Quesito

caro padre Angelo,
sono G., il ragazzo che era tormentato dagli scrupoli e che lei ha aiutato senza pubblicare per riservatezza le mail che le avevo scritto. Innanzitutto le auguro una buona Pasqua!
Sono molto felice di dirle che sto facendo molti progressi, grazie ad un’ obbedienza più stretta e fedele al confessore (la cosa più importante per guarire), alla preghiera intensa (rosario quotidiano), alla Santa Comunione, alla direzione spirituale costante e grazie anche agli scritti di Sant’Alfonso Liguori sulla cura degli scrupoli e a quelli di Santa Teresina, che tratta questo argomento in varie sue lettere. A tutto questo aggiungo uno studio costante (sono studente di Fisica) ma non troppo oppressivo e lo svago sano in allegria con gli amici. Gesù e Maria sono sempre più una presenza costante e amorevolissima nella mia vita, e comincio a rendermi conto di quanto Dio sia un papà meraviglioso per me. In questo voglio ringraziare anche lei per la pazienza e l’assistenza spirituale che mi ha gentilmente fornito. Grazie di cuore! Spero che queste mie poche righe possano essere d’aiuto per altre persone che soffrono la malattia spirituale degli scrupoli.
Si ricordi di me nelle sue preghiere!anche io pregherò un po per lei!
Un saluto in Gesù e Maria!    
G.


Risposta del sacerdote

Caro G.,
1. sei stato guarito – mi auguro per sempre – dalla noiosissima e mortificante malattia degli scrupoli.
 Sei stato guarito a motivo – certo – della tua buona volontà che si è manifestata nell’obbedienza. E poi con l’aiuto del Signore.

2. La tua buona volontà si è manifestata nell’“obbedienza più stretta e fedele al confessore”, che è sempre stato lo stesso.
Uno degli errori più gravi degli scrupolosi è quello di vagare da un confessore all’altro, di confessarsi magari nella stessa giornata prima da uno e poi dall’altro, senza dire – iniziando la confessione – da quanto tempo non si confessano per non suscitare l’impazienza del confessore e oppure dicendo “mi sono confessato che non è molto”. Il confessore pensa una settimana, invece loro nel proprio cuore pensano ad un’ora.
Vagano da un confessore all’altro in cerca di requie, ma non la trovano.
La pace invece si trova nell’obbedienza, in quell’obbedienza di cui Dante ha scritto: “E ‘‘n la sua volontade è nostra pace” (Paradiso, canto III, 85).
Giovanni Paolo I aveva detto che questo è il più bel versetto della Divina Commedia.

3. Santa Faustina Kowalska dice che tre cose giovano a trarre molto profitto dalla confessione: la prima è la totale e sincera apertura d’animo, la seconda è l’umiltà, la terza è l’obbedienza.
Ed ecco che cosa dice a tal proposito: “La terza parola è l’obbedienza. Un’anima disobbediente non riporterà alcuna vittoria, anche se fosse Gesù stesso a confessarla direttamente. Il confessore più esperto non può essere di alcun aiuto ad una tale anima. Un’anima disobbediente si espone a grandi sventure e non progredirà affatto nella perfezione e non se la caverà nella vita spirituale. Iddio ricolma di grazia nel modo più abbondante le anime, ma le anime obbedienti” (Diario, 113).

4. Un giorno si è sentita dire dal Signore queste parole. “Oggi il Signore mi ha detto: «Figlia, quando ti accosti alla santa confessione, a questa sorgente della Mia Misericordia, scendono sempre sulla tua anima il Mio Sangue ed Acqua, che uscirono dal Mio Cuore e nobilitano la tua anima. Ogni volta che vai alla santa confessione immergiti tutta nella Mia Misericordia con grande fiducia, in modo che io possa versare sulla tua anima l’abbondanza delle Mie grazie. Quando vai alla confessione, sappi che Io stesso ti aspetto in confessionale, Mi copro soltanto dietro il sacerdote, ma sono Io che opero nell’anima. Lì la miseria dell’anima s’incontra col Dio della Misericordia. Dì alle anime che da questa sorgente della Misericordia possono attingere le grazie unicamente col recipiente della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande, la Mia generosità non avrà limiti. I rivoli della Mia grazia inondano le anime umili. I superbi sono sempre nell’indigenza e nella miseria, poiché la Mia grazia si allontana da loro e va verso le anime umili» (Diario, 1602; 13.2.1038).

