Mi sono sforzato di essere ateo, ma quel Nazareno…

Mi sono sforzato di essere ateo, ma quel Nazareno…

Quesito

(Un giovane ha scritto a Padre Angelo una testimonianza sulla sua vita, nella quale si parla della grazia del Natale.
La testimonianza è bella e merita di essere letta da molti.
Padre Angelo pubblica anche la risposta che ha inviato a questo giovane)

Carissimo Padre,
… Io invece dal canto mio temo di aver disonorato la nascita del Signore con la mia condotta…anche se onestamente non ho mai dimenticato Gesù.
Mi sono sforzato di essere ateo, di essere agnostico…di fregarmene delle grandi domanda dell’esistenza….ma mi mancava sempre qualcosa o Qualcuno.
C’era sempre questo Dio crocifisso…e mi chiedevo (e mi chiedo tuttora)?…Perchè è morto sulla croce?
In quella domanda ho sempre trovato un enorme attrazione…
Un Dio che si fa povero. Un Dio che si incarna nella sua stessa creatura che diventa uomo…e che risorge! Senza distruggere chi l’aveva crocifisso, senza vendicarsi di chi l’aveva calunniato, ingiuriato, tradito…malmenato!
Forse è davvero l’amore e il perdono la chiave per la vita eterna.
Mi scusi se le riflessioni che le ho riportato sono un pò banali, magari non troppo precise. Comunque volevo comunicarle questa forte attrazione che ho per quel Nazzareno che è nato in quella fredda grotta o capanna a Betlemme… Gesù ha sempre esercitato un forte fascino su di me anche quando ero molto più lontano da lui.
(firmato)


Risposta del sacerdote

Carissimo,
Ritorno alle tue e-mail perché mi offrono lo spunto per molte riflessioni, che metto a profitto dei nostri visitatori.

1. Scrivi: “Io invece dal canto mio temo di aver disonorato la nascita del Signore con la mia condotta…anche se onestamente non ho mai dimenticato Gesù. Mi sono sforzato di essere ateo, di essere agnostico…”.
Penso che tutti dobbiamo sottoscrivere la tua affermazione, togliendo però il “temo”, e mettendoci “ho disonorato”.
Forse a tutta prima non comprendiamo in che senso abbiamo disonorato la nascita del Signore. Ma se ci pensiamo, non ci sarà difficile capire che noi seguiamo una strada che sembra tutta il contrario di quella che Lui è venuto a insegnarci.
A Natale viene per darci Se stesso, e noi non sappiamo che farcene.
Tu dici che hai cercato di essere ateo, sottinteso sotto il profilo mentale.
Ma tutti noi siamo tante volte praticamente atei, come diceva Giovanni Paolo II.
Dio ci interessa nella misura in cui può darci delle grazie.
Mentre a Lui preme darci la grazia più grande di tutte, che è infinitamente superiore a tutte le altre e che insieme le racchiude tutte: la grazia della comunione di vita con Lui.
In questo mondo sarebbe un grande onore per noi essere il confidente o l’amico di non so quale grande personaggio. Mettiamo pure il Papa, tanto per rimanere in un ambito serio.
Ma capisci che cosa significa diventare confidente, amico di Dio?
Lui viene per questo e noi questo, che costituisce il gaudio e l’onore degli angeli, lo disprezziamo.
Senza dire di tutto il resto: a Natale ci insegna la strada dell’umiltà, della povertà o distacco dai beni di questo mondo…
Noi invece camminiamo per la strada dell’affermazione di noi stessi, del comparire grandi per le magliette o le scarpe firmate magari da un idiota qualunque.

