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Quesito

Caro Padre Angelo,
sono un giovane trentenne. Pur non avendo studiato teologia ho cercato di acquisire una formazione base sulla fede cristiana consultando pubblicazioni serie (tra l’altro leggo sempre volentieri la sua rubrica online).
Ebbene, oggi (domenica del Corpus Domini) sono stato a messa, e il sacerdote durante la predica ha detto alcune cose che non mi hanno convinto.
Per esempio ha detto che “il Corpo eucaristico (sic) sono le famiglie, anche esse infatti sono fragili come il pane”. Poi ha parlato della frase di San Paolo, che dice: “chi non riconosce il corpo di Cristo mangia la propria condanna”. Ha spiegato la frase dicendo che è condannato chi non riconosce il fratello. Poi ha affermato che il corpo eucaristico (sic) è la Chiesa e nel concludere la celebrazione ha detto letteralmente: “andate, portate a tutti l’Eucaristia”.
Ora io dopo la celebrazione sono andato da lui esponendo i miei dubbi e dicendo che il Corpo Eucaristico è il Corpo sotto le Specie Eucaristiche, e che la Chiesa è Corpo di Cristo perché essa è unita a Cristo ed è in Cristo tramite Spirito Santo, ma che essa non è Corpo Eucaristico, infatti la presenza “eucaristica” in noi dura finché le Specie non si dissolvono, mentre è lo Spirito Santo che continua a dimorare in noi, facendoci tempio dello Spirito Santo.
Il sacerdote mi ha sgridato e mi ha detto di smetterla di dire cose che ho letto su internet da qualche parte e che lui afferma solo quella che da sempre è la fede della Chiesa. Poi mi ha chiesto: sai chi è Cristo? E senza lasciarmi rispondere ha affermato (letteralmente): “Cristo è una persona umana segnata dallo Spirito Santo”. Ho ribattuto che nella persona di Cristo sono presenti due nature, quella umana e quella divina, ma il sacerdote mi ha detto di imparare qualcosa! Adesso sono un po’ confuso: ho sbagliato io? Cos’è il Corpo Eucaristico?
La ringrazio dell’attenzione e della sua risposta.
Cordiali saluti
Giuseppe

 


 

Risposta del sacerdote

Caro Giuseppe,
1. mi chiedi se hai sbagliato qualcosa.
Hai sbagliato, secondo me, solo il momento in cui hai fatto osservazione al sacerdote.
Tutto quello che hai detto invece è giusto.
Sarebbe stato opportuno che tu fossi andato dal sacerdote in un momento di calma, parlandogli a tu per tu, soprattutto al di fuori della presenza dei fedeli.
Prendendolo sul fatto hai toccato la sua suscettibilità sicché hai avuto come sua reazione una sgridata e un maltrattamento.

2. Gli errori, tra cui un’autentica eresia, invece li ha fatto lui.
A cominciare dall’affermazione su Gesù Cristo definito come “persona umana segnata dallo Spirito Santo”.
Ma persona umana segnata dallo Spirito Santo è qualunque persona che viva con impegno la propria vita cristiana.
Con la Confermazione non siamo forse persone che hanno ricevuto il sigillo dello Spirito Santo?

3. Secondo quel sacerdote Gesù non sarebbe Dio che si è fatto carne, contrariamente a quanto dice il Prologo del Vangelo di Giovanni: “Et Verbum caro factum est” (Il Verbo si è fatto carne, Gv 1,14).
E con questo viene a negare tante altre verità di fede, a partire dalla Madonna che non sarebbe più Madre di Dio, né si potrebbe più parlare della istituzione divina della Chiesa  e dei suoi sacramenti.
Penso che quel sacerdote abbia detto uno sproposito del genere perché irritato dalle tue osservazioni.
Forse vedendoti arrivare in sacrestia pensava che tu fossi andato a fargli dei complimenti per la sua omelia e per la sua originalità, come talvolta succede.

4. Ma anche confuso perché annebbiato dal suo amor proprio ferito non  poteva dire una cosa del genere.
La persona di Gesù non è una persona umana, ma divina.
Gesù è Dio che ha assunto una natura umana.
Eppure quel sacerdote in ogni Messa ripete forte la seguente affermazione: “Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con Te, nell’unità dello Spirito Santo”.
Non dice: “Per il nostro Signore Gesù Cristo, che è uomo, e vive e regna con te…”.
Se fosse proprio convinto che Gesù sia solo una persona umana segnata dallo Spirito Santo per coerenza dovrebbe cambiare le parole finali dell’orazione e dire forte: “Per il nostro Signore Gesù Cristo che è uomo segnato dallo Spirito Santo”.
Se così facesse sa benissimo che chi di dovere gli chiederebbe di ritrattare pena la sospensione a divinis.

5. Venendo alle altre affermazioni: come ad esempio “il Corpo eucaristico (sic) sono le famiglie, anche esse infatti sono fragili come il pane” chiedigli se davanti ad una famiglia – composta di persone umane – è disposto a dare il culto di latria, e cioè di adorazione, che si dà solo a Dio.
Ciò che il sacerdote in questione chiama il corpo eucaristico – se per eucaristia s’intende la frazione del pane, il rendimento di grazie, il memoriale della morte del Signore (tutte espressioni equivalenti che si trovano nella Sacra Scrittura) è quanto San Paolo chiama “il corpo del Signore” (1 Cor 11,29) e “il corpo e il sangue del Signore” (1 Cor 11,27).
Giustamente è stato sottolineato che l’espressione corpo del Signore sta per la persona del Signore.
La Chiesa non è il corpo eucaristico di Cristo, né la famiglia che giustamente è stata definita “chiesa domestica”, può essere detta corpo eucaristico.

6. La Chiesa è invece il Corpo mistico di Cristo e la famiglia ne è cellula vitale.
Mistico significa che è una realtà nascosta di ordine soprannaturale. È una realtà che da Cristo riceve tutto quello che ha.
Ma rimane sempre una grande differenza tra Cristo e la Chiesa perché ciò che Cristo è per natura (“in lui abita tutta la pienezza della divinità”, Col 2,9) la Chiesa lo è per partecipazione, per grazia.
A Cristo la Chiesa tributa il culto di latria, come si è detto, ma non attribuisce tale culto alla Chiesa, neanche a quella celeste.
Quando a Listra San Paolo ha compiuto un miracolo e la gente disse “Gli dèi sono scesi tra noi in figura umana! E chiamavano Bàrnaba «Zeus» e Paolo «Hermes»,” (At 14,11-12) questi due apostoli risposero: “Uomini, perché fate questo? Anche noi siamo esseri umani, mortali come voi” (At 14,15).
Inoltre giustamente hai fatto osservare che la presenza “eucaristica” è quella legata alla specie del pane. Svanito il pane, svanisce la presenza dell’Eucaristia.

7. Infine in riferimento all’affermazione di San Paolo “chi non riconosce il corpo di Cristo mangia la propria condanna” è vero che in quel caso viene applicato ad una mancanza di carità: gli uni infatti mangiavano che non ne potevano più e altri in quella medesima cena pativano la fame.
Ma questo giudizio San Paolo lo ricava dal principio più generale poco prima esposto: “Chiunque mangia il pane o beve al calice del Signore in modo indegno, sarà colpevole verso il corpo e il sangue del Signore” (1 Cor 11,27).
In tante maniere si può mangiare indegnamente il pane o bere al calice del Signore.
Quella menzionata da San Paolo in 1 Cor 11 è una, ma non è l’unica.

8. Ce ne sono tante altre, come quelle legate ai peccati carnali come dice sempre San Paolo: “Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai!
Non sapete che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due – è detto – diventeranno una sola carne!
Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.
State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo.
Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi”(1 Cor 6,15-19).

9. E ci sono anche tutte quelle che rendono indegni di là della comunione con Dio nella vita eterna e di qua rendono indegni dell’Eucaristia che ne è l’inizio: “Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio” (1 Cor 6,9-10).

Ti assicuro il ricordo nella preghiera perché il Signore ti conforti per il maltrattamento ricevuto e ti dia la forza di essergli testimone sempre e dovunque.
Ti auguro ogni bene e ti benedico.
Padre Angelo