Quesito

Carissimo Padre Angelo,
leggendo le sue bellissime risposte date a tutti noi, mi sono deciso a scriverle.
Sono un ragazzo di 16 anni che ha sempre avuto una grande fede (faccio anche volontariato per la parrocchia), sempre grande amore e neanche un dubbio, ma da poco ahimè, complice anche questa digitalizzazione che tende a dire di tutto e di più e vivere con miei coetanei che non capiscono la fede, mi sorgono quotidianamente dubbi (anche quando prego, e per me sono veramente indesiderati) su Dio e sulla fede, e mi sento ultimamente allontanato dall’amore divino.
Io non voglio questi dubbi e vorrei essere sempre in comunione con Dio, ma in questi ultimi tempi queste questioni mi affliggono in modo molto duro.
Se può darmi qualche consiglio per affrontarli…
La ricordo con amore nelle mie preghiere e che Dio la benedica.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. il Signore stesso ci insegna che cosa dobbiamo fare quando siamo assaliti da dubbi riguardanti la fede.
Ce lo rivela nel Vangelo di San Luca quando ispira gli apostoli a dirgli: “Accresci in noi la fede!” (Lc 17,6).

2. Dobbiamo tenere per certo che è stato il Signore ad ispirare gli apostoli ad esprimersi con quella invocazione perché “è lui che suscita in noi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13).

3. Rivolgendosi al Signore chiedendogli di accrescere in loro la fede gli apostoli riconoscono che l’origine della fede, come dono soprannaturale, viene da Dio.
Gesù ha detto: “Nessuno viene a me se il padre non lo attrae” (Gv 6,44).

4. La fede umana, come quella che prestiamo al medico quando ci ordina una determinata medicina, parte da noi, dalla fiducia che riponiamo in lui.
Ma la fede teologale, quella per la quale crediamo che Dio si è rivelato in Cristo e ancor più quella per cui crediamo che Gesù Cristo è Dio, non parte da noi perché supera del tutto le nostre capacità umane.
È una fede soprannaturale. Può partire solo da Dio che la infonde in noi.

5. È inevitabile che possano sopraggiungere dubbi sulla fede teologale perché ha per oggetto realtà che non possiamo verificare con i sensi, come ad esempio la presenza reale di Gesù sotto le apparenze del pane del vino dopo la consacrazione fatta dal sacerdote.

6. Questi dubbi però sono provvidenziali perché ci sollecitano a chiedere al Signore di rendere più forte la nostra fede.
Anche qui dobbiamo essere certi che è il Signore colui che ci stimola ad invocare l’aumento della fede. 
Ed egli lo fa, senza dubbio.

7. I teologi ci danno anche questa consolante certezza: che quando noi, in grazia di Dio, chiediamo a Dio dei beni di ordine soprannaturale, come l’aumento della fede, della grazia, della qualità, meritiamo questa grazia ex condigno, vale a dire per giustizia.

8. Dio non era obbligato a renderci suoi figli per adozione. Ma una volta che ci ha adottato, si è obbligato nei nostri confronti nel medesimo modo in cui dei genitori che adottano un bambino si obbligano nei suoi confronti. E se il bambino chiede loro da mangiare, essi devono dargli da mangiare. Lo fanno per amore certo, ma sanno che è un dovere, al quale peraltro ci tengono tantissimo.

9. Pertanto chiedi al Signore con fiducia di accrescere in te la fede. Certamente e subito te la renderà più forte.
Questa è l’esperienza di tutti.
Non dobbiamo dimenticare neanche che il Signore proprio attraverso la pressione dei social ne approfitta perché noi chiediamo l’aumento della fede per renderla più forte.

10. Nelle Rivelazioni dell’Amore divino, Giuliana di Norwich (claustrale inglese † 1416) sente che Dio le dice: “Io sono il fondamento della tua intercessione. Prima di tutto c’è la mia volontà di darti qualche cosa. Poi, io faccio in modo che tu lo voglia, in seguito, ti spingo a chiederlo e, infine, tu lo chiedi. Come potrebbe accadere che tu non l’ottenga? Tutto ciò che il Signore ci suggerisce di chiedere, egli stesso ce lo ha destinato da tutta l’eternità. Per questo egli è profondamente gioioso quando preghiamo” (Rivelazioni dell’Amore divino, Cap. 44).
Come sarebbe bello se anche tu potessi sottoscrivere insieme con Santa Teresa di Gesù Bambino: “(il buon Dio) Mai mi ha fatto desiderare qualche cosa senza darmela” (Storia di un un’anima, 200).

Ti ringrazio per l’affetto con cui mi accompagni nella preghiera. Ti assicuro il mio.
Con l’augurio di uno straordinario dono da parte di Dio che renda sempre più forte la tua fede, ti benedico in questa bella festa della trasfigurazione del Signore.
Padre Angelo

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