2. Scrivi ancora: “Mi sono sforzato di essere ateo, di essere agnostico…di fregarmene delle grandi domanda dell’esistenza….ma mi mancava sempre qualcosa o Qualcuno”.
Queste tue parole mi hanno rimandato col pensiero ad un giornalista, Paul Claudel, che era stato mandato dal suo direttore a seguire una Messa a Notre Dame di Parigi nella mezzanotte di Natale per scrivere un articolo che irridesse la religione.
Quel giornalista non vi trovò niente, sicché vi tornò il mattino seguente (sempre col medesimo risultato) e anche nel pomeriggio.
Ma quando i pueri cantores (i bambini del coro) intonarono il Magnificat, il cantico di Maria, egli sentì che qualche cosa esplodeva nel suo cuore e si trovò a credere.
Tuttavia non voleva credere. E si mise a leggere tutte le obiezioni possibili e immaginabili contro la religione e contro la Chiesa. Niente da fare. La fede rimase incrollabile in lui. Il Signore ormai gli aveva toccato il cuore. Anzi aveva afferrato il suo cuore.
Allora la grazia del Natale non è forse permanente in te, anche se non te ne sei accorto?
Hai desiderato di essere ateo. Anzi, hai cercato di essere ateo… Ma Dio non lo ha permesso. Ti voleva troppo bene e ti faceva sentire che ti mancava non solo qualcosa, ma Qualcuno, Lui.
Non ha voluto che tu non rimanessi solo e nel buio.

3. Scrivi inoltre: “C’era sempre questo Dio crocifisso…e mi chiedevo (e mi chiedo tuttora)…Perchè è morto sulla croce? In quella domanda ho sempre trovato un’enorme attrazione…”
Non mi stupisco che tu abbia sempre provato un’enorme attrazione verso il Cristo crocifisso. E sai perché?
Perché Lui stesso ha detto: “«Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me». Questo diceva per indicare di qual morte doveva morire” (Gv 12,32-33).
Gesù non è venuto meno alla sua promessa. Ti ha attirato e tutt’ora ti attira.
E mentre ti attira vuole infondere su di te il suo spirito, come aveva promesso attraverso il profeta Zaccaria: “Riverserò sopra la casa di Davide e sopra gli abitanti di Gerusalemme uno spirito di grazia e di consolazione: guarderanno a colui che hanno trafitto” (Zac 12,10).

4. Continui: “Un Dio che si fa povero, un Dio che si incarna nella sua stessa creatura che diventa uomo…e che risorge! Senza distruggere chi l’aveva crocifisso, senza vendicarsi di chi l’aveva calunniato, ingiuriato, tradito…malmenato!
Forse è davvero l’amore e il perdono la chiave per la vita eterna”.
Sì, è proprio così. Dio si è rivelato in Cristo, e ciò che impressiona di Cristo è il suo amore, soprattutto quello manifestato sulla croce.
Aveva detto di lui il profeta Isaia: “Si meraviglieranno di lui molte genti; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, poiché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito” (Is 52,15).
Sono contento che anche tu sia stato preso da questa meraviglia e da questo fatto mai visto.

5. Soggiungi ancora: “Mi scusi se le riflessioni che le ho riportato sono un pò banali, magari non troppo precise. Comunque volevo comunicarle questa forte attrazione che ho per quel Nazzareno che è nato in quella fredda grotta o capanna a Betlemme… Gesù ha sempre esercitato un forte fascino su di me anche quando ero molto più lontano da lui”.
Sono contento di quello che mi scrivi. E tuttavia dobbiamo ricordare che l’attrazione per Gesù non parte semplicemente da noi, ma da Dio. Gesù ha detto: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato” (Gv 6,44).
Ci possiamo chiedere: Dio non attira tutti?
Sì, attira tutti, ma molti sono incapaci di sentire la sua attrazione e la sua voce.
E noi dobbiamo darci da fare (con la preghiera, la penitenza, la testimonianza e l’annuncio) perché tutti possano ascoltare, tutti possano provare questo fascino e sentire che solo Dio sazia fino in fondo le vere esigenze del cuore dell’uomo.
Grazie per la tua bella testimonianza.
Ti seguo con la preghiera, perché tu possa fare del bene dovunque ti trovi e ti benedico.
Padre Angelo