Quesito

Caro Padre Angelo,
innanzitutto la voglio ringraziare per l’enorme impegno e dedizione che ci mette nel rispondere in maniera illuminante alle numerose domande che le fanno.
Volevo ricevere anche io dei chiarimenti a proposito di un dubbio che mi è sorto dopo aver letto Giosuè 5,13-15 e Numeri 22,31.
Nel primo caso, Giosuè obbedisce all’ordine di togliersi i calzari di un certo “capo degli eserciti del Signore” e addirittura si prostra a terra, rivolgendosi a lui come “Signore”.
Nel secondo invece, si fa riferimento (e non mi sembra nemmeno l’unica volta) a un certo Angelo del Signore. Gli Angeli nella Bibbia hanno sempre rifiutato di essere adorati, in quanto questa è una pratica da rivolgersi strettamente a Dio, ma in più occasioni è successo che l'”Angelo del Signore” non solo ha accettato la cosa, ma sembra essersi comportato da Dio stesso.
Cercando su Internet, ho colto varie teorie tra cui spicca quella per cui l’Angelo del Signore e il Capo degli eserciti apparso a Giosuè siano una forma di Cristo pre-incarnato. È possibile una cosa del genere? Gesù prima di incarnarsi nel seno di Maria nell’anno 0, era già stato generato dal Padre e agiva per suo conto anche prima?
La ringrazio in anticipo, la benedico e la ricordo al Signore,
Maryam


Risposta del sacerdote

Cara Maryam,
1. scrive la Bibbia di Gerusalemme: “Nei testi antichi dell’Antico Testamento l’angelo di Dio non è ancora chiaramente un angelo creato distinto da Dio, ma sembra che non sia altro che un modo di parlare di Dio in quanto egli si manifesta” (cfr. nota a Gn 16,7).

2. Galbiati – Piazza dicono che qui “forse si tratta di un antico espediente letterario per esprimere la trascendenza di Dio col dargli un nome differente, quando rende visibile la sua presenza” (cfr. Dizionario enciclopedico della Bibbia, voce: Angelo).

3. In maniera ancor più precisa scrive Marco Sales: “Questa espressione talvolta significa Dio stesso in quanto si rivela e si manifesta e tal altra indica un angelo propriamente detto in quanto è mandato da Dio. Si deve quindi guardare al contesto per conoscere in quale senso essa venga usata” (Commento a Gn 16,7).

4. Passiamo ora a considerare il riferimento che hai fatto a Giosuè.
Ecco il testo per intero: “Quando fu presso Gerico, Giosuè alzò gli occhi e vide un uomo in piedi davanti a sé, che aveva in mano una spada sguainata. Giosuè si diresse verso di lui e gli chiese: «Tu sei dei nostri o dei nostri nemici?». Rispose: «No, io sono il capo dell’esercito del Signore. Giungo proprio ora». Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: «Che ha da dire il mio signore al suo servo?». Rispose il capo dell’esercito del Signore a Giosuè: «Togliti i sandali dai tuoi piedi, perché il luogo sul quale tu stai è santo». Giosuè così fece” (Gs 5,13-15).
“Qui – osserva la Bibbia di Gerusalemme – Dio manifesta la sua presenza come capo dell’esercito; indica che lui solo è all’opera nella conquista della città”.

5. L’interpretazione secondo cui in questi passi l’angelo di Dio sia Dio stesso che si manifesta e che in questo sia prefigurazione dell’incarnazione del Verbo è esatta. Gesù in quanto Dio agisce ab aeterno.

6. In altri passi dell’Antico Testamento l’angelo appare distinto da Dio. È un angelo custode.
Così in Esodo 23,20-23: “Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari. Quando il mio angelo camminerà alla tua testa e ti farà entrare…”.

7. A proposito di questo angelo Marco Sales annota: “Non si tratta di un angelo qualunque, ma dell’angelo dell’alleanza che rappresentava il Verbo di Dio redentore. Quest’angelo fu il condottiero di Israele nel pellegrinaggio verso la Palestina”.
Qui l’angelo compare come custode di un popolo.
In Daniele Michele “uno dei principi supremi” (Dn 10,13) “è l’angelo protettore del popolo di Dio” (Bibbia di Gerusalemme).

8. In Tobia gli angeli sono creature distinte da Dio, membri della sua corte celeste. Raffaele viene dato come compagno di viaggio e custode di Tobia.
Gli angeli in molti passi dell’Antico Testamento sono chiamati “i figli di Dio”, come si legge in Giobbe 1,6: “Ora, un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore”.
Costituiscono l’esercito del cielo come si legge in 1 Re 22,19: “Michea disse: «Perciò, ascolta la parola del Signore. Io ho visto il Signore seduto sul trono; tutto l’esercito del cielo gli stava intorno, a destra e a sinistra»”.

9. Nel Nuovo Testamento gli angeli appaiono sempre come creature di Dio.
Gesù Cristo li presenta anche nella loro missione di custodi come emerge in Mt 18,10: “Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli”.
Qui la Bibbia di Gerusalemme annota: “vedono sempre la faccia: espressione biblica che designa la presenza dei cortigiani davanti al loro sovrano”.

10. Marco Sales: “La dottrina degli angeli custodi si trova già accennata nell’Antico Testamento (Sal 91,10: “Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie”) ed era comunemente ammessa al tempo di Gesù”.
Gesù dice infatti nella parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro che quando questi morì “fu portato dagli angeli nel seno di Abramo” (Lc 16,22).
Negli atti degli apostoli San Pietro viene liberato dalla prigione da un angelo che poi lo accompagna per strada. Quando questi si dilegua, Pietro esclama: “Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva” (At 12,11).
Quando poi Petro bussa alla casa di Marco, dall’interno confabulano e dicono che non è lui ma è “l’angelo di Pietro” (At 12,15).

11. L’esistenza degli angeli è verità di fede. È stata definita dalla Chiesa nel concilio lateranense quarto, dove si dice che Dio “fin dal principio del tempo creò dal nulla l’uno e l’altro ordine di creatore: quello spirituale e quello materiale, cioè gli angeli e il mondo terrestre, e poi l’uomo, quasi partecipe dell’uno dell’altro, composto di anima e di corpo” (DS 800).
Con l’augurio di poter fruire sempre del loro meraviglioso servizio, ti benedico e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo

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