Quesito

Caro Padre,
inizio con farle i miei complimenti per le risposte sempre molto chiare, che mi aiutano (e penso anche a molti altri/e) a sciogliere dei dubbi di varia natura.
Volevo porle la seguente domanda, mi è capitato di avere rapporti con mia moglie durante il ciclo mestruale, ma io non ho ancora capito se abbiamo commesso peccato o no.
Sul vecchio testamento è riportato che la donna nel periodo mestruale è impura e che anche il marito lo diventava se avessero intrattenuto rapporti …
Ma oggi cosa dice la chiesa?
Penso che saperlo scioglierebbe molti dubbi sia a me, che anche ad altri lettori (se mai decideste di pubblicare la domanda).
Come sempre attendo la sua risposta e le chiedo di benedire me e la mia famiglia.

P.S. Sono sposato da 15 anni e Dio ha benedetto il mio matrimonio con quattro figli, l’ultimo arrivato ha 6 mesi e si chiama Emmanuele, che Dio benedica lei, e tutti i sacerdoti del mondo …
Grazie …


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. nell’Antico Testamento vi erano molte prescrizioni su ciò che doveva essere considerato puro o impuro.
Si trattava però di una purità rituale che impediva di celebrare il culto e di avvicinarsi a Dio, non di un’impurità morale.
Vi erano, ad esempio, prescrizioni riguardati gli animali. Alcuni di essi erano ritenuti impuri a motivo della loro carne che non era considerata salutare come quella di altri, oppure perché erano trattati come sacri nel mondo pagano. Sembra questa la motivazione che proibiva di mangiare la carne dei maiali.
Tuttavia era presente pure la persuasione che la loro carne mangiata con certa abbondanza esponesse facilmente a varie malattie
Inoltre i maiali vi era erano ritenuti impuri perché si rivoltano nel fango e vivono di lordure. E questo non si addiceva ad un popolo eletto. Questa motivazione sarebbe ancora la preminente per il mussulmani, che conservano tuttora questo divieto.

2. Vi erano anche altre impurità rituali come la perdita di sangue e altre secrezioni.
Nel libro del Levitico si legge: “Se una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà impura per sette giorni; sarà impura come nel tempo delle sue mestruazioni” (Lev 12,2).
La Bibbia di Gerusalemme commenta: “Il parto, come le mestruazioni o l’emissione seminale maschile è considerato una perdita di vitalità per l’individuo, che deve con certi riti ristabilire la sua integrità e così la sua unione con Dio fonte della vita”.
Non si tratta di colpe morali, ma di eventi che determinano un’impurità cultuale o rituale e cioè di celebrare i riti del culto.
Questi divieti vengono espressi in maniera più dettagliata in Lev 15 e in particolare dal versetto 16 al versetto 24: “L’uomo che avrà avuto un’emissione seminale, si laverà tutto il corpo nell’acqua e resterà impuro fino alla sera. Ogni veste o pelle su cui vi sarà un’emissione seminale dovrà essere lavata nell’acqua e resterà impura fino alla sera. La donna e l’uomo che abbiano avuto un rapporto con emissione seminale si laveranno nell’acqua e resteranno impuri fino alla sera. Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, per sette giorni resterà nell’impurità mestruale; chiunque la toccherà sarà impuro fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua impurità mestruale sarà impuro; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà impuro. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà impuro fino alla sera. Chi toccherà qualunque mobile sul quale lei si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà impuro fino alla sera. Se un oggetto si trova sul letto o su qualche cosa su cui lei si è seduta, chiunque toccherà questo oggetto sarà impuro fino alla sera. Se un uomo ha rapporto intimo con lei, l’impurità mestruale viene a contatto con lui: egli resterà impuro per sette giorni e ogni giaciglio sul quale si coricherà resterà impuro” (Lev 15,16-24).

3. Col Nuovo Testamento scompaiono queste impurità rituali.
Ciò che rende inadatti e incapaci ad avvicinarsi a Dio e a celebrare un culto vero sono le impurità morali e cioè i peccati, che nella loro stessa essenza sono un allontanamento da Dio e dalla sua legge e pertanto sono un’offesa che gli viene fatta, e pertanto una colpa.
Sulla purezza di ordine morale insiste il Signore e insiste anche la predicazione degli Apostoli.
Il Signore ad esempio ricorda che ciò che impedisce di avvicinarsi a Dio è sapere che qualcuno ha qualcosa contro di noi. Per questo dice: “Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (Mt 5,23-24).
San Paolo invita ad abbandonare il vecchio lievito, le prescrizioni esteriori antiche: “Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato! Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità” (1 Cor 5,7-8); “purifichiamoci da ogni macchia della carne e dello spirito, portando a compimento la santificazione, nel timore di Dio” (2 Cor 7,1).
Per questo può dire: “Tutto è puro per chi è puro” (Tit 1,15).

4. Venendo adesso al tuo quesito non vi sono proibizioni riguardanti l’intimità coniugale nei giorni della mestruazione.
Paolo VI nell’Humanae vitae ha affermato che “questi atti, con i quali gli sposi si uniscono in casta intimità e per mezzo dei quali si trasmette la vita umana, sono, come ha ricordato il recente concilio, "onesti e degni", e non cessano di essere legittimi se, per cause mai dipendenti dalla volontà dei coniugi, sono previsti infecondi, perché rimangono ordinati ad esprimere e consolidare la loro unione. Infatti, come l’esperienza attesta, non da ogni incontro coniugale segue una nuova vita.
Dio ha sapientemente disposto leggi e ritmi naturali di fecondità che già di per sé distanziano il susseguirsi delle nascite. Ma, richiamando gli uomini all’osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la chiesa insegna che qualsiasi: atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita” (HV 11).
In questi periodi previsti infecondi, sapientemente disposti dalla legge di Dio, vi sono anche i giorni flusso mestruale.
Alcuni coniugi provano psicologicamente qualche ripugnanza ad unirsi in quei giorni: Ma sotto il profilo morale non vi è nulla da dire.

5. Mi compiaccio per la tua famiglia particolarmente benedetta dal Signore.
Giovanni Paolo II ha detto che “i bambini sono il sorriso del cielo affidato alla terra. Sono i veri gioielli della famiglia e della società. Sono la delizia della Chiesa. Sono come i gigli del campo dei quali Gesù diceva che “neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro” (Mt 6,28-29). Sono i prediletti di Gesù, e la Chiesa non può non sentir vibrare nel proprio cuore, per loro, i sentimenti di amore del cuore di Cristo” (17.8.1994).
Attraverso i tuoi quattro figli il Signore ti sorride continuamente e ampiamente.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo