Quesito

Caro Padre Angelo,
mi è capitato di ascoltare un medico abortista che, improvvisandosi teologo, sosteneva che la Chiesa Cattolica in passato (in modo particolare nel corso del Medioevo) non condannava e anzi incoraggiava in alcuni casi gli aborti. Sosteneva inoltre che lo stesso san Tommaso non riteneva il feto un essere umano e che parecchi teologi ancora oggi propongono interpretazioni molto simili. Mi era capitato di sentire qualcosa del genere riguardo a san Tommaso, ma mi risulta abbastanza strano ciò che ha affermato riguardo alla posizione della Chiesa nel medioevo rispetto all’aborto.
La ringrazio complimentandomi con lei per le risposte accurate e precise che offre in questo spazio.
Laura


Risposta del sacerdote

Cara Laura,
1. dici bene che quel medico si è improvvisato teologo.
La Chiesa è sempre stata contraria all’aborto, anche quando in passato molti autori, fra i quali san Tommaso, pensavano che l’anima razionale non venisse infusa al momento della formazione del corpo, ma più avanti.

2. San Tommaso, al seguito del filosofo precristiano Aristotele pensava che l’anima razionale fosse presente solo al momento in cui la materia è certamente umana.
Aristotele, pur sapendo che quell’essere in divenire (la parola “feto” significa proprio questo) sarebbe diventato umano, affermava che inizialmente non c’era ancora materia umana, ma soltanto vita vegetativa. Successivamente questa avrebbe lasciato il posto ad un materia più perfezionata, come è appunto la materia sensitiva. Questa gradualità l’affermava anche per la generazione degli animali.
Infine, a 40 giorni dal concepimento, ci si sarebbe trovati di fronte ad una materia più perfetta: quella umana: Solo da quel momento sarebbe stata animata da un’anima razionale.
Per le donne invece poneva un’animazione ulteriormente ritardata: al 90° giorno.

3. Ecco perché San Tommaso scrive: “Quindi bisogna affermare che l’anima intellettiva è creata da Dio al termine della generazione umana, con la scomparsa delle forme preesistenti, e che essa è insieme sensitiva e nutritiva” (Somma teologica, I, 118, 2, ad 2).
E ancora: “Il corpo degli uomini viene formato e disposto a ricevere l’anima per gradi: per cui in un primo momento, finché la sua disposizione è imperfetta, riceva un’anima imperfetta; poi, quando ha raggiunto la perfetta disposizione, riceve l’anima perfetta” (Somma teologica, III, 33, 2, ad 3).
Nel Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo esprime più diffusamente il suo pensiero, che è anche il pensiero degli antichi. Come ti accorgerai è un pensiero che di scientifico non ha nulla.
Scrive: “Negli uomini questo si verifica gradualmente, per cui il concepimento del maschio non si compie fino al quarantesimo giorno, come dice Aristotele, mentre quello della femmina fino al novantesimo.
Ma nel completamento del corpo del maschio, S. Agostino sembra aggiungere sei giorni, che secondo lui si differenziano così: «nei primi sei giorni il seme assomiglia quasi al latte; in nove giorni si trasforma in sangue; in seguito, in dodici giorni si solidifica; in diciotto giorni si forma sino alle perfette fisionomie delle membra; da questo momento, nel periodo che resta fino al tempo del parto, aumenta ormai di volume». Di qui il verso: «sei giorni in latte, nove in sangue; dodici la carne, diciotto configurano le membra»” (Commento alle Sentenze, 3, 5, 2).

4. Fa eccezione solo il corpo di Cristo: “Il corpo di Cristo, grazie all’infinita potenza della causa agente, si trovò perfettamente disposto all’istante. Quindi nel primo istante ricevette la forma perfetta, cioè l’anima razionale” (Somma teologica, III, 33, 2, ad 3).
“Secondo la fede bisogna ritenere che il concepimento di Cristo sia avvenuto all’istante… come si recita nel Simbolo «il quale è stato concepito dallo Spirito Santo» ecc…
Di conseguenza, bisogna sostenere che quel concepimento fu istantaneo, di modo che nel medesimo istante si siano verificati questi eventi: il mutamento di quel sangue materiale nella carne e nelle altre parti del corpo di Cristo; la formazione degli organi; l’animazione del corpo organico; l’assunzione del corpo animato nell’unità della persona divina” (Commento alle Sentenze, 3, 5, 2).

5. Su questo punto tutti i ragionamenti di Aristotele e di san Tommaso, salvo il principio generale che vi è animazione umana quando si è in presenza di materia umana, sono insostenibili.
È la biologia a dirci che ci si trova dinanzi a materia umana fin dalla presenza dello zigote.
Nel DNA è scritto tutto quello che quell’essere diverrà nelle sue disposizione fisiche.
La stessa biologia ci dice che non vi è nessun salto dall’inumano all’umano. Tutto è umano fin dall’inizio.
Oggi San Tommaso non avrebbe dubbi sul concepimento umano fin dall’inizio.

6. In ogni caso, sebbene in passato i pareri sul momento dell’animazione razionale non fossero unanimi, tuttavia tutti erano concordi nel ripudiare l’aborto. Mai la Chiesa lo ha consigliato.
Un documento del Magistero della Chiesa sull’aborto procurato (Congregazione per la dottrina della fede, 18.11.1974) afferma: “Nel corso della storia, i Padri della Chiesa, i suoi Pastori, i suoi Dottori, hanno insegnato la medesima Dottrina, senza che le diverse opinioni circa il momento dell’infusione dell’anima spirituale abbiano introdotto un dubbio sulla illegittimità dell’aborto.
Certo, quando nel medioevo era generale l’opinione che l’anima spirituale non fosse presente che dopo le prime settimane, si faceva una differenza nella valutazione del peccato e nella gravità delle sanzioni penali; eccellenti autori hanno ammesso, per questo primo periodo, soluzioni casuistiche più larghe, che respingevano per i periodi seguenti.
Ma nessuno ha mai negato che l’aborto procurato, anche in quei primi giorni, fosse oggettivamente una colpa grave” (n. 7).
A proposito delle valutazioni diverse, Pietro Lombardo, il maestro parigino, proprio per le argomentazioni di Aristotele che a quei tempi erano comuni, diceva che l’aborto nei primi 40 giorni è un peccato grave, ma non è un omicidio (Sentenze 4, 31).

7. Mi piacerebbe sapere quali siano stati i casi in cui la Chiesa avrebbe addirittura incoraggiato l’aborto. Sarei contento che quel medico riuscisse a portare un solo documento.
Invece io ti porto questi documenti:
La Didaché, dell’età apostolica, dice: “Tu non ucciderai con l’aborto il frutto del grembo e non farai perire il bimbo già nato” (V,2).
Atenagora di Atene riferisce che i cristiani considerano come omicide le donne che usano medicine per abortire; egli condanna gli assassini dei bambini anche di quelli che vivono ancora nel grembo della loro madre “dove sono già l’oggetto delle cure della provvidenza divina” (Legatio pro christianis, 35).
Tertulliano: “È un omicidio anticipato impedire di nascere; poco importa che si sopprima l’anima già nata o che la si faccia scomparire sul nascere. È già uomo colui che lo sarà” (Apologeticum, IX, 8).
Il Concilio di Elvira (306) il quale prevede per l’aborto la scomunica perpetua. Solo in punto di morte la donna che aveva abortito poteva rientrare nella comunità della Chiesa, dopo aver fatto penitenza per tutta la vita (can. 63).
Il Concilio di Ancira (314): “La disciplina antica le allontana fino alla morte; ma noi ora decidiamo di essere più indulgenti e perciò le ammettiamo a fare una penitenza di dieci anni” (can. 21).
Nel Concilio spagnolo di Lerida (546) la penitenza viene limitata a sette anni con l’aggiunta però che dovranno piangere e umiliarsi per tutto il resto della vita.
Il 1° Concilio di Magonza (847) conferma le pene stabilite nei precedenti concili e decide che la più rigorosa penitenza sarà imposta “alle donne che provocano l’eliminazione del frutto concepito nel loro grembo”.
Questo per fermarsi ai documenti più antichi

Ti ringrazio per l’apprezzamento per il nostro sito, ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo