Quesito

Gent. mo P. Angelo,
Mi chiamo …, ho 21 anni e studio …. Da due anni sono fidanzato con una mia collega di facoltà. Da principio, il nostro fidanzamento è stato guidato una pregressa "amicizia spirituale", da una simpatia sorta e coltivata sui temi principali di Fede. Veniamo da formazioni spirituali differenti: più contemplativa e riflessiva la mia, più prammatica e attiva la sua.
Purtroppo, però, il nostro cammino insieme si è rivelato spesse volte impervio, a tratti oscuro e deviato. Spesso, non sopportando il peso di una "doppia vita" al cospetto di Dio, ho fatto presente alla mia fidanzata quanto mi facesse soffrire e sentire inappagato compiere atti sessuali con lei prima del matrimonio. Dapprima lei capiva (o così mi sembrava…) e per un po’ non ci cascavamo di nuovo. Ma poi, venuti meno i buoni propositi, si ricade ciclicamente nella colpa. E con essa sprofonda la mia anima. E credo, in fondo, anche la sua.
La mia fidanzata ha iniziato a dare sempre meno importanza alla vita cristiana, spirituale e morale. Ultimamente, quando sono tornato a farle presente che "oltre ad essere peccato, il petting, al di là del piacere momentaneo, mi lascia profondamente infelice", lei, alquanto seccata, mi ha risposto che è, sì, consapevole che sia un peccato grave (tanto che, grazie al cielo – per lo meno!-, non si comunica…) ma che, allo stesso tempo, un sacerdote della sua parrocchia le ha detto, in confessione, che il giudizio morale della Chiesa è cambiato e che "se due fidanzati, che non si possono ancora sposare, si amano e fanno una promessa di sposarsi quando ne avranno la possibilità, allora gli è lecito compiere alcuni atti sessuali". Io so benissimo che non è così.
Ho provato a trainarla nella preghiera, proponendole il Rosario, la Liturgia delle Ore, la Lectio Divina… Niente. Anzi, nell’ultimo mese fa addirittura fatica a partecipare alla S. Messa domenicale. Solitamente la scusa che trova è questa: "devo studiare!" (è una studentessa di … piuttosto diligente…).
Io non voglio lasciarla. Perchè di lei sono sinceramente innamorato. Ma so che Dio è più importante. E Lui non mi dà più pace… "donec requiescat in Te".
La prego mi dia qualche consiglio pratico per far tornare la mia fidanzata cattolica (ed io con lei)… veramente cattolica.
Sono disperato.


Risposta del sacerdote

Carissimo,
1. la vostra amicizia spirituale pregressa, evolutasi poi in fidanzamento, aveva tutte le premesse per crescere bene e portarvi ad amare ancor più il Signore con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze.
Questo purtroppo non è successo e mi dici che a fatica la tua ragazza adesso partecipa alla Messa domenicale.
Ciò significa che in lei purtroppo è venuto meno il rapporto con Dio. Sì, può pensare a Dio (e chi non ci pensa! Anche gli atei ci pensano in continuazione per lo meno per negarlo). Ma quel rapporto con Dio per cui ci si lascia colmare dalla sua presenza e la nostra anima viene riempita di grazia in lei probabilmente non c’è più.
Perché se ci fosse, sentirebbe il bisogno della preghiera, della Messa e delle altre pratiche che le proponi nel medesimo modo in cui un pesce sente il bisogno di stare nell’acqua.

2. La causa di tutto questo è evidente: sono le impurità, che non fanno diventare cattivi di per sé, ma spengono il gusto delle cose di Dio.
Per questo San Tommaso afferma che “dalla lussuria deriva la cecità della mente, che elimina quasi del tutto la conoscenza dei beni spirituali, mentre dalla gola deriva l’ottusità del senso, che rende l’uomo debole nella considerazione di questi beni.
Al contrario le virtù opposte dell’astinenza e della castità dispongono l’uomo alla perfezione della vita spirituale. Per cui in Daniele si legge che ‘a questi giovani’, casti e astinenti, ‘Dio conferì scienza e cognizione in ogni specie di libro e di sapienza’ (Dan 1,17)” (Somma teologica, II-II, 15, 3).

3. San Tommaso dice anche che “il diavolo gode massimamente del peccato di lussuria, perché provoca la massima aderenza (dipendenza), e che difficilmente l’uomo può esserne sottratto perché, a dire del Filosofo, "l’appetito dei piaceri è insanabile"” (Ib., I-II, 73, 5, ad 2).
Qualcuno, sintetizzando quest’ultima affermazione di san Tommaso ha scritto che “il diavolo gode massimamente del peccato di lussuria per la difficoltà a venirne fuori”.
Ecco, questa è la diagnosi della situazione spirituale della tua ragazza e di molti altri.

4. Grazie a Dio tu non hai lasciato alcune pratiche importanti come il Rosario, la Liturgia delle Ore, la Lectio Divina e hai potuto continuare a godere della presenza del Signore e ad orientare in Lui tutta la tua vita, compresa quella affettiva.
Sono proprio queste pratiche che ti hanno permesso di sentire che la vita affettiva non era vissuta in maniera corretta perché ti portava via la presenza del Signore, la realtà più preziosa che puoi possedere, e ti impediva “di gustare il dono celeste, la buona parola di Dio e le meraviglie della vita futura” (Eb 6,4.5).
In poche parole, percepivi e percepisci dalla tua stessa esperienza che impurità e gusto delle cose di Dio sono esperienze tra loro incomponibili.
E capisci bene che i divieti dati da Dio intendono tutelare “beni preziosi e grandissimi” che ci consentono di “sfuggire alla corruzione, che è nel mondo a causa della concupiscenza” e di “diventare partecipi della natura divina” (2 Pt 1,4).
Chi non ha fatto questa esperienza, come invece l’hai fatta tu e la fanno tanti altri, nella legge di Dio e della Chiesa coglie solo il divieto e gli sfugge la sostanza, che il divieto intende proteggere.

5. Venendo al dunque: quale consiglio pratico per far tornare cattolica e veramente cattolica la tua fidanzata e anche te insieme con lei?
Il consiglio è la castità, che è la premessa insostituibile per poter gustare le cose di Dio e orientare a Lui tutta la propria vita.
Questo dipende da lei, ma da dipende essenzialmente anche da te.
Concedendoti alle impurità, non le farai fare alcun passo in avanti non solo nell’amore di Dio, ma neanche nell’amore per te.

6. Le impurità non sono amore vero. Sono una bugia che si maschera da dono. In realtà nelle impurità si cerca solo la soddisfazione di se stessi.
Se la tua fidanzata ti amasse in maniera vera sarebbe contenta della tua castità.
Sarebbe felice di avere un ragazzo del quale si può fidare adesso e per il futuro.
Sarebbe contenta di vederti contento! E per questo sarebbe pronta a rinnegare se stessa. Non è questo l’amore vero?

7. Giustamente il Pontificio Consiglio per la famiglia ha scritto che “nella stessa misura in cui nell’uomo si indebolisce la castità, il suo amore diventa progressivamente egoistico, cioè soddisfazione di un desiderio di piacere e non più dono di sé” (Sessualità umana: verità e significato, 16).
E ancora: “Non si deve mai dimenticare che il disordine nell’uso del sesso tende a distruggere progressivamente la capacità di amare della persona, facendo del piacere – invece che del dono sincero di sé – il fine della sessualità e riducendo le altre persone a oggetto della propria gratificazione: così esso indebolisce sia il senso del vero amore tra l’uomo e la donna – sempre aperto alla vita – sia la stessa famiglia e induce successivamente al disprezzo della vita umana che potrebbe essere concepita, considerata allora come un male che minaccia in certe situazioni il piacere personale” (Ib., 105).

8. Ti auguro di riuscire nella tua impresa.
Se la tua ragazza si aprirà alla purezza, scoprirà tante cose nuove, si affezionerà ancor di più a te e ti ringrazierà per sempre.
Prega molto col Santo Rosario perché la Madonna, che è “la madre del bell’amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza” (Sir 24,18).
Che lo faccia conoscere e gustare anche alla tua ragazza.

Ti assicuro la mia preghiera e ti benedico.
Padre Angelo