Quesito

Buongiorno Padre,
Prima di tutto vorrei ringraziare Lei e tutta la comunità di Amici Domenicani che mette a disposizione questo splendido servizio a cui possiamo rivolgerci per poter leggere le Sue puntuali risposte. Quando ho un qualsiasi dubbio il vostro sito è una garanzia per avere delucidazioni.
Ecco le domande a cui gentilmente chiederei una risposta:
1) in 2 Samuele 24:1 si legge che Dio ordinò a Davide di fare il censimento di Israele, però nei versetti successivi sta scritto che Davide peccò facendo questo ed è costretto ad una penitenza dal Signore. Perché Dio prima ordina una cosa e poi la condanna? Io parto dal presupposto che ciò che fa Dio è giusto, a luce di questo come si può spiegare questo passo? In più aggiungo ancora un’altra perplessità: in 1 Cronache 21:1 c’è scritto che è invece satana ad aver ordinato quel censimento. Come mai questa incongruenza tra i due testi? C’è una spiegazione?
2) ho letto in questo sito: 
che nel Libro di Geremia sarebbe usato un cifrario (il cosiddetto cifrario atbash, inventato dagli antichi ebrei) per scrivere il nome di alcune città. Ad esempio erano cifrate le parole “Babilonia” e “Caldei”. È vero quanto ho letto? Se sì, come mai il Profeta ha utilizzato un cifrario? Che funzione ha? Si può incontrare in altri passaggi delle Sacre Scritture?
Concludo con una domanda più personale che non riguarda le Sacre Scritture. Sono solito pregare in momenti stabiliti della giornata (faccio bene?), capita però che in questi momenti non abbia voglia di pregare ma nonostante questo prego lo stesso per non “offendere” il Signore, ma come è evidente fare le cose svogliatamente non è la miglior cosa. Come devo comportarmi in questi casi? Come posso combattere questa “pigrizia”?
La ringrazio veramente tanto per le risposte che gentilmente mi saprà dare, La ricordo nella mia personale e umile preghiera e Le auguro una buona giornata.
L.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. per la prima questione è opportuno riportare i testi della Scrittura.
In 2 Sam 24,1 si legge: “L’ira del Signore si accese di nuovo contro Israele e incitò Davide contro il popolo in questo modo: «Su, fa’ il censimento d’Israele e di Giuda»”.
Poco dopo si legge: “Ma dopo che ebbe contato il popolo, il cuore di Davide gli fece sentire il rimorso ed egli disse al Signore: «Ho peccato molto per quanto ho fatto; ti prego, Signore, togli la colpa del tuo servo, poiché io ho commesso una grande stoltezza»” (2 Sam 24,10).
In 1 Cr 21,1: “Satana insorse contro Israele e incitò Davide a censire Israele”.

2. Il fatto che Davide consideri il compimento del censimento come un peccato rende ragione di ciò che si legge nel primo libro delle Cronache. In realtà fu Satana ad incitare Davide a fare il censimento.
La Bibbia di Gerusalemme commenta 2 Cr 24,1: “La mentalità religiosa dell’Antico Israele riferiva tutto a Dio come causa prima. (Per questo) l’autore del libro delle Cronache ha sostituito Dio con Satana.
Allora un censimento era considerato un empietà, in quanto ledeva le prerogative di Dio perché è lui che tiene i registri di coloro che devono vivere o morire (Es 32,32-33;  cf. Es 30,12)”.

3. Analogo commento viene fatto da Marco Sales il quale scrive: “Il fatto viene descritto con nuovi particolari anche in 1 Cr 21,1-27.
Davide si lascia dominare dalla superbia e viene meno alla fiducia in Dio, e perciò è punito severamente. (…).
La Scrittura attribuisce spesso immediatamente a Dio ciò che egli solo permette. Nel caso Dio non eccitò Davide al peccato, ma col provarlo permise al demonio di tentarlo come si legge in 1 Cr 21,1.

4. A commento di 1 Cr 21,1 la Bibbia di Gerusalemme scrive: “L’autore delle Cronache attribuisce a Satana (Gb 1,6), secondo una tipologia più evoluta, ciò che 2 Sam riferiva alla collera del Signore come causa prima.

5. A proposito dell’Atbash sappiamo che si tratta di un crittogramma, e cioè di un artifizio letterario che inverti le lettere di una parola secondo criteri ben precisi.
Effettivamente l’atbash si trova due volte in Geremia: 51,41 e 25,26.
Gli autori convengono nel dire che non si sa come mai appaia in questi due passi di Geremia (cf. J. McKenzie, Dizionario biblico).
Il biblista domenicano Giuseppe Vittonatto nel commentario biblico iniziato da Marco Sales e proseguito da Giuseppe Girotti definisce “fantasiose o aleatorie” le interpretazioni che qualcuno ha cercato di dare.

6. A proposito dell’ultima domanda che c’è più personale: fai bene a programmare alcuni momenti della giornata destinandoli alla preghiera.
Non c’è da stupirsi di questo perché ci comportiamo in tal modo anche per tante altre azioni.
La prudenza suggerisce di fare così per evitare di lasciarsi andare in balia dei sentimenti o degli eventi.
Aristotele, l’antico filosofo greco, diceva che “sapientis est ordinare”, è proprio una persona sapiente mettere ordine tra le cose.

7. Ora capita per la preghiera ciò che avviene per altre azioni di un’importanza analoga, come ad esempio cibarsi in determinati orari. Talvolta si mangia per forza senza averne voglia, perché diversamente verrebbero meno le energie. Capita poi sovente che l’appetito venga mangiando.
Così come pur cibandosi in determinati orari, talvolta capita che si senta l’esigenza di mangiare qualcosa fuori pasto perché ci si sente sfiniti.
Così ugualmente, pur pregando in determinati orari, talvolta si sente l’esigenza di raccogliersi ulteriormente in preghiera.
Con l’augurio di progredire sempre più nella conoscenza delle Scritture come stai già facendo, ti benedico e ti ricordo volentieri nella preghiera.
Padre Angelo