Quesito

Caro Padre Angelo,
alla domanda “perché uno che era prete si è potuto sposare in chiesa, mentre una donna che è stata tradita e lasciata dal marito, volendo rifarsi una vita e non potendo risposarsi, convive…e quindi non può nemmeno fare la comunione?” …non ho saputo rispondere…
Sono due situazioni che conosco personalmente. Due situazioni dolorose.
La prima riguarda un giovane sacerdote francescano che, responsabile della gravidanza di una ragazza, ha chiesto l’esclaustrazione e la riduzione allo stato laicale e si è preso le sue responsabilità per il bene della ragazza in questione e del nascituro. Non ha contratto il matrimonio se non dopo il consenso della Santa Sede.
Sulla seconda situazione inutile parlarne, ce ne sono così tante…
Questa è una di quelle situazioni in cui la Chiesa viene accusata di usare “due pesi e due misure”.
Il sacramento del matrimonio e quello del sacerdozio non hanno carattere indelebile? e non sono complementari (nel senso: o l’uno o l’altro)?
Come “giustificare” tale atteggiamento?
cordiali saluti e un ricordo reciproco nella preghiera,
Lorenzo


Risposta del sacerdote

Caro Lorenzo,
1. è vero che matrimonio e ordine sacro sono due sacramenti e hanno carattere indelebile.
Ma il sacerdozio non è essenzialmente legato al celibato.
La stessa Chiesa cattolica prevede che vi siano dei preti sposati, come avviene nelle comunità cattoliche di rito greco.

2. Poiché il celibato sacerdotale è di istituzione ecclesiastica, da esso la Chiesa per motivi gravi può dispensare.
In questo rientra più o meno il caso del giovane sacerdote francescano che mi hai menzionato.

3. La Chiesa invece non ha potere sulla natura dei Sacramenti, perché sono stati istituiti da Gesù Cristo.
E come la Chiesa non ha il potere di sciogliere un vero matrimonio, così non ha il potere di annullare il sacramento dell’Ordine sacro.
Ridurre allo stato secolare significa solo che non può più esercitare i ministero del sacerdote e che va trattato come un laico. Ma sacerdote lo rimane in eterno.

4. Nel caso che mi hai menzionato, la Chiesa ha concesso al francescano la riduzione allo stato laicale. Ma quel francescano continua a essere sacerdote e in caso di necessità (come succede quando incontra una persona versa in pericolo di morte e non vi è alcun altro sacerdote disponibile) può dare l’assoluzione da qualsiasi peccato.

5. Proprio perché francescano e quindi religioso, il soggetto in questione aveva anche emesso i voti di povertà, castità e obbedienza.
La forma di questi voti non è di istituzione divina, ma ecclesiastica, e pertanto da essi la Chiesa può dispensare.

6. Come vedi, non si tratta di due pesi e di due misure per due soggetti che sono in perfetta parità di situazione, ma di due soggetti diversi, con obblighi che derivano dalla Chiesa nel caso del francescano, e con obblighi che derivano direttamente da Dio nel caso delle persone sposate.

Sono contento del ricordo reciproco di preghiera. Lo adempio volentieri.
Ti saluto cordialmente e ti benedico.
Padre Angelo