Quesito

Carissimo Padre Angelo,
mi spiegherebbe il passo della lettera n. 196 di Santa Caterina a Gregorio XI, in cui dice che "La giustizia vuole che si faccia vendetta dell’ingiuria che è stata fatta a Dio: viene dunque la divina misericordia…..etc etc"?
A come leggo, sembra che il Padre abbia usato il Figlio per placare l’ira divina, ma non avendo mai pensato in questi termini alla morte in croce di Gesu’ (ci ho sempre visto un esempio di amore fino all’estremo atto della morte), sicuramente anche Santa Caterina intende qualcosa di diverso, ma non vorrei attribuire significati erronei, quindi chiedo a lei di illuminarmi sul punto.
La saluto e le auguro buona domenica
Maria


Risposta del sacerdote

Cara Maria,
non sbagli a vedere nella morte di Cristo il supremo atto di amore (donazione) di Dio per l’uomo.
Ma questo amore risplende ancora di più se tieni presente che Cristo ha voluto espiare, e con una soddisfazione perfetta, l’ingiuria dei peccati degli uomini.
Se Dio avesse solo coperto i peccati degli uomini, dicendo loro “non ne tengo più conto”, sarebbe mancato ancora qualcosa all’uomo: la possibilità di espiare l’ingiuria.
Anche presso gli uomini si fa così. Si è perfettamente appagati non solo quando si è ricevuto il perdono, ma anche si può dire: “ho restituito tutto, anzi ho dato più di quanto ho tolto”.
Ebbene, in virtù del sangue di Cristo tutto è stato espiato in maniera sovrabbondante, in modo tale che noi possiamo presentarci davanti a Dio con i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore.
San Tommaso dice che “Cristo, soffrendo per amore e per obbedienza, ha offerto a Dio più di quanto esigeva la riparazione dell’offesa di tutto il genere umano”.
E aggiunge che Cristo con la sua passione ha meritato per giustizia la nostra glorificazione (la risurrezione dai morti e il paradiso).
Nel linguaggio di santa Caterina, come del resto anche in quello della Sacra Scrittura, la parola vendetta non significa “ritorsione”, ma espiazione.

Come vedi, il piano che il Padre ha stabilito per la nostra redenzione mostra in maniera eccellentissima la sua straordinaria carità, perché mentre non sopprime le esigenze della giustizia (l’espiazione), ne compie una ancora più grande: ci dà la possibilità di meritare per giustizia davanti a Dio in virtù del sangue di Cristo.

Ti accompagno con la preghiera e ti benedico.
Padre Angelo