’ora ad essere casti.
Non lo potrete essere all’interno del matrimonio (nel matrimonio la castità consiste nel compiere gli atti coniugali secondo Dio, senza alcuna impurità) se non lo siete adesso. Nessuno virtù s’improvvisa come d’incanto.
I motivi per cui più di frequente le coppie si sfaldano deriva dal fatto che non sono capaci di amarsi, di volere l’una per l’altra il bene autentico.
L’impurità è legata al capriccio, all’immaturità, all’egoismo, al non sapersi comandare.

4. Anche se ti trovi nel peccato, non cessare di pregare.
Certo senti che non corrisponderebbe a verità una preghiera in cui dicessi: Signore, ti amo con tutto il cuore!…
Ma puoi pregare con preghiere penitenziali, come gridava il cieco di Gerico: Gesù figlio di Davide, abbi pietà di me.
Oppure anche con la preghiera del pubblicano che stando in fondo al tempio diceva: “Signore abbi pietà di me perché sono un peccatore”.
Oppure con quella del figliol prodigo: “Non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.

5. Una preghiera molto bella è anche quella del Santo Rosario. Con questa preghiera ti avvicini alla Madonna, che è il rifugio dei peccatori.
Quando sei nel peccato, sai che non meriti niente. Ma sai anche che c’è un rifugio dove i peccatori sono accolti. E questo rifugio è Maria. Lei ti prepara alla grazia del pentimento e della conversione.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo