Quesito
Buongiorno Padre Angelo.
vorrei che Voi argomentaste la massima importanza del Santo Rosario rispetto a tutte le altre devozioni della Chiesa.
Un abbraccio forte e una benedizione in Gesù e Maria.
Risposta del sacerdote
Carissimo,
1. il Rosario è la più raccomandata tra le devozioni della Chiesa perché è tutto il Vangelo messo in preghiera.
Mentre altre devozioni, tutte preziose, colgono un aspetto particolare della fede cristiana, il Rosario invece riprende tutti gli eventi della vita di Gesù.
2. Questo aspetto viene sottolineato anche da Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica Rosarium Virginis Mariae. Vi si legge: “Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi un compendio” (RVM, 1).
3. Vi è un secondo grande motivo a favore di questa devozione e anche questo è menzionato dal santo Papa Giovanni Paolo II: “Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo” (n. 3).
Il Rosario pertanto è come un mettersi “alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore” (RVM, 1).
4. Contemplare significa stare uniti a Gesù, ascoltare la sua parola che comunica vita eterna.
Soprattutto significa accogliere Cristo che si dona a noi con gli eventi salvifici della sua vita e stimola ciascuno di noi a fare altrettanto per trasformare la nostra vita in un dono di amore a Lui e alla Chiesa.
Recitare il Rosario è pertanto la stessa cosa che portare Cristo e il suo Vangelo nella nostra vita perché la trasformi e la renda conforme alla Sua.
5. Vale la pena ricordare durante la recita della decina vanno fatte tre cose:
primo, si ricostruisce la scena menzionata nel mistero.
E si cerca di ricostruirla facendocela raccontare dalla Madonna.
Secondo, si ringrazia Gesù Cristo per l’evento compiuto a nostro vantaggio.
Terzo, si domandano grazie a Dio Padre in virtù dei meriti che Cristo ci ha procurato con quell’evento e che durante la recita della decina mette nelle nostre mani perché siano il prezzo con cui accompagniamo la nostra preghiera.
6. Proprio a motivo della terza cosa che si fa durante la recita del Rosario Giovanni Paolo II ha detto che “mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore” (RVM, 1).
7. Il Rosario ha anche questo di peculiare: nella sua semplicità può essere recitato dappertutto: per strada, in viaggio, a casa, nelle pause di lavoro e di studio, di notte, in qualsiasi momento della giornata.
E sempre vi entra con la forza del lievito: per dare un’impronta evangelica alla nostra vita e farne una preghiera di adorazione, di ringraziamento, di richiesta di perdono e di implorazione di grazie per tutti, vivi e defunti.
8. Non ci si meraviglia pertanto del motivo per cui la Chiesa nel suo magistero l’abbia costantemente riproposto, anche a seguito delle grandi apparizioni mariane come quelle di Lourdes e di Fatima, nelle quali la Madonna esplicitamente ha raccomandato questa forma di preghiera.
9. Il 19 settembre 2025 Papa Leone XIV ha canonizzato il beato Bartolo Longo.
Di questo apostolo del Rosario, che era terziario domenicano, piace ricordare questa breve espressione che si trova nella novena di impetrazione da lui stesso scritta in onore della Madonna del Rosario: “Tu già promettesti a San Domenico che chi vuol grazie, con il tuo Rosario le ottiene; ed io, con il tuo Rosario in mano, oso ricordarti, o Madre, le tue sante promesse”.
Con l’augurio che anche tu possa fare l’esperienza della fedeltà della Madonna per quanto ha detto a San Domenico, ti benedico e ti auguro ogni bene.
Padre Angelo
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