Quesito

Salve padre Angelo,
sono Alessandro, ho 2… anni e sto affrontando un periodo di conversione che coinvolge tutti gli aspetti della mia vita.
Tra le mie preghiere giornaliere, ci sono le preghiere di santa Brigida, da recitarsi per 12 anni, preghiere che ho iniziato casualmente il 26 agosto, giorno che ho scoperto essere sant’Alessandro. Premetto che credo nelle promesse annesse a questa pia pratica, tra cui c’è quella: "non andrai in Purgatorio".

Un giorno mentre pregavo mi è venuto in mente un fatto di cronaca irrisolto, un omicidio in cui nessuno ancora ha confessato e per cui gli occhi dei sospettati sembrano non avvertire alcun segno di conversione. Pertanto una domanda ha assalito la mia mente fino a gridare con forza: "perchè non chiedi al Signore di farti vivere comunque il Purgatorio che spetta per la tua condotta e rinunci al "Paradiso immediato" offrendo quelle sofferenze per la conversione e salvezza di quest’anima?"

La voce della mia mente diceva anche: "Se non lo fai, anteponi il tuo benessere alla salvezza di un’anima! Non si fa!"
In preda a palpitazioni ho detto: "Signore, se proprio vuoi, se proprio devi, se proprio questa cosa me la mandi Tu va bene, accetto di andare in Purgatorio affinchè quest’anima si salvi". Questa cosa l’ho detta perchè:
1. Mi sentivo "cattivo" se non accettavo;
2. Non posso rinunciare ad una richiesta di salvezza se è Lui che me lo chiede;
3. Nella speranza che non sia necessaria o non sia valida;
4. Nella speranza che l’attaccamento ai sacramenti (Eucarestia giornaliera, confessione ogni 20 giorni circa) potesse mitigare questo mio "Purgatorio".

Non so se questo "voto" sia valido (mi viene alla mente una domanda: perchè offrire le sofferenze del Purgatorio e non quelle della vita terrena? Veggenti e santi di ogni tempo descrivono le sofferenze del Purgatorio come molto peggiori a quelle della vita. I santi hanno offerto di soffrire in vita terrena, se fosse possibile andare in Purgatorio per salvare anime avrebbero accettato di fare anche questo. Io ben mi guardo da chiedere sofferenze in vita per paura del dolore, e poi chiedo quelle del Purgatorio pur pregando devotamente per anni per scamparne? Questo mi fa molto pensare.)
In questo turbinio di pensieri ho paura che questo "voto" sia valido, mi chiedo se venga dal Signore la sua ispirazione e credo che il confessore possa scioglierlo, ma il pensiero di scioglierlo se esso è valido mi fa pensare che ciò sia contrario al progetto di salvezza di Dio per quest’anima ed il pensiero di andare contro la Sua Volontà non mi fa essere apposto con la coscienza. Inoltre il ritrarsi, potrebbe essere addirittura peccato e peccato mortale?

Mi rendo conto che penso troppo, che sono scrupoloso, so che il Signore sta smussando anche questo.
La ringrazio del tempo che ha speso per me, delle sue risposte illuminanti, di questo impegno pastorale.
La metto nelle mie preghiere,
Alessandro


Risposta del sacerdote

Caro Alessandro,
1. il tuo voto è nullo perché nasce da una non sufficiente conoscenza del Purgatorio.
Il purgatorio non è semplicemente un luogo di pene, più o meno come il carcere, dove uno potrebbe (se si potesse) chiedere di rimanervi ancora un po’ per scontare la pena degli altri.
Il purgatorio è essenzialmente uno stato di purificazione.
Purificatasi, l’anima è pronta per entrare in Paradiso.
Se è purificata che senso avrebbe rimanere ancora in Purgatorio?
Tanto più che andando in Paradiso può finalmente pregare per coloro che sono in terra, come avviene per i Santi, i quali regnano insieme con Cristo.

 2. Essendo uno stato di purificazione ed essendo ormai fuori del tempo, in purgatorio non si può meritare. Ci si purifica per poter godere del merito acquisito sulla terra.
Per questo i maestri di vita spirituale sono tutti d’accoro nel dire che è più migliore il Purgatorio che si può fare di qua che quello che si fa di là. Di qua è purificatorio e meritorio, di là è soltanto purificatorio.

3. Pertanto se ti viene l’ispirazione di fare qualcosa perché qualcuno si converta non offrire il Purgatorio ultraterreno, ma comincia già fin d’ora a vivere e a fare penitenza per la salvezza e la conversione dei tuoi fratelli.
Prova a fare quello che consigliava San Francesco quando parlava della perfetta letizia con frate Lione.
Si legge nelle Fonti Francescane che frate Lione domandò : “«Padre, io ti priego dalla parte di Dio che tu mi dica dove è perfetta letizia».
E santo Francesco sì gli rispuose: «Quando noi saremo a Santa Maria degli Agnoli, così bagnati per la piova e agghiacciati per lo freddo e infangati di loto e afflitti di fame, e picchieremo la porta dello luogo, e ‘l portinaio verrà adirato e dirà: Chi siete voi? e noi diremo: Noi siamo due de’ vostri frati; e colui dirà: Voi non dite vero, anzi siete due ribaldi ch’andate ingannando il mondo e rubando le limosine de’ poveri; andate via; e non ci aprirà, e faracci stare di fuori alla neve e all’acqua, col freddo e colla fame infino alla notte; allora se noi tanta ingiuria e tanta crudeltà e tanti commiati sosterremo pazientemente sanza turbarcene e sanza mormorare di lui, e penseremo umilemente che quello portinaio veramente ci conosca, che
Iddio il fa parlare contra a noi; o frate Lione, iscrivi che qui è perfetta letizia”.
Allora il vero purgatorio, purificante, santificante e pieno di meriti è quello che si fa quando si accettano “pazientemente sanza turbarcene e sanza mormorare” i maltrattamenti che ci riserva il prossimo.

4. Circa la promessa legata alle orazioni di santa Brigida: posso dire che non si entra in Paradiso semplicemente perché si è fatto un tot di preghiere, ma perché la nostra anima è pulita, senza macchia.
Se le preghiere di Santa Brigida sono fatte bene, se trasformano la nostra vita, se ci portano a non offendere Dio neanche col peccato veniale, allora sì, ci meritano di entrare in Paradiso senza passare dal Purgatorio.
Ma se sono recitate meccanicamente, senza lasciare nulla nell’anima, se sono accompagnate da rancore verso il prossimo, dal non santificare la festa o da altri peccati, si può concludere che come si può andare all’inferno anche se qualche volta si è andati a Messa la domenica, così si può andare all’inferno anche se si sono recitate le preghiere di santa Brigida.
A meno che in virtù di quelle preghiere, recitato un tempo con fervore, Dio accordi all’estremo della vita una grazia straordinaria di pentimento dei propri peccati.

5. Ti ringrazio molto per avermi messo nelle tue preghiere.
Farò anch’io con te.
Intanto ti chiedo di proseguire il tuo bel cammino di vita cristiana, perché non c’è niente che piaccia tanto al Signore quanto la conversione dei nostri fratelli e fare qualche cosa per questa causa, che è stata il motivo della sua incarnazione, passione e morte.
Ti auguro ogni bene, ti saluto e ti benedico.
Padre Angelo