Quesito

Caro Padre,
uno che conosco mi ha detto che, per la Chiesa attuale, un credente di altre religioni o un ebreo, non ha bisogno di riconoscere Cristo come il Figlio di Dio per essere salvato.
Sarà sufficiente che nella sua vita segua i dettami della coscienza ove Dio ha impresso la sua legge naturale.
Io credevo che potessero salvarsi solo i non credenti ignari incolpevolmente della predicazione del Signore, purché seguissero la legge naturale.
Se viceversa, anche coloro che conoscono la predicazione di Cristo, senza tuttavia riconoscerne la sua natura divina, possono salvarsi, a che vale e cosa serve avere fede? Non è più vero  quanto si legge nel Vangelo che coloro che avendo conosciuto la Parola del Signore e La rinnegano tuttavia, non possono essere salvati, salvo sperare che l’infinita misericordia di Dio, li faccia ravvedere e pentirsi, sia pur "in articulo mortis"?
Potrebbe chiarirmi un poco le idee che attualmente ho confuse?
Grazie e deferenti saluti.
Alfredo


Risposta del sacerdote

Caro Alfredo,
1. lo Spirito Santo a proposito di Gesù ha detto per bocca di Pietro: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati” (At 4,12).
Nessuno può entrare in amicizia con Dio ed entrare in Paradiso se non riceve la grazia che gli rimette i peccati, lo santifica e lo eleva all’ordine soprannaturale.
Non basta essere buoni e onesti (il che è già una grandissima cosa) per entrare in Paradiso: è necessaria la grazia.

2. Questa grazia scende solo attraverso Cristo, come ricorda san Giovanni: “dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia” (Gv 1,16).
Per questo i teologi dicono che nell’umanità di Cristo vi era la grazia capitale, la grazia del capo.
Ogni grazia che santifica scende da Lui.

3. Questa grazia scende in via ordinaria attraverso i sacramenti.

4. Ma poiché il Signore è morto per tutti e vuole salvare tutti, a tutti, anche a quelli che non lo conoscono, offre la sua grazia.
La offre attraverso vie che noi non conosciamo.
Queste vie vengono chiamate vie straordinarie della grazia, in riferimento alle vie ordinarie che sono costituite dai sacramenti.

5. Per cui, come vedi, rimane vero e rimarrà sempre vero che senza la grazia di Cristo nessuno si può salvare.
Questa è la verità proclamata dallo Spirito Santo che ha parlato per bocca di Pietro.

6. Tuttavia  tra quelli che non credono in Cristo vi sono persone che non hanno mai sentito parlare di lui e vivono in buona fede nella loro religione.
La Chiesa ha sempre creduto che se queste persone si comportano secondo retta coscienza seguendo la legge naturale e si pentono dei loro peccati si possono salvare.
Ma si salvano solo in virtù della grazia che Gesù infonde in loro senza che se ne accorgano.

7. E vi sono altre persone che hanno potuto conoscere materialmente la predicazione di Cristo perché ne hanno sentito parlare oppure perché hanno letto il vangelo.
E tuttavia sono rimaste nella loro religione, in buona fede.

8. Questo fa capire che non è sufficiente sentire materialmente la predicazione di Gesù per avere la fede.
È necessario che lo Spirito Santo muova il cuore, lo rivolga a Dio e dia all’intelligenza la forza di aderire a quanto è stato annunciato.

9. San Tommaso dice “l’uomo che esteriormente annuncia il Vangelo non causa la fede, ma la causa Dio, l’unico che può mutare la volontà. Causa la fede nel credente inclinando la volontà e illustrando l’intelletto, affinché non opponga un rifiuto alle cose proposte dal predicatore; questi invece dispone esteriormente alla fede” (De Veritate, 27, 3, ad 12).
Aggiunge ancora san Tommaso: “Se lo Spirito Santo non è presente al cuore di chi ascolta, sarà ozioso il discorso di chi insegna, al punto che lo stesso Figlio di Dio con la sua parola umana non sarebbe efficace se Egli stesso non agisse interiormente per mezzo dello Spirito Santo” (Commento al Vangelo di San Giovanni,XIV, lez. 6, 6).

10. Gesù cerca di agire con il suo Santo Spirito nel cuore di tutti.
Ma molti non approdano alla fede perché vi sono realtà (come l’educazione ricevuta) che impediscono alla sua luce di risplendere in maniera visibile, portandoli alla vera fede.

11. Tuttavia Gesù Cristo non li abbandona e, senza che se ne accorgano, lavora nel loro cuore spingendoli ad agire secondo retta coscienza e a pentirsi dei propri peccati.
Non dobbiamo dimenticare che Gesù è “la luce vera quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
Nel segreto della coscienza è Lui che illumina ogni persona, a qualunque religione appartenga, anche se molti non lo sanno riconoscere.

12. Certo la loro situazione non è come la nostra nella quale possiamo fruire in maniera esplicita di Gesù Cristo, della sua parola, soprattutto dei suoi sacramenti.
E possiamo fruire anche della comunione ecclesiale, in primis della comunione con i santi e della loro testimonianza.

13. Inoltre fuori dalla Rivelazione portata da Gesù Cristo, nonostante la buona fede e la retta coscienza, vi sono “lacune, insufficienze ed errori” (giovanni paolo II, Redemptoris missio, 55).
Sicché quelli che non appartengono anche visibilmente alla Chiesa hanno meno mezzi a disposizione per la loro santificazione e la loro salvezza.
E proprio per questo rimane sempre l’urgenza della missione.
La luce che Cristo ha messo nelle nostre mani dobbiamo metterla nella mani di tutti.

Auguro anche a te di poterlo fare e di essere fiero di essere stato chiamato dal Signore ad irradiare la sua luce per la salvezza di molti.
Ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo