Questo articolo è disponibile anche in: Italiano

Quesito

Caro Padre Angelo, 
le rinnovo i complimenti per la sua rubrica: è sempre estremamente chiaro nelle sue spiegazioni.
Ultimamente mi è capitato di riflettere sul versetto del Vangelo “e se salutate solo i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?”
Non porto rancore a nessuno e dico di tanto in tanto qualche preghiera per chi mi ha fatto del male, ma mi chiedo se sia lecito in talune circostanze togliere il saluto a certe persone.
Grazie di cuore
Francesco.


Risposta del sacerdote

Caro Francesco,
1. all’affermazione di nostro Signore “Se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?” (Mt 5,47) San Tommaso dà una curiosa ma esatta interpretazione.
Ecco quanto dice: “Se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, cioè se pregherete solo per quelli che mi sono congiunti per qualche affinità o amicizia; infatti il saluto, come dice l’interpretazione comune (la glossa), è una certa specie di preghiera.
Non fanno così, cioè che cosa fate più delle genti, o dei pagani, che lo fanno per un certo affetto umano? Come se dicesse: in ciò non sarete più perfetti dei pagani”.

2. Pertanto la preghiera non deve mai mancare soprattutto per quelli che non ci amano e, anzi, ci fanno del male.
Poco prima il Signore aveva detto: “Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?” (Mt 5,44-46).
San Tommaso commenta: “Quale perfezione sarà in voi, se nell’amore non superate l’esempio dei pubblicani, che sono imperfetti?”.

3. Concretamente, il saluto non va mai negato perché il negarlo è segno di rancore.
Se amiamo il nostro prossimo con il cuore di Dio non possiamo essere indifferenti nei confronti di nessuno.
Pertanto anche ai nostri amici o a quelli che ci hanno fatto del male dobbiamo prestare i segni comuni di rispetto e di carità.
I segni comuni di rispetto sono costituiti normalmente dal saluto.
Non è necessario che ci siano particolari effusioni, come ad esempio il conversare familiarmente, incontrarsi, scriversi. Ma il saluto non va mai negato.

4. San Tommaso dice: “Prestare ai nemici i favori e i segni comuni di amicizia è uno stretto dovere. Negarli sarebbe da attribuirsi al livore della vendetta, contro il comando di Lev 19,18: ‘Non chieder vendetta, e non ricordare l’ingiuria dei tuoi concittadini’” (Somma teologica, II-II, 25, 9).

5. Pertanto fai bene a dire qualche preghiera per quelli che ti hanno fatto del male.
A qualcuno potrai mostrare talvolta un saluto un po’ più freddo perché rientri in se stesso e capisca che ti ha fatto soffrire.
Questo è come volergli bene.
Ma negare il saluto soprattutto se l’altro per primo ti saluta non è da cristiani.
Il Signore riterrebbe come fatto a se stesso questo sgarbo.
In conclusione, sarebbe un peccato.

Ti benedico ti auguro ogni bene e ti ricordo nella preghiera.
Padre Angelo