5. Nell’obbedienza si permette alla grazia di Dio di operare.
Il Signore ha operato in te attraverso i sacramenti che sono eventi di salvezza, ma anche attraverso la preghiera e in particolar modo attraverso il Rosario quotidiano.
Mi ricordi anche alcune buone letture che hai fatto e che ti hanno aiutato, come quella di Santa Teresina del Bambin Gesù che da ragazza fu colpita dagli scrupoli.
Ecco come si è comportata la nostra Santa. Ne aveva informato Maria, la sorella maggiore, che per lei rimasta orfana di madre era come una seconda mamma.
A lei prestava totale obbedienza su questo punto.
“Così avevo realmente Maria sola, ella mi era indispensabile, dicevo i miei scrupoli unicamente a lei, ed ero tanto obbediente che il mio confessore non ha conosciuto mai la mia brutta malattia; gli dicevo soltanto il numero di peccati che Maria mi aveva permesso di confessare, non uno di più, e in tal modo avrei potuto passare per l’anima meno scrupolosa della terra, nonostante che lo fossi all’ultimo grado” (Storia di un’anima, 121).

6. Ma la liberazione avvenne per grazia e all’improvviso.
Maria era entrata al Carmelo per consacrarsi al Signore e lei era rimasta sola con i suoi scrupoli. Che fare?
Ebbe un’ispirazione dall’alto e subito l’accolse.
Scrive: “Quando Maria entrò nel Carmelo ero ancora molto scrupolosa. Non potendo più confidarmi con lei, guardai verso il Cielo.
Mi rivolsi ai quattro angeli che mi avevano preceduta lassù, perché pensavo che quelle anime innocenti non avendo mai conosciuto turbamenti né timori, dovevano aver pietà della loro sorellina la quale soffriva sulla terra. Parlai loro con semplicità di bambina, feci notare che, essendo l’ultima della famiglia, ero stata sempre la più amata, la più colmata di tenerezza da parte delle sorelle; che se fossero rimasti essi sulla terra, mi avrebbero certamente dato altrettante prove di affetto… La loro partenza per il Cielo non mi pareva una buona ragione per dimenticarmi, anzi, trovandosi essi a potere attingere dai tesori divini, dovevano prendere per me la pace, e dimostrarmi così che in Cielo si sa ancora amare!
La risposta non si fece attendere, ben presto la pace inondò l’anima mia con le sue acque deliziose, e capii che, se ero amata sulla terra, lo ero anche nel Cielo…” (Storia di un’anima, 131).

7. Per tutti la liberazione viene solo dal Signore
E si realizza se trova in noi un animo disposto ad obbedirgli.
Auguro ai visitatori che fossero affetti da scrupoli (ce ne sono tanti, purtroppo!) di essere obbedienti e di supplicare incessantemente il Cielo, compresi i quattro fratellini Santi di santa Teresina).
Che tutti possano dire: “In poco tempo il Signore aveva saputo trarmi fuori dal circolo angusto entro il quale mi dibattevo senza sapere come uscirne. (…). Liberato dagli scrupoli, dalla sensibilità eccessiva, lo spirito mio si sviluppò” (Storia di un’anima, 137)!
Sì, gli scrupoli tengono legati, impediscono lo sviluppo spirituale e di spiccare il volo verso l’unione permanente con Dio.
Sono un inganno del maligno. Da essi ci si libera in fretta nell’obbedienza e nel ricorso al Cielo.

Ti ringrazio di quanto mi hai scritto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo