Quesito

Gentile Reverendo Padre Angelo Bellon
Anche riguardo alla schiavitù ho sentito dire cose simili. La Chiesa condanna nel suo Magistero attuale ogni forma di schiavitù (articolo 576 del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa e Gaudium et Spes, 41). Tuttavia viene detto che in passato non esisteva tale condanna e viene citato anche l’Istruzione del 20 giugno 1866 della Sacra Congregazione per il Sant’Uffizio in cui si afferma che: "La schiavitù, di per sé, non ripugna affatto né al diritto naturale né al diritto divino, e possono esserci molti giusti motivi di essa, secondo l’opinione di provati teologi e interpreti dei sacri canoni. Infatti, il possesso del padrone sullo schiavo, non è altro che il diritto di disporre in perpetuo dell’opera del servo, per le proprie comodità, le quali è giusto che un uomo fornisca ad un altro uomo.
(…) Ne consegue che non ripugna al diritto naturale né al diritto divino che il servo sia venduto, comprato, donato.
(…) Pertanto i cristiani… possono lecitamente comprare schiavi, o darli in pagamento di debiti o riceverli in dono, ogni volta che siano moralmente certi che quei servi non siano né stati sottratti al loro legittimo padrone né trascinati ingiustamente in schiavitù… perché non è lecito comprare, senza il permesso del proprietario, la roba altrui, sottratta con il furto…".
Anche qui come si conciliano i documenti? Se non è possibile una conciliazione se ne dovrebbe dedurre che uno è errato e non infallibile.
La ringrazio in anticipo della risposta e anche per il prezioso servizio che Lei fa a tutti gli utenti di Internet.
Sarò felice di ricordarla nelle mie preghiere.
Distinti Saluti.
Marchesini


Risposta del sacerdote

Caro Marchesini,
Oggi viviamo in uno stato di diritto e in uno stato sociale.
Ciò significa che lo stato si impegna a garantire i diritti di ogni persona e anche a garantire per ogni cittadino un certo livello minimo di reddito, consumi, assistenze, stile di vita.
In antico tutto questo non c’era. C’erano le persone libere e le persone schiave. Gli schiavi ricevevano protezione e assistenza dai loro padroni.
San Paolo stesso non obietta a Filemone sul regime di schiavitù. Era l’unico mezzo di sopravvivenza per i poveri. Gli chiede però di trattare Onesimo come fratello in Cristo. E qui troviamo in embrione ciò che porterà al superamento della società stratificata in classi e al superamento della schiavitù.

Ti ringrazio del quesito e delle preghiere, che ricambio volentieri.
Ti benedico.
Padre Angelo