Quesito

Carissimo Padre,
spero proprio che Lei possa aiutarmi con una risposta chiara alla seguente domanda spinosa.
In presenza di un matrimonio valido, amare il coniuge è un dovere. Né la mancanza di un sentimento amoroso, al presente o in passato, al momento delle nozze cioè, tanto meno la presenza di un sentimento amoroso per un’altra persona, per quanto forte, esentano dal dovere di amare il coniuge.
Se amare è un dovere, vuol dire che è possibile, anche in assenza di sentimento. Ma quali sono le manifestazioni doverose di amore in queste condizioni? Certamente il venire incontro alle legittime esigenze del coniuge, per esempio materiali o, più in generale, di sostegno. E la soddisfazione delle esigenze più legate alla sfera affettiva, per esempio i rapporti sessuali, è anch’essa doverosa in questa situazione? Credo che la risposta sia affermativa (il debito coniugale…), tuttavia mi sembra che si configuri in questo caso il “dovere di fingere”.
Sarei grato di un chiarimento esaustivo in proposito, sperando che tutte le domande su amore, sesso, matrimonio ecc. ecc. non le causino un insormontabile sentimento di rigetto. Per me è un problema, alcuni confessori mi danno dell’ipocrita, altri paventano l’adulterio: la confusione, mi permetta di dire, è grande, ma più grande ancora nel mio cuore.
La ringrazio anticipatamente della sua cortese risposta,
Vittorio


Risposta del sacerdote

Caro Vittorio,
1. noi siamo abituati a scambiare l’amore col trasporto.
È vero che in genere l’amore nasce con la simpatia e col trasporto verso un’altra persona.
Ma di per sé l’amore non si identifica col trasporto né si esaurisce in esso.

2. Anzi capita che talvolta non solo non ci sia il trasporto, ma si avverta pure una certa ripugnanza. E tuttavia stare accanto a una persona che ti fa ripugnanza è un atto d’amore davvero grande.
L’amore qui consiste proprio nella perdita e nella dimenticanza di se stessi per far contento l’altro.

3. Anche il debito coniugale compiuto senza trasporto ma per far contento il coniuge è un vero atto di amore.
Perché devo dire che si tratta di una finta?
Anzi, si potrebbe dire che mostra un amore disinteressato ancora più grande.

4. Mi auguro di non aver aggiunto confusione portando un’altra sentenza.
Penso che gli altri confessori vadano nella mia stessa direzione quando affermano che “la negazione del debito coniugale perché sono si prova nulla” potrebbe esporre l’altro coniuge all’adulterio o alla rottura del vincolo.

Ti ringrazio per la fiducia, ti assicuro un ricordo nella preghiera e ti benedico.
Padre Angelo