Quesito

Caro Padre Angelo,
nella mia famiglia nessuno viene a messa e quindi sono solo la Domenica nella mia parrocchia  ad andarci.
Mia moglie ha smesso di venirci così come le mie due figlie;una di 23 e l’altra di 18 anni. Mi domando e le domando cosa devo e posso fare in concreto per cambiare questa situazione?
Una domanda ancora: So che la chiesa ufficialmente sostiene che l’inferno esiste e che ci va chi ha rifiutato Dio fino all’ultimo istante; ma mi domando e se Dio cambiasse qualcosa alla fine dei tempi ed eliminasse l’inferno?
Penso che l’inferno lo abbiano creato i diavoli ma se Dio vuole eliminare un luogo di tormento eterno dove ci sono le sue creature (l’uomo e la donna) chi può impedirglielo? Il mio pensiero nasce dal fatto che credo che per invidia all’uomo e al progetto di Dio, i demoni abbiano creato l’inferno ma che Dio possa con una sua decisione nuova cambiare tutto.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. per la prima domanda credo che le parole non servano più.
Le avrai provate in tutti i modi.
Quando una persona che prima praticava ad un certo momento smette, dobbiamo pensare due cose: o che precedentemente praticasse pro forma, senza alcun vissuto interiore; oppure che si sia introdotto qualche cosa nella sua vita che abbia spento il gusto delle cose di Dio.

2. Quando si vive abitualmente nel peccato mortale non si gode più del possesso di Dio. E proprio perché il possesso non c’è.
Allora è facile ridurre Dio ad un’idea, a qualche cosa di astratto, che non si rinnega, ma non incide nella nostra vita.

3. Che fare a questo punto?
Giovanni XXIII nell’enciclica Sacerdotii nostri primordia lo dice ricordando quanto faceva il santo Curato d’Ars: “Sull’esempio degli apostoli di tutti i tempi, egli vedeva nella croce il grande mezzo soprannaturale per cooperare alla salvezza delle anime che gli erano
affidate. Senza lamentarsi soffriva per esse le calunnie, le incomprensioni, le contraddizioni; per esse accettò il vero martirio fisico e morale d’una presenza quasi ininterrotta al confessionale, ogni giorno, per trent’anni; per esse lottò come atleta del Signore contro le potenze infernali; per esse mortifico il suo corpo.
Ed è ben nota la risposta data a un confratello che si lamentava per la poca efficacia del suo ministero: «Voi avete pregato, avete pianto, gemuto e sospirato. Ma avete voi digiunato, avete vegliato, vi siete coricato per terra, vi siete data la disciplina? Finché non sarete giunto a questo, non crediate d’aver fatto tutto»” (Sacerdotii nostri primordia, n. 43).

4. Di queste vie era convinta anche Santa Teresina del Bambin Gesù la quale nella Storia di un’Anima trascrive così la sua esperienza: “Ah, preghiera e sacrificio formano tutta la mia forza, sono le armi invincibili che Gesù mi ha date, toccano le anime ben più che i discorsi, ne ho fatto esperienza spesso” (Storia di un’Anima, 315).
Ecco dunque che cosa fare.

5. Il Santo Curato d’Ars aggiunge che ciò che costa è il solo il primo passo.
Poi ci si prende gusto.
Allora coraggio: forse anche a te manca solo di fare il primo passo e di passare dalle parole ai fatti.

6. Per la seconda domanda: se l’inferno fosse come se lo immaginano in tanti e cioè un luogo dove Dio manda alcune persone per punirle, beh, allora sarebbe legittimo pensare quello che pensi tu. Dio potrebbe cambiare idea e distruggere l’inferno.
Ma l’inferno non è questo.

7. Per rispondere alla tua domanda (se Dio possa distruggere l’inferno) è necessario tenere presente alcune cose:
Dio non ha creato l’inferno;
Dio non manda nessuno all’inferno;
Dio vuole che tutti gli uomini si salvino;
Dio fa di tutto sino alla fine perché nessuno rifiuti di amarlo e di possederlo;
Dio non può far violenza ad una persona e costringerla ad amarlo, perché non c’è amore senza libertà.
Essere costretti ad amare senza alcuna partecipazione interiore, anzi rifiutandola, questo, sì, sarebbe un inferno.
L’inferno è lo stato in cui si trova chi liberamente ha rifiutato Dio. È un autocastigo, costruito con le proprie azioni.

8. Inoltre: chi si trova all’inferno è nell’eternità.
E proprio per questo non ha a propria disposizione un altro istante per il quale si possa redimere.
Questo è il motivo per cui per gli Angeli non c’è stata redenzione. Perché è impossibile.

9. Tutto questo conduce a non prenderci gioco di Dio, dei suoi sacramenti e della sua misericordia.
Gesù con tanta insistenza, quale non si trova in nessun’altra pagina della Sacra Scrittura, parla del rischio di perdersi eternamente: “Che giova infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima?
E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima?” (Mt 8,36-37).
E ancora: “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà” (Mt 24,42-44).

10. Nello stesso tempo ci avverte sulla necessità di conservarci in grazia, con l’abito nuziale: “Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l’abito nuziale, gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti»” (Mt 22,11-14).
Senza dire di molti altri passi, come la parabola delle vergini stolte e delle vergini sagge per le quali la porta rimase chiusa nonostante la loro ultima insistenza: “Più tardi arrivarono anche le altre cinque e si misero a gridare: – Signore, signore, aprici! Ma egli rispose: – Non so proprio chi siete.
State svegli, dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (Mt 25,11-13).

Ti ricordo al Signore e con te ricordo i tuoi famigliari .
Vi benedico.
Padre Angelo