Quesito

Salve,
la ringrazio per la rubrica che puntualmente cura sul sito.
Premetto che non sono un iconoclasta… infatti le motivazioni dei sedicenti evangelici fanno acqua da tutte le parti e l’apparente proibizione del decalogo di fare immagini e venerarla (ossia portare rispetto, stima e amore per ciò che essa rappresenta la quale si distingue dall’adorazione che significa riconoscerla un "dio" da cui dipende tutto e tantomeno da una superstizione) si scontra con altrettanti episodi biblici… quindi nel dubbio mi fido della Tradizione!
Tuttavia appunto perchè mi ritengo cattolico e credo nella Transustanziazione mi scontro con un dubbio forse solo formale. Vivo a Bologna dove appunto si venera la Madonna di S. Luca (peraltro non fatta dall’Evangelista perchè è di diversi secoli dopo… ma si sa gli antichi avevano un criterio di autenticità diverso dal nostro magari era sufficiente appartenere ad una scuola pittorica per attribuire la "firma" ad un autore illustre). Io provo amore e  rispetto per tale icona (a cui mi reco spesso e volentieri). Ma che senso ha andare davanti ad un quadro se mezzo metro avanti ho Gesù vivo e vero nelle specie eucaristiche? Ok rivolgersi alla Madonna (altro che le fesserie che dicono i protestanti… io credo nelle intercessioni… anche perchè credo che se anche Dio ci lascia liberi anche di rovinarci con le nostre mani penso che Maria pregherebbe Dio di non farci perdere almeno per non vedere vana la sofferenza che portò suo Figlio sulla croce) ma andare davanti ad un quadro… perchè? Tra le altre cose Maria rappresentata nell’icona "indica la via"… bene, la via dovrebbe essere quella chiusa nel tabernacolo o in un confessionale! (Che peraltro abbastanza frequentati nei santuari).
Insomma come vede non ci sto capendo niente!
Se mi fa l’accortezza di rispondermi celermente questa settimana l’Icona è in cattedrale (infatti per il resto dell’anno è su un colle vicino Bologna)… quindi potrei capitalizzare al massimo i suoi consigli.
Grazie dell’attenzione
Saluti e che Dio la benedica.
Gabriele


Risposta del sacerdote

Caro Gabriele,
1. ieri mattina mi sono trovato in una Cappella a pregare e il mio pensiero ricorreva di frequente a te, di cui avevo letto da poco l’email.
Vedevo il tabernacolo al centro dell’altare. Sono andato lì per adorare il Signore e per stare in comunione con Lui.
Sulla parete di fondo c’erano immagini di Santi e al centro un grande crocifisso.
In quella Cappella, prima del presbiterio, di lato c’è una statua della Madonna Immacolata su una colonna. La Madonna sembra guardare verso il basso, tenendo contemporaneamente le mani giunte vero l’alto.
Nella parete che circonda la zona dove si trova la statua dell’Immacolata si vedono nelle finestrelle degli angeli dipinti.

2. Nulla mi impediva di tenere il cuore unito al Signore.
Anzi mi pareva che il Signore mi presentasse tutte quelle figure come se volesse dirmi qualcosa.

3. Innanzitutto mi diceva che entrare in Comunione con Lui è la stessa cosa che entrare in comunione con tutta la Chiesa del Cielo (i Santi e gli Angeli) e di riflesso anche con tutta la Chiesa della terra.
Anzi, mi diceva che non c’è vera Comunione con Lui se non c’è contemporaneamente comunione con tutta la Chiesa del Cielo e con tutta la Chiesa della terra, nessuno escluso.
Pensavo: se ci fosse stato solo il tabernacolo forse non avrei avvertito il richiamo alle altre due comunioni.
Mi è venuta in mente poi una bella espressione che si usava per ricordare il significato delle icone: sono la Bibbia dei poveri.
Quando in passato la gente non sapeva leggere e scrivere e pertanto non poteva far uso delle Sacre Scritture, in compenso quando entrava in Chiesa trovava pareti, soffitto e vetrate affrescate.
La povera gente analfabeta leggeva la Bibbia guardandola.
Così pure la povera gente richiamava gli eventi centrali del Vangelo e li portava nella propria vita attraverso i misteri di Cristo contemplati nel santo Rosario.

4. Tornando a me, di fronte a quelle immagini che circondavano la parete di fondo (l’abside), ecco che cosa pensavo.
Vedendo il grande crocifisso ero colpito dal fatto che il Signore morente aveva il volto girato verso l’alto, in atteggiamento di parlare col Padre.
Ecco, mi dicevo: Gesù nel tabernacolo è qui vicino a me. Tiene il suo cuore vicino al mio e parla al Padre a mio favore e a favore di tutti gli uomini.

5. A destra del Crocifisso vedevo san Giuseppe, col bambino Gesù in braccio e con un giglio nell’altra mano.
Questa figura di san Giuseppe non mi distraeva dal tabernacolo e mi diceva: il Signore vuole che tu ti dedichi a Lui come mi sono dedicato io, che tu abbia intimità e familiarità con Lui come l’ho avuta io. Ma perché ci sia vera dedizione, vera intimità e familiarità è necessaria la purezza.
Dalla parte opposta di San Giuseppe vedevo San Giovanni Battista, nel suo atteggiamento austero. Attraverso quella figura mi pareva che Gesù dicesse: le anime le guadagni solo così, preparando la tua predicazione e la tua preghiera col sacrificio e la penitenza.

6. Tralascio per brevità le altre immagini per soffermarmi sulla statua della Madonna che guarda verso il basso, quasi alla nostra ricerca della nostra presenza e contemporaneamente tiene le mani congiunte verso l’alto.
Dal tabernacolo, dove il Signore prolunga il memoriale della sua passione, Gesù mi affidava a Maria. E Lei, attraverso quell’immagine, mi diceva che tiene sempre gli occhi rivolti verso di me e mi assicura la sua preghiera e il suo sostegno.
Attraverso l’immagine di Maria il Signore mi parlava e mi ricordava le parole dette dalla croce: “Donna ecco tuo figlio”, “figlio ecco tua Madre”. E così il mio dialogo col Signore diventava più ispirato alla Sacra Scrittura e più intenso.

7. La stessa cosa vale anche per te che in questi giorni ti trovi davanti all’immagine di Maria attribuita a San Luca a mezzo metro di distanza dal tabernacolo.
Il tuo dialogo è con Gesù, sai di essere alla sua presenza. E lui ti presenta sua Madre, che è lì con Lui. Ma poiché materialmente non la vedi, te la presenta attraverso l’immagine.

8. Quell’immagine, con la sua sola presenza, è testimone  della fede dei tuoi padri, che su quel colle hanno peregrinato a piedi facendo tantissima strada per invocare la sua intercessione in momenti pieni di preoccupazione, di trepidazione e di infermità gravissime.
Andavano a pregare, ma contenti di unire alla preghiera il sacrificio di camminare a piedi e in salita. Quel sacrificio era il segno del loro affetto, della loro speranza e davanti a tutti rendeva una bella testimonianza di fede.
Quell’immagine ti ricorda anche la strada fatta dai tuoi stessi padri in ringraziamento per i favori ottenuti.
Ti ricorda pure i voti e le speranze di tanti giovani come te, contenti di peregrinare al Santuario di Maria, lieti anch’essi di unire il sacrificio alla preghiera. E proprio questo li rendeva ulteriormente fiduciosi.

9. Venendo adesso all’immagine della Madonna di san Luca: puoi vedere una lunga mano di Maria che ti manda a Gesù, come per ricordarti le sue ultime parole registrate nel Vangelo: “Fate quello che Lui vi dirà”, e cioè vivete secondo i suoi insegnamenti.
E di rimando vedi Gesù che, anche per l’intercessione di sua Madre, stende tutto il suo braccio per benedire.
Stende tutto il suo braccio: vi mette tutta la sua onnipotenza divina.
Per benedire: la benedizione del Signore nella sacra Scrittura non è semplicemente un augurio, ma è un’effusione, una conservazione e una moltiplicazioni  di doni.

10. Gesù dal tabernacolo ti parla attraverso l’immagine della Madonna di San Luca.
Attraverso l’immagine ti dice parole che da solo non riusciresti a sentire, ravviva sentimenti di serenità e di fiducia che forse rimarrebbero soffocati dalla nostra poca fede.
E te ne vai consolato.
Ma è Gesù che fa tutto questo, quasi mettendosi da parte. È lui che ti riscalda il cuore. È lui che ti dice di non temere e che se ti accosti a Lui con i sentimenti di fede e di obbedienza ai suoi divini voleri stende sempre tutta la sua onnipotenza per benedirti.

11. Allora si capisce come mai quell’immagine sia diventata cara al popolo di Bologna, perché è come una grande e permanente Parola che il Signore dice, una Parola carica di amore, di grazia e di grazie, come lo sono le parole scritte nella Bibbia.
Vai dunque con fiducia. È il Signore che ti manda da quell’immagine perché tu senta la sua Parola.

12. Sicché dopo aver adorato il Signore nel Sacramento, dopo aver effuso il tuo animo davanti a quell’immagine e per mezzo di quell’immagine, torni infine, prima di andartene, di nuovo dal Signore nel Sacramento, ti genufletti e lo adori con un animo ancor più ricco di sentimenti, di affetti e di speranze.

Mi hai chiesto una certa urgenza nel risponderti. L’ho fatto, passando davanti ad altri che dovranno attendere un mese e forse anche due per ricevere da me una risposta.
Ti chiedo però di portarmi con te nelle varie peregrinazioni che farai presso quella cara immagine, dinanzi alla quale anch’io ho avuto la grazia di effondere il mio cuore e di sentire una presenza particolare.
A mia volta ti porto con me nella celebrazione della Santa Messa di questi giorni, ti ricordo al Signore e a Maria e di cuore ti benedico.
Padre Angelo