Quesito

Salve Padre Angelo,
volevo chiedervi delucidazioni su un passo del Siracide. In particolare il verso 12,6: “Perché anche l’Altissimo odia i peccatori”.
Ci sono tanti passi in cui si vede l’Amore di Dio per i peccatori, come il suo desiderio che tutti si convertano e Gesù che diceva “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma gli ammalati. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. 
Vi ringrazio molto!


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. non bisogna estrapolare una frase dalla Sacra Scrittura senza prenderla nel suo contesto e senza tenere conto del genere letterario.
Il contesto del versetto che tu hai riportato è all’interno di un passo (perìcope) intitolato così: “A chi bisogna fare il bene”.

2. Nel testo poi si legge: “Nessun beneficio a chi si ostina nel male e a chi rifiuta di fare l’elemosina.
Fa’ doni all’uomo pio e non dare aiuto al peccatore.
Fa’ il bene al povero e non donare all’empio, rifiutagli il pane e non dargliene, perché egli non ne usi per dominarti; il male che ne avrai sarà doppio per tutti i benefici che gli avrai fatto.
Perché anche l’Altissimo detesta i peccatori e agli empi darà quello che meritano, li custodisce fino al giorno della vendetta.
Fa’ doni all’uomo buono e non dare aiuto al peccatore” (Sir 12,3-7).

3. L’autore sacro vuol dire che il bene va fatto con sani criteri di prudenza perché se si dona ai delinquenti, non si fa altro che alimentare la loro delinquenza a danno loro e a danno altrui.
Per questo nel testo riportato si insiste nel non dare l’elemosina ai peccatori.
Va data al povero, ma non all’empio.

4. L’espressione Dio odia i peccatori è una metonimia. Si tratta cioè di una figura retorica in cui si menziona la causa per indicare l’effetto.
Ciò significa che Dio odia il peccato.

5. Nello stesso tempo significa che Dio sottrae la sua grazia nel compimento del male. Il peccatore è lasciato a se stesso. È lui tutta la causa del male.
Ma ugualmente Dio continua ad amarlo infinitamente e gli dona tutte le grazie necessarie per potersi riscattare. Fa di tutto fino alla fine della sua vita per poterlo averlo con sé riscattato e santificato in paradiso.

6. Padre Giuseppe Girotti, che dalla Chiesa è stato proclamato beato e martire della carità, nel commento a questo passo della Scrittura scrive: “Chi dà ad una persona afflitta e incomodata dà a Dio, e da Dio ne riceve ricompensa; ma chi dà a vagabondi non serve perlopiù che a fomentare il commercio della mendicità”.

7. Poi soggiunge: “Basta che a queste persone si dia poco per allontanarle da sé e prevenire le loro mormorazione; ma bisogna esercitare la carità con una santa pienezza sopra i giusti e gli umili, che hanno imparato a sopportare la loro miseria con una pazienza veramente cristiana”.
Queste parole del beato padre Girotti fanno eco a quelle di San Tommaso: “Il peccatore non si deve soccorrere in quanto peccatore, cioè in modo da sostenerlo nel peccato: ma in quanto è un uomo, cioè per sostentarne la natura” (Somma teologica, II-II, 32, 9, ad 1).
Augurandoti ogni bene per il nuovo anno, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo