Quesito

Caro Padre Angelo,
sono uno studente di medicina. Sto preparando l’esame di Ginecologia e ostetricia ed essendomi imbattuto in certi argomenti le chiedo: come dovrebbe comportarsi uno studente costretto a studiare cose come la contraccezione o la fecondazione assistita?
Le confesso che mi trovo un po’ in imbarazzo quando mi trovo a leggere quelle cose, ma d’altra parte sono argomenti che immagino possano essere chiesti all’esame. Io da parte mia le considero cose inutili perchè mai vi ricorrerei: sia come cattolico che futuro medico.
Però quando leggo cose come: "Nella specie umana l’attività copulatoria e l’attività riproduttiva non sono indissolubilmente legate, anzi assumono un valore completamente diverso, in quanto la prima è parte integrante della vita di coppia durante tutto l’arco della convivenza, mentre la seconda è limitata, specialmente oggi, alla procreazione di un numero di figli che va da uno a tre. Per tale motivo è necessario garantire alla coppia dei mezzi per pianificare e limitare i concepimenti."
Ebbene, quando leggo cose del genere (ignoro chi sia l’autore, l’ho letto su del materiale che adopero per la preparazione dell’esame) provo una grande tristezza per come certi argomenti siano banalizzati e traditi.
La ringrazio per la sua cortesia.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. mi stupisco che alcuni professori escano con simili trovate.
Perché se l’attività copulatoria e l’attività riproduttiva sono dissociate, perché ricorrere alla contraccezione?
Si danno la zappa nei piedi: sanno meglio di me che finalità copulatoria e finalità riproduttiva sono intimamente congiunte. Diversamente non ci sarebbe bisogno di ricorrere alla contraccezione!

2. Questi due fini per loro natura sono indissolubilmente congiunti perché si attualizzano nel compimento del medesimo atto.
Il medesimo atto è simultaneamente unitivo e procreativo.
Anzi, vi è da osservare che i due fini non sono semplicemente affiancati o giustapposti l’uno all’altro, ma si realizzano l’uno mediante l’altro.
Il fine unitivo, quando è raggiunto con il rapporto coniugale, non si esprime con un’unione qualunque, ma mediante un gesto intrinsecamente procreativo.
E il fine procreativo non si realizza semplicemente mediante l’unione biologica dei gameti, ma per mezzo della mutua donazione della persona.
Questa è la motivazione metafisica che soggiace a tutto il magistero della Chiesa in materia ed è il principio che getta luce anche sui problemi relativi alla procreazione assistita.

3. Mi domando come tanti studenti possano accettare senza discutere affermazioni del genere, che cozzano in maniera così evidente con l’esperienza.
La contraccezione di fatto vuole estinguere la finalità procreativa che è tipica dell’attività copulatoria.
Basterebbe anche osservare che l’attività copulatoria, secondo i criteri di madre natura, dura solo per rendere possibile la finalità procreativa. Quando questa è attuata, anche l’attività copulatoria viene meno.

4. Mi sembra ancora incredibile dire quanti figli debba avere una coppia.
Quanto è infinitamente più saggio il magistero della Chiesa che nella Gaudium et spes dice che il giudizio sul numero dei figli appartiene in maniera insindacabile ai genitori.

5. Qui invece sono i medici a dirlo. Viene un sospetto.
So di un esperto dei metodi naturali che aveva presentato questo metodo ad un équipe di medici.
Questi capirono il discorso. Quando l’esperto disse: “Bene, allora diffondeteli” quei medici dissero: “No, non possiamo perché fino all’anno tal dei tali abbiamo sottoscritto un contratto con determinate ditte farmaceutiche per propagandare i loro contraccettivi!”.
E questo sul corpo delle donne!
C’è da chiedersi: ma perché essere condannati ad avere dei medici del genere?

6. Lo studio della contraccezione e dei metodi di procreazione assistita ti gioveranno per conoscerne tutti gli effetti negativi.
Se le persone saranno edotte di questo non si lasceranno facilmente intrappolare. Ti sarà più facile indicare sempre le vie del Signore, le uniche vere amiche dell’uomo, che non gli nuocciono mai. E potrai ricordare anche le parole del salmo 119,96: “Di ogni cosa perfetta ho visto il limite, ma la tua legge non ha confini”.

Ti assicuro la mia preghiera e la mia benedizione.
Padre Angelo