Quesito

Caro Padre,
visto che tanti stati legiferano a favore del matrimonio tra omosessuali e che anche i cristiani saranno costretti a dire che queste pratiche sono normali e vanno rispettate quanto quelle che mettono al mondo un figlio, e visto che i peccati di omosessualità gridano vendetta al cospetto di Dio, non c’è il rischio che l’uomo stia incorrendo in questo momento di suscitare l’ira di Dio?


Risposta del sacerdote

Carissimo,
premetto alcuni principi generali:
1. nessuna legge umana può costringere a rinnegare dati della ragione e della fede.

2. Il rispetto per le persone omosessuali non è in discussione.

3. Tutti devono essere sempre rispettati, anche quando hanno idee sbagliate.

4. Ma questo non significa che si debbano condividere le opinioni degli altri, soprattutto se sbagliate.
Anche le leggi di uno stato o di un parlamento possono essere sbagliate.

5. Di qui ecco le conseguenze: qualora venisse imposta una legislazione favorevole ai matrimoni gay, salvo il rispetto per tutti, ognuno rimane libero di pensare come vuole.
Soprattutto ha il dovere di chiamare ogni cosa col suo nome.

6. Sulla domanda concreta che mi hai posto c’è da dire che certamente andare avanti per questa china non attira la benevolenza divina su una collettività.
Tu mi chiedi se non si stia suscitando l’ira di Dio…
A questo proposito va detto che l’espressione “gridare vendetta al cospetto di Dio” o “gridare verso il cielo” è un linguaggio antropomorfico e sta ad indicare un grave disordine sociale.
Non vuole dire affatto che Dio si volga contro l’uomo e lo voglia distruggere.
È sempre l’uomo che si distrugge con le proprie mani e anche con le proprie leggi.

7. Certo la benedizione di Dio su una collettività è indispensabile per il suo progresso e la sua pace.
Dio è sempre disposto a benedire. La sua natura è “amore” (1 Gv 4,8), vuole benedire con tutta la sua forza e non può non benedire.
Ma può succedere che una collettività, come del resto avviene per i singoli, possa neutralizzare la benedizione divina su di sé e che si renda incapace di riceverla, come chi chiude le imposte della finestra impedisce alla luce di entrarvi e rimane all’oscuro e nell’umidità.
Con tutto quello che a lungo andare ne segue, se non vi si mette mano.

Